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SEMPRE MENO NEGOZI IN VIA TADI.
MASON (ASCOM):“UN PICCOLO SFORZO RICHIESTO ALL’AMMINISTRAZIONE PER UN GRANDE SFORZO DI SOPRAVVIVENZA DEL COMMERCIO IN VIA TADI”

Per due varchi elettronici che si apprestano a fare il loro ingresso nel panorama viario cittadino, ce n’è uno che continua a rimanere nel mirino di commercianti e residenti. Si tratta di quello di Ponte Tadi oggetto, in questi giorni, di una “macabra” provocazione.
La vetrina di un negozio, ormai da tempo non più utilizzato, è stato infatti tappezzato da finti necrologi che ricordano la chiusura delle diverse attività della via.
A mostrare la vetrina, opera di Gianni Boetto, un amareggiato Antonio Mason, titolare assieme ai nipoti del negozio di alimentari che si affaccia sul tratto terminale di via Tadi, giusto a due passi dal ponte, e volto conosciuto all’interno dell’Ascom.
“La situazione – ha dichiarato Mason – sta peggiorando di giorno in giorno. Gli incassi calano sensibilmente e i clienti sono sempre meno a causa del varco, attivato nel 2006, che non invita certo le persone a fermarsi con l’auto e fare acquisti in zona”.
“I necrologi – ha aggiunto Mason - vogliono rappresentare una provocazione civile ma al tempo stesso forte perché è necessario che l’amministrazione comunale si renda conto che la zona sta morendo e che, forse, basterebbe un piccolo spostamento del varco per risollevarne le sorti. Purtroppo siamo rimasti in pochi e nessuno più osa investire nella zona, per cui ci ritroviamo ad avere i negozi vuoti, senza nessuno che li occupi”.
“Le nostre attività – ha concluso Mason – contano anche su preziosi collaboratori che i bilanci che continuano ad andare in rosso rischiano di privare del lavoro”.

9 luglio 2010

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