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IL COMPARTO DEI SERVIZI DELL’ASCOM CONFCOMMERCIO ED IL CREDITO CHE NON C’E’.
IL COORDINATORE BERTIN: “SUPPORTO DEBOLE DALLE BANCHE. SERVIREBBERO FINANZIAMENTI SPECIALI E LEGGI PER LA RISCOSSIONE DEI CREDITI”

E’ l’unico settore che, negli ultimi dieci anni, in provincia di Padova, è sempre cresciuto. Ed è anche quello che, economicamente parlando e nonostante il periodo non sia dei migliori, si dice convinto che le prospettive siano se non in crescita quantomeno stabili.
Stiamo parlando del composito mondo delle aziende di servizio che il gruppo Servizi & Sviluppo dell’Ascom Confcommercio di Padova ha deciso di “indagare” raccogliendo le risposte di un campione di 128 titolari con l’obiettivo non solo di capirne di più sulle dinamiche del comparto, ma anche per comprenderne le potenzialità soprattutto in ordine al rapporto con le banche.
Ne è venuta fuori una fotografia per nulla sorprendente perché se è vero che solo il 23 per cento accede al credito, è anche vero che ben l’89 per cento dichiara che il supporto delle banche alle loro attività è poco o per niente significativo.
“In verità – sottolinea Nicola Bertin, coordinatore di Servizi & Sviluppo Ascom – è un po’ la riproposizione della storiella se sia nato prima l’uovo o la gallina. Qui siamo in presenza di aziende che finiscono per accedere poco al credito perché il mondo creditizio fa fatica a credere in loro”.
Giudizio duro ma oggettivo. D’altra parte, esiste banca che concede con facilità il credito ad aziende che, erogando servizi, non dispongono di immobili, né di macchinari da porre a garanzia? 
“Difficile – aggiunge Bertin – ed è un po’ questo il motivo che riduce le possibilità di crescita del nostro settore che si attesta su un significativo 96 per cento di imprese al di sotto dei 15 dipendenti”.
Eppure queste imprese, estremamente dinamiche, fortemente votate all’innovazione, spesso indispensabili nel ruolo di supporto a chi produce o commercializza, vorrebbero non solo le banche ma anche le istituzioni più vicine.
“Più vicine soprattutto in ordine al problema dei pagamenti – continua il coordinatore di Servizi & Sviluppo – visto che ben l’81% ritiene che il legislatore dovrebbe occuparsi di fissare un termine ai tempi di pagamento ed in favore della riscossione dei crediti”.
In altri termini: si sentono un tantino in balia di un mercato e di una legislazione che non sembra difenderli adeguatamente e di un sistema bancario che, nonostante nella sola provincia di Padova le imprese di servizi superino le 8 mila unità (qualcosa come 15 mila imprese se aggiungiamo anche l’intermediazione di vario genere), continua ancora a trattarle come tante “adolescenti” non meritevoli di fiducia.
“Il problema – mette in chiaro Bertin – è che dovrebbero esistere anche per le aziende di servizi finanziamenti speciali e/o a fondo perduto. Li ritengono indispensabili l’89% di quanti hanno risposto al questionario ed è ciò che chiederemo, pertanto, a Regione e Camera di Commercio convinti che si debba e si possa fare di più per questo settore, magari con azioni mirate proprio in termini creditizi”.
Insomma, il credito serve, ma è talmente radicato il pregiudizio che si finisce per non usufruire nemmeno di ciò di cui si dispone.
“E’ il caso dei confidi ed, in particolare, del nostro Terfidi Veneto– conclude Bertin – che vengono giudicati utili dal 34% ed abbastanza dal 19% quando invece sono fondamentali proprio nella concessione di garanzie là dove le garanzie reali non ci sono”.
Detto più semplicemente: c’è spazio per l’azione di Servizi & Sviluppo ed è uno spazio che il gruppo intende occupare. Partendo dall’oggettività dei dati.
Grafico.pdf

22 luglio 2010

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