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VEDI AMSTERDAM E FAI IL CONFRONTO
di Fernando Zilio

Noi una, loro 16 linee di tram. E, per di più, a doppia rotaia. Più una metropolitana che attraversa la città da nord a sud e un esercito di mezzo milione di biciclette con relative piste ciclabili e rastrelliere.
Si dirà: Amsterdam, capitale dell'Olanda, 750 mila abitanti ma almeno un milione e mezzo se si considerano anche i sobborghi, non può essere paragonata a Padova. Mi permetto di dissentire perché il milione e mezzo di abitanti della capitale olandese fa il paio con la nostra diffusa area urbana praticamente senza soluzione di continuità. Il problema, semmai, è di carattere, al tempo stesso, politico e amministrativo e, ovviamente, di confronto tra una città votata al futuro (Amsterdam) e una (Padova) un po’ ripiegata su se stessa.
Un passo indietro: torno dalla città di Rembrandt e dell'Ajax dove ho avuto modo di invidiare la capacità degli olandesi di "fare turismo".
Un utile "bagno di umiltà" per chi, come i padovani, non hanno forse tutto ma hanno molto eppure, a differenza di altri, fanno poco o nulla per valorizzarlo. Un esempio? L'orto botanico di Amsterdam. Pubblicizzato, e a ragione visto che fa data dal 1638, come uno dei più antichi del mondo. Ma non il più antico (il copyright è del 1545) che invece è in via dell'Orto Botanico, zona Santo, Padova, Italia.
Credo non serva che continui su questa falsariga. Gli esempi potrebbero essere molti ma tutti avrebbero la capacità di spingerci verso una sostanziale depressione da immobilismo quando invece servono idee e voglia di fare.
Mentre noi continuiamo ad imbeccarci su presenze ed arrivi, su camere vuote e bel tempo che fu (soprattutto per le terme), gli altri avanzano, e avanzano spediti.
Serve dunque una scossa che, nelle intenzioni dell'Ascom, sono gli "stati generali" del turismo che, da qui a qualche mese, dovranno darci un'indicazione su cosa fare e di come farlo.
Amsterdam, in questo senso, è stata molto istruttiva.
Non solo per il tram, la metropolitana, le biciclette e le piste ciclabili, ma anche, tanto per gradire, per i parcheggi. Ne ho contati, alla faccia di chi crede che le aree di sosta, per dare spazio alle bici, vadano fatte a distanze siderali dal centro, ben sette nell'area centrale più uno sotto il museo Van Gogh che, visto che gli olandesi non si fanno mancare nulla, accoglie anche i bus turistici. Risultato: negozi pieni e locali addirittura strapieni (difficile trovare posto per cenare!) con debordante presenza di italiani che, alla faccia della crisi, dimostrano di apprezzare chi sa valorizzare le cose che possiede.
E che dire della sera? Mentre noi ci arrovelliamo sull'opportunità o meno di coltivare una tradizione come lo spritz (dico tradizione, non moda del momento o problema di ordine pubblico) per il semplice motivo che facciamo fatica a governarne gli eccessi, Amsterdam, città che in quanto ad eccessi non ha nulla da invidiare a nessuno, trova il modo per realizzare concerti in centro che richiamano autentiche folle, folle che bevono ettolitri di birra che poi riversano generosamente in orinatoi (sì, orinatoi in linea molto spartani, non superaccessoriate toilette) presenti in ogni angolo e che, a notte finita, spariscono per lasciare la città nuovamente fruibile dai turisti.
Di più: i canali che le hanno dato l'appellativo di "Venezia del Nord" sono solcati, ad ogni ora, da battelli sempre pieni e che navigano tra argini puliti. Noi, che non abbiamo la cerchia concentrica dei canali di Amsterdam ma abbiamo pur sempre un Piovego in grado di far assaporare, in battello, una Padova rinascimentale molto particolare, dobbiamo fare i conti col degrado che si è impadronito degli argini e dei ponti.
Mi fermo. Non prima però di aver rivolto l'ennesimo invito, a chi tra qualche giorno sarà chiamato ad amministrarci, di abbandonare il "partito del no". Potente, trasversale, ma anche, me lo si conceda, decisamente fuori del tempo. A questi "nonisti" (cioè professionisti del "no" sempre e comunque) val forse la pena ricordare che il Medioevo, a Padova prima ancora che in altre parti del mondo, è finito da un pezzo.

5 giugno 2009

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