CROLLANO I CONSUMI DELLA MOZZARELLA A PADOVA E PROVINCIA: - 45 PER CENTO.
I COMMERCIANTI DEL COMPARTO ALIMENTARE RIUNITI NELLA SEDE DELL’ASCOM PREOCCUPATI PER LE POLEMICHE SUI PREZZI.
IL PRESIDENTE ZILIO: “SUBITO IL COORDINAMENTO DELLE CATEGORIE INTERESSATE E NESSUNA CONFUSIONE DI RUOLI”
Galeotta fu la Corea.
Nel senso che se fino a tre giorni fa i consumi di mozzarella di bufala campana erano sì in calo, ma in misura contenuta, da quando ha fatto il giro del mondo la notizia che prima i coreani e poi i giapponesi hanno “fermato preventivamente” le mozzarelle in dogana, anche a Padova e provincia, complice una buona dose di “psicosi da diossina”, i consumi hanno subito un drastico ridimensionamento: meno 45 per cento e la tendenza sembra destinata a peggiorare anche per il prodotto vaccino.
Della preoccupazione per un mancato guadagno (la mozzarella, come molti altri prodotti di qualità, è uno dei “plus” sui quali si basano i negozi di alimentari) si sono fatti interpreti, ieri pomeriggio, nella sede provinciale dell’Ascom, gli eredi dei gloriosi “casoini”, convocati, al pari delle altre categorie dell’alimentazione (macellai, ambulanti alimentari e fruttivendoli), per parlare di prezzi e di pressione mediatica nei confronti dei commercianti.
Sala piena (come sempre più spesso avviene per le iniziative dell’Ascom) e operatori convinti che siano le confusioni dei ruoli quelle che contribuiscono a creare un clima di sospetto tra commercianti e consumatori.
“Noi –ha detto in apertura di incontro il presidente dell’Ascom, Fernando Zilio- non possiamo accettare “sconfinamenti di campo” che finiscono per confondere i consumatori senza per questo creare benefici né sul breve né sul lungo periodo”.
Evidente il suo richiamo ai distributori automatici del latte, ai farmer’s market, ai “cartelli” creati “de facto” ma mascherati da sconti alla clientela che finiscono per mettere all’angolo un comparto che invece contribuisce, come hanno sostenuto con passione i rappresentanti dei diversi settori (Diana Ranzato per gli alimentaristi, Francesco Canton per i macellai, Ilario Sattin per gli ambulanti e Damiano Bernardi per i fruttivendoli), a mantenere in vita un “commercio a misura d’uomo” dove si compra ciò che serve, dove si viene consigliati sui prodotti e dove anche un passaggio quotidiano può servire a rendere migliore la giornata.
Da qui l’idea, subito accolta con favore dai molti presenti, di un “coordinamento” delle categorie del comparto alimentare che vedrà la luce nelle prossime settimane.
“La difesa della categoria –ha detto ancora Zilio- non può che passare attraverso una strenua quanto trasparente difesa dei nostri associati. Come abbiamo più volte sostenuto, noi vogliamo essere una “lobby” nel senso più corretto del termine che si confronta con le altre componenti dell’economia , della politica e della società, ma che non accetta che tutti possano fare tutto creando disparità di trattamento e, dunque, concorrenza sleale. Non può essere, infatti, che per creare “filiere corte” apparentemente favorevoli ai consumatori, si autorizzano commerci senza obbligo di scontrino e senza rigorosi controlli igienici”.
28 marzo 2008
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