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BENZINAI NEL MIRINO?
E ALLORA LORO, IL 1° APRILE, INDOSSERANNO TUTTI UN BERSAGLIO.
PADOAN (FIGISC-ASCOM): “SIAMO GLI “SCUDI UMANI” CONTRO CUI SI SCAGLIANO TUTTI, MA LE RESPONSABILITA’ DEI PREZZI FOLLI DEI CARBURANTI SONO DELLE COMPAGNIE PETROLIFERE E DELLO STATO”

Fossimo al sud, la frase che ben rappresenterebbe lo stato d’animo dei benzinai, ci sarebbe: cornuti e mazziati. Ovvero: presi di mira da tutti pur non avendo nessuna responsabilità.
“Infatti, quale che sia il prezzo della benzina o del gasolio –dichiara un arrabbiato Paolo Padoan, presidente dei benzinai della Figisc-Ascom- a noi sempre poco meno di 4 centesimi arrivano. Vale a dire che mentre ci guadagnano i petrolieri (ed i bilanci dei grandi gruppi energetici sono lì a dimostrarlo con miliardi di euro di utili), mentre ci guadagna lo Stato (che ad ogni aumento intasca più tasse e poi si fa bello strombazzando lo sconto di 2 centesimi), noi siamo legati non al valore del venduto ma al conteggio dell’erogato e l’erogato, in quest’ultimo periodo è sceso, causa il prezzo ormai folle dei carburanti, di ben il 9 per cento. In altre parole, guadagniamo sempre meno”.
Questo non toglie che, in una riedizione della più classica “guerra tra poveri”, gli automobilisti e, con essi, le associazioni dei consumatori, non trovino di meglio che scagliarsi contro l’ultimo anello della catena, ovvero contro i benzinai che nulla possono nella formazione del prezzo alla pompa, che non sono sicuramente in grado di fare cartello e che non possono nemmeno incidere sul piano territoriale. In altre parole: se Padova è la più cara, dipende da una politica delle compagnie e non certo dalle decisioni dei gestori.
Da qui l’idea della Figisc-Ascom di Padova, a metà strada tra la provocazione e l’intento di comunicare un disagio che ormai è palpabile tra gli addetti ai lavori, di presentarsi, martedì 1° aprile, tutti vestiti di una casacca di plastica con effigiato, sia sul fronte che sul retro, un grande bersaglio.
“Di fatto –continua Padoan- siamo degli “scudi umani” e non per scherzo come potrebbe far presumere la data. Contro di noi si accaniscono un po’ tutti e persino sui controlli la disinformazione rischia di farci apparire come tanti “mostri” quando si imputa ai gestori la responsabilità delle starature delle pompe che, invece, devono essere e sono piombate. Già in passato abbiamo fatto presente che sulla questione può pronunciarsi solo l’ufficiale metrico, ma evidentemente fa aggio insistere sul “cattivo benzinaio” che manomette i sigilli e lucra sulla pelle degli automobilisti”.
Per cui: data emblematica (1° aprile) e casacche col bersaglio.
“Non riusciremo di certo –conclude Padoan- a mutare il nostro status di “servi della gleba”, ma almeno avremo la soddisfazione di denunciare “visivamente” la condizione di una categoria che si trova ad avere tutti contro ma che, nonostante questo, responsabilmente sceglie una forma di protesta “serena” e non penalizzante come potrebbe essere una serrata”.

21 marzo 2008

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