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I COMMERCIANTI PADOVANI SPENDONO DI PIU’ IN SICUREZZA.
LO DICE L’ASCOM CHE PERO’ RILEVA ANCHE COME GLI OPERATORI DEL SETTORE SENTANO LE FORZE DELL’ORDINE “MOLTO VICINE”.
IL PRESIDENTE ZILIO: “IL LORO IMPEGNO E L’ATTIVISMO DELL’ASSOCIAZIONE FORSE ALLA BASE DEI SALDI POSITIVI REGISTRATI DA UNIONCAMERE PER LA NOSTRA PROVINCIA”

Aumentano i commercianti che spendono in sicurezza e si spende di più contro i rischi di furti, rapine, estorsioni.
Lo dichiarano nelle proprie documentazioni contabili i commercianti dell’Ascom che nel 2009 hanno speso percentuali variabili dei propri ricavi tra l’1 ed il 5 per cento e anche oltre.
Se infatti intorno all’1 per cento sono stati circa un quarto quelli che hanno sostenuto spese per la sicurezza, una quota altrettanto ampia (cioè un ulteriore 25%) ha dovuto investire quote oltre il 5 per cento dei propri ricavi.
“Di fatto – ha dichiarato in proposito il presidente dell’Ascom, Fernando Zilio – le nostre imprese si trovano costrette a pagare una “tassa occulta” che trova giustificazione nella paura di poter incorrere in furti e rapine. Questo nonostante i commercianti e gli operatori del turismo sentano le forze dell’ordine “molto vicine” e sentano soprattutto l’Associazione “particolarmente impegnata” a ridurre fenomeni come la contraffazione e l’abusivismo che, nel giudizio dei colleghi, sono situazioni che alimentano la criminalità”.
Ma se l’attenzione del commercio, nei confronti della criminalità, rimane molto alta, ciò nonostante sembrano sortire effetti positivi le azioni di contrasto attuate nell’ultimo periodo da tutte le forze dell’ordine.
“Non è detto che sia esattamente questa la motivazione di fondo – ha continuato Zilio – ma la mia convinzione è che debba essere letto in questo senso anche il dato diramato da Unioncamere e che vede la nostra provincia come la sola del Veneto in grado di far registrare un dato in positivo nella somma algebrica tra le imprese nate e quelle defunte”.
Più 661, infatti, il saldo di Padova a differenza del meno 650 di Treviso e del meno 635 di Venezia o, ancora, del meno 104 di Vicenza.
“Come ho avuto modo di dire pochi giorni fa in presenza del Comandante della Guardia di Finanza intervenuto ai lavori del nostro consiglio direttivo – ha concluso Zilio – l’impresa vive sicuramente di economia reale fatta anche di dispositivi antifurto o antirapina, ma vive anche di fiducia. E vedere le forze dell’ordine, tutte, impegnate al nostro fianco a far rispettare la legalità e noi, per la nostra parte, a continuare nell’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica oltre che della categoria, non dico abbia avuto effetti determinanti sulla scelta dei padovani di investire “in impresa”, ma forse qualche numero hanno contribuito a farlo”.

29 gennaio 2010

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