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L’IPOTESI PROSPETTATA DAL SINDACO PEDRON DI UN NUOVO REGOLAMENTO PER IL COMMERCIO CHE PERMETTEREBBE UNA NUOVA MEDIA STRUTTURA DI VENDITA A MESTRINO CHIAMA A RACCOLTA I COMMERCIANTI.
IERI SERA L’ASSEMBLEA COL PRESIDENTE DELL’ASCOM, ZILIO ED IL VICEPRESIDENTE PASQUALETTI, ALLA QUALE E’ INTERVENUTO ANCHE L’ASSESSORE TOFFANIN CHE HA ESPRESSO LA CONTRARIETA’ SUA E DEL SUO PARTITO AL PROGETTO

Tutti contrari, assessore compreso.
Si va dunque verso un ripensamento da parte dell’amministrazione comunale di Mestrino in ordine all’apertura di nuove realtà della media/grande distribuzione?
“Calma e gesso” ammoniscono all’Ascom all’indomani dell’assemblea che ieri sera ha gremito la sala consiliare del comune della cintura ovest e che, se da un lato ha evidenziato la ferma volontà dei commercianti e dell’Ascom di non lasciar passare tanto facilmente un progetto che avrebbe il potere di snaturare il tessuto commerciale cittadino, dall’altro ha visto l’assessore competente, Gianluigi Toffanin, confermare la contrarietà sua e del suo partito, la Lega, ad avallare scelte che potrebbero decretare il “de profundis” del piccolo commercio di vicinato.
Una posizione (da qui il “calma e gesso” dei vertici dell’Ascom) diametralmente opposta a quella del sindaco, Marco Valerio Pedron, che ha più volte pubblicizzato la volontà di modificare il regolamento comunale del commercio del Comune di Mestrino, il quale, per le medie strutture di vendita, prevede un limite massimo di 1000 mq.
Come ha ricordato in apertura di assemblea Franco Pasqualetti, vicepresidente dell’Ascom ma, in questa occasione, soprattutto fiduciario dell’Associazione Commercianti per Mestrino, il sindaco, per giustificare la propria posizione, ha attinto a due ordini di giustificazioni che “naturalmente” non dipenderebbero da lui, ma sarebbero, né più né meno, altrettante “imposizioni” del Tar del Veneto e dell’Unione Europea.
Il Tar per ciò che riguarda una sentenza relativa al comune di Salzano dove esisteva un rapporto sbilanciato in favore della piccola distribuzione, ovvero l’esatto contrario di Mestrino, e l’Unione Europea per via della “Direttiva Bolkestein” che imporrebbe, a dire del sindaco Pedron, a tutti i Comuni un’assoluta liberalizzazione delle autorizzazioni del commercio.
“Un’imposizione “curiosa” – ha detto Pasqualetti – dal momento che la “Bolkestein” non è ancora legge dello Stato, essendo il relativo decreto legislativo ancora in fase di conversione e che, in ogni caso, anche lo stesso schema di decreto non prevede alcuna liberalizzazione per le medie strutture di vendita, anzi afferma, in generale, che la programmazione è comunque sempre possibile a patto che sia giustificata non come tutela dalla concorrenza, ma piuttosto come strumentale agli interessi generali della collettività”.
Da qui le preoccupazioni dei commercianti e dell’Ascom che temono che il tutto sia finalizzato ad autorizzare un’operazione che, seppur non si configura per ora come grande distribuzione, porterebbe ad una nuova struttura di media distribuzione probabilmente al limite dei 2500 mq., andando a penalizzare ancor più il commercio di vicinato e abbassando ulteriormente il già precario indice di equilibrio del comune.
“Purtroppo – ha sottolineato il presidente provinciale dei commercianti, Fernando Zilio – Mestrino non è l’unico comune che sembra ricettivo alle lusinghe di chi, in assoluto spregio al territorio, intende costruire grandi strutture. Operazioni immobiliari che finiscono però per danneggiare non solo il commercio ma anche la collettività. Per questo l’azione dell’Ascom non conoscerà soste e non conoscerà confini visto che solo qualche giorno fa siamo stati a Grisignano di Zocco per ribadire i nostri convincimenti anche in quella sede, che poi è ad un passo da Mestrino e dove si vorrebbe costruire un outlet da 160 mila metri quadrati”.
Un’evenienza che ha fatto dire ai rappresentanti dell’Ascom che si va verso il “disastro ambientale”, ma che li ha pure convinti a muoversi secondo gli schemi della “protezione civile”.
“Là dove c’è un problema – hanno ricordato Zilio e Pasqualetti – là ci sarà l’Ascom. Abbiamo manifestato a Due Carrare, a San Giorgio delle Pertiche, siamo stati a Palmanova e persino a Prato. Adesso è la volta di Mestrino e Grisignano, due nuovi “punti sensibili” in questa “guerra” che ci oppone a chi crede che il territorio possa ancora essere oggetto di sfregi quali sono le cittadelle finte della mega distribuzione che, è bene ricordarlo, per ogni posto di lavoro che crea ne distrugge quattro!”
Quindi: massima attenzione. Non escludendo nemmeno, come ha detto Zilio in chiusura, una mobilitazione generale con relativa raccolta di firme.
“La politica sa – ha detto il presidente – che siamo in grado di farlo e che, se necessario, lo faremo a tutela dei nostri associati, ma anche dei nostri centri urbani e di quanti li abitano”.

3 febbraio 2010

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