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DOMANI, MARTEDI’ 1° APRILE, BENZINAI “NEL MIRINO”.
SI APPLICHERANNO INFATTI UN BERSAGLIO PER DENUNCIARE CHE SONO IL CAPRO ESPIATORIO MA CHE NON HANNO RESPONSABILITA’ SUI PREZZI ALLA POMPA.
ALLE 11.30, AL DISTRIBUTORE ESSO DI VIA M. BUONARROTI, IL PRESIDENTE PADOAN ED UN GRUPPO DI COLLEGHI A DISPOSIZIONE DELLA STAMPA.

benzinai nel mirinoLa data non è casuale: 1° aprile.
“Per rimarcare che anche se la nostra può sembrare una “goliardata” –precisa Paolo Padoan, presidente dei gestori impianti carburanti della Figisc-Ascom di Padova- non è uno scherzo se diciamo che “siamo nel mirino” e che sulle nostre spalle si scaricano tutte le tensioni di una fase economica difficile”.
E allora, per rendere “visibile” un disagio che si sta perpetuando da mesi e che ha portato ad una drastica riduzione degli affari visto che loro, i benzinai, non ci guadagnano nulla dall’aumento di benzina e gasolio, domani, per l’appunto 1° aprile, giorno dedicato dai ragazzini ad applicare “pesci d’aprile” sui giubbetti dei compagni di scuola, loro si appiccicheranno tanti bersagli che portano una scritta inequivocabile: “Siamo nel mirino”.
“In questo modo –continua il presidente dei benzinai della Figisc-Ascom- speriamo di avviare una riflessione, anche da parte dei nostri clienti, su un fatto incontrovertibile: quello che a noi arrivano sempre poco meno di 4 centesimi al litro mentre a guadagnarci sono i petrolieri (ed i bilanci dei grandi gruppi energetici sono lì a dimostrarlo con miliardi di euro di utili) e a guadagnarci è lo Stato (che ad ogni aumento intasca più tasse). In compenso e pur senza colpe, noi siamo il bersaglio, il capro espiatorio che sembra far comodo a tutti perché criminalizzando noi si sgombra il campo e si favoriscono gli incassi degli altri”.
L’iniziativa, che avrà anche un momento per così dire “pubblico” alle 
ORE 11.30 DI DOMANI, MARTEDI’ 1° APRILE
presso il distributore Esso di via M. Buonarroti (nei pressi della rotatoria con le vie Curzola e T. Minio)
ed al quale interverranno, oltre al presidente Padoan, anche un gruppo di colleghi che indosseranno il “regolamentare” bersaglio, sarà l’occasione anche per ribadire, una volta di più, che persino sui controlli si rischia la disinformazione quando si imputa ai gestori la responsabilità delle starature delle pompe che, invece, devono essere e sono piombate. 
“Non credo che la nostra iniziativa potrà mutare il panorama –conclude Padoan- ma almeno vogliamo denunciare “visivamente” la condizione di una categoria che si trova ad avere tutti contro ma che, nonostante questo, responsabilmente sceglie una forma di protesta “serena” e non penalizzante come potrebbe essere una serrata che invece altre categorie non hanno avuto remore nel realizzare a tutto svantaggio dei cittadini”.

31 marzo 2008

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