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PARCHEGGIO ALL’EX PRANDINA.
IL SOSTEGNO DEL VICESINDACO IVO ROSSI FA RITORNARE D’ATTUALITA’ LA PROPOSTA DELL’ASCOM LANCIATA ESATTAMENTE UN ANNO FA PER PARCHEGGIARE ALL’EX PRANDINA, SCAVALCARE VIA SAN BENEDETTO CON UNA PASSERELLA PENSILE E ARRIVARE IN PIAZZA DEI SIGNORI ATTRAVERSO VIA PATRIARCATO.
IL PRESIDENTE ZILIO: “EVIDENTE ESPRESSIONE DI VOLONTA’ POLITICA. SPERO CHE BASTI PER CONTRASTARE I MOVIMENTI ‘NO PARKING’”

Esattamente un anno: fine gennaio del 2009, fine gennaio del 2010.
Ed esattamente ad un anno di distanza dalla proposta dell’Ascom di fare dell’ex caserma Prandina l’”ingresso” ovest della città, arriva il sostegno del vicesindaco Ivo Rossi che, incontrando il generale Enrico Fino, ha rilanciato l’idea dell’ex Prandina come parcheggio in grado di dare risposte alla fame di sosta non solo del commercio cittadino.
“Sono contento – esordisce il presidente dell’Ascom, Fernando Zilio – che il vicesindaco abbia ripreso il mano la questione che lo scorso anno abbiamo posto sul tappeto rivolgendoci a chi sarebbe andato, da lì a qualche mese, a governare la città. E’ un’evidente espressione di volontà politica che, al di là delle difficoltà che ogni progetto può incontrare, può risultare decisiva per giungere ad una soluzione positiva della questione. D’altra parte lo ribadisco spesso: è la volontà delle persone che fa la differenza”.
Come forse si ricorderà, l’Ascom, per l’ex Prandina, aveva persino presentato un progetto che consisteva in un percorso attrezzato, esclusivamente pedonale, che partendo dall’ex Prandina, sarebbe destinato a superare con una passerella pensile riviera San Benedetto, attraversare il Piovego grazie alla passerella pedonale esistente, entrare in via Patriarcato che, grazie ai portici e ad una rinnovata presenza di negozi, diventerebbe una sorta di “percorso commerciale coperto”, immettersi in piazza Capitaniato, dove potrebbe essere allestito un mercatino permanente e sbucare così in piazza dei Signori, “terminal pedonale” privilegiato per poi godere di uno dei centri commerciali naturali più importanti d’Italia. Il tutto in un tempo stimato di non più di 5 minuti da quando l’automobilista lascerebbe la tangenziale per percorrere il cavalcavia Chiesanuova, via Vicenza, entrare in corso Milano, parcheggiare all’ex Prandina e fare il percorso pedonale fino in centro.
“Pochi minuti – continua Zilio - che, nelle nostre intenzioni dovrebbero diventare molti di più, ma non perché si perdono nell’estenuante ed infruttuosa ricerca di un parcheggio impossibile, quanto perché si viene catturati dalle proposte dei negozi e del mercato”.
La domanda, dopo anni di ostracismo nei confronti dei parcheggi, diventa a questo punto una sola: basterà la volontà politica del vicesindaco Rossi?
“E’ evidente – conclude il presidente dell’Ascom - che una città moderna non può fare a meno dei parcheggi. Non può fare a meno di quelli scambiatori posti in corrispondenza dei capolinea del tram (ed in grado di supportare chi in città ci viene per lavorare), di quelli a ridosso del centro cittadino (come potrebbe essere l’ex Prandina o anche l’ex Cledca che si avvia alla conclusione dei lavori, e che si spera assolva alla richiesta di parcheggio di chi ha necessità di sostare per un medio periodo), ma anche di quelli “operativi” (massimo 15/30 minuti, posti all’interno della città e destinati alla sosta brevissima per uno, due acquisti). Essere a priori contrari ai parcheggi, come purtroppo qualcuno si continua a professare, significa non guardare in faccia la realtà e, soprattutto, non pensare al futuro. In questo senso i movimenti “no parking” dovrebbero studiarsi per benino come affrontano gli analoghi problemi le città del nord Europa (Austria e Svizzera, in primis, ma anche il nostro Sudtirolo), dove a centri storici liberi dalle auto in superficie, corrispondono parcheggi interrati o in silos nei medesimi centri storici”.

1 febbraio 2010

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