NOTIZIE D’AGENZIA - Forum/Palermo – Ott.2005  
CONFCOMMERCIO: BRAMBILLA, SUD E DONNE SONO EMERGENZA SISTEMA(ANSA) - PALERMO, 17 OTT - La 'Questione femminile' e le condizioni del Sud sono per il presidente dei Giovani imprenditori di Confcommercio, Michela Vittoria Brambilla, ''le due emergenze del sistema socio-economico italiano''. Il titolo dato al forum palermitano (''Competitivita'? Ripartiamo da Eva'') non lascia dubbi sul ruolo che i Giovani dell'organizzazione guidata da Sergio Bille' attribuiscono alle donne. Davanti ai ministri Prestigiacomo, Maroni e La Loggia, Brambilla parla del ''ritardo dell'Italia rispetto a quasi tutti i Paesi socialmente piu' sviluppati'', ricordando quanto accaduto in Germania con l'arrivo di Angela Merkel alla guida del governo. ''Da noi - sottolinea - con la bocciatura delle 'quote rosa' il Parlamento ha confermato quanto ritardo scontiamo''. E ''nonostante la fine che hanno fatto le 'quote rosa' - aggiunge Brambilla - mi sentirei di azzardare anche l'inserimento di quote giovani nelle liste elettorali''. Parlando della Finanziaria, ha poi detto che ''ben vengano i bonus per anziani e bebe', ma la famiglia si puo' aiutare aiutando la donna che lavora e fa impresa''. Il presidente dei Giovani di Confcommercio ha fornito alcuni dati sul lavoro femminile, che ha raggiunto 9 milioni e mezzo di unita'. Le aziende guidate da donne si attestano a un milione 200 mila, 2,4% in piu' rispetto allo scorso anno; mentre nei Cda delle imprese quotate in Borsa solo il 5% e' rappresentato da donne. Una percentuale che, se decurtata da mogli e figlie dell'azionista di riferimento (sempre un uomo), si abbassa al 2%. Restringendo il campione alle prime 50 aziende del Mib, la percentuale di presenze femminili nei Cda scende all'1,3%.(ANSA).17-OTT-05 14:57 
  
GOVERNO: RICERCA,TRE QUARTI ITALIANE VOGLIONO DONNA PREMIER STUDIO ISTITUTO PIEPOLI PRESENTATO A CONVEGNO CONFCOMMERCIO   (ANSA) - PALERMO, 17 OTT - Tre quarti delle donne italiane ritiene che sia arrivato il momento di avere una donna premier, come e' accaduto nei giorni scorsi in Germania. E' uno dei dati che emergono nella ricerca condotta dall'Istituto Piepoli per i Giovani imprenditori di Confcommercio sul tema ''Competitivita' ripartiamo da Eva''. L'indagine si occupa di rilevare la percezione che le donne hanno della loro discriminazione nella societa' italiana, nel mondo del lavoro e nella politica. Politica. Il sondaggio, condotto poche ore prima della bocciatura delle ''quote rosa'' dalla riforma elettorale approvata a Montecitorio, ha evidenziato che l'89% delle intervistate ritiene ingiusta la scarsa rappresentanza femminile in Parlamento. Poche tra le donne intervistate dichiarano scarso interesse per la politica (solo il 17%) e la stragrande maggioranza (il 70%) si spiega questa discriminazione solo per le barriere che si frappongono al loro ingresso nei meccanismi della rappresentanza. Lavoro. Per il 73% delle donne c'e' una persistente disparita' di trattamento e di considerazione a favore degli uomini. E il 25% sostiene di avere avuto molte difficolta' nell'ingresso nel mondo del lavoro. Il 39% delle donne si sente discriminata al momento dell'accesso al lavoro (con punte del 43% di media nel Centro-Sud); il 37% nell'attribuzione delle qualifiche; il 32% nella mancanza di occasioni per migliorare e ''fare carriera''; il 24% delle donne italiane ritiene di essere discriminata nella retribuzione. Mobbing. Una donna su tre dichiara di avere subito esclusione  sociale nel posto di lavoro. Le punte si registrano nelle grandi aziende (40% dei casi) e a carico delle donne manager (39%). Le forme piu' frequenti di mobbing riguarda l'eccesso di critiche e la mancanza di informazioni. Solo il 5% delle donne dichiara di avere subito molestie sessuali, anche se per il 55% delle intervistate e' proprio questa la forma piu' odiosa di mobbing. Famiglia. La grande paura delle donne che lavorano e' la sottrazione di tempo alla famiglia. Timore manifestato dal 52% delle donne con punte del 64% nelle manager. Solo il 5% degli uomini che lavorano hanno questa preoccupazione. Il 34% degli uomini si preoccupa di fare carriera e il 32% teme di guadagnare poco: rispettivamente per le donne si trovano percentuali del 12  e dell'11%. Non a caso se le donne potessero decidere in politica avrebbero come primo obiettivo (43% dei casi) una maggiore tutela della famiglia; il secondo obiettivo (32%) sarebbe correggere questa disparita' di cui soffrono nel mondo del lavoro. (ANSA).17-OTT-05 12:51  PARI OPPORTUNITA': SONDAGGIO, 73% VORREBBERO PREMIER DONNA(AGI) - Palermo, 17 ott. - Tre quarti delle donne italiane ritiene che sia arrivato il momento anche in Italia di avere una donna premier, come e' accaduto pochi giorni fa in Germania. E' uno dei dati che emergono nella ricerca condotta dall'Istituto Piepoli per i Giovani imprenditori di Confcommercio sul tema "Competitivita', ripartiamo da Eva", presentata oggi a Palermo. L'indagine si occupa della loro discriminazione nella societa' italiana, nel mondo del lavoro e nella politica. Il 74% delle donne intervistate considera maturo anche per l'Italia il momento di avere un presidente del consiglio donna. L'89% delle intervistate ritiene ingiusta la scarsa rappresentanza femminile il Parlamento. Il sondaggio e' stato condotto poche ore prima della bocciatura delle "quote rosa", lo scorso mercoledi', nell'ambito della riforma elettorale approvata a Montecitorio.
Poche tra le donne intervistate dichiarano scarso interesse per la politica (appena il 17%); la stragrande maggioranza (il 70%) si spiega questa discriminazione solo con le barriere che si frappongono al loro ingresso nei meccanismi della rappresentanza. Per quanto riguarda il lavoro, il 73% delle donne percepisce a diversi livelli una persistente disparita' di trattamento e di considerazione a favore degli uomini.(AGI) Mrg/Mzu (Segue)171307 OTT 05
 PARI OPPORTUNITA': SONDAGGIO, 73% VORREBBERO PREMIER DONNA (2) (AGI) - Palermo, 17 ott. - Il 25% delle intervistate sostiene di avere avuto molte difficolta' nell'ingresso nel mondo del lavoro. Una situazione che si traduce in vari aspetti: il 39% si sente discriminata al momento dell'accesso al lavoro (con punte del 43% di media nel centro-sud); il 37% nell'attribuzione delle qualifiche; il 32% nella mancanza di occasioni per migliorare e "fare carriera"; il 24% delle donne italiane ritiene di essere discriminata nella retribuzione. Una donna su tre, inoltre, dichiara di avere subito mobbing: per l'esattezza il 35% delle donne intervistate. Le punte si registrano nelle grandi aziende (40% dei casi) e a carico delle donne manager (39%). Le forme piu' frequenti di mobbing subito e dichiarato dalle donne riguarda l'eccesso di critiche e la mancanza di informazioni.
Solo il 5% delle donne dichiara di avere subito molestie sessuali, anche se per il 55% delle intervistate e' proprio questa la forma piu' odiosa di mobbing. Data la discrepanza del dato c'e' da sospettare che non tutte le donne ammettano quando subiscono molestie. Infine, la famiglia. La grande paura delle donne che lavorano e' che la sottrazione di tempo alla famiglia. E' il timore manifestato dal 52% delle donne. Con punte del 64% delle donne manager. Solo il 5% degli uomini si preoccupa di fare carriera e il 32% teme di guadagnare poco: rispettivamente per le donne di trovano percentuali del 12 e dell'11%. Insomma, sembra solo la donna a preoccuparsi delle "tenuta" familiare. Non a caso, se le donne potessero decidere in politica avrebbero come primo obiettivo (43%) una maggiore tutela della famiglia; il secondo obiettivo (32%) sarebbe correggere questa disparita' di cui soffrono nel mondo del lavoro.Per la presidente nazionale dei Giovani imprenditori di Confcommercio, Michela Vittoria Brambilla, cosi', "la questione femminile e quella del Mezzogiorno restano due grandi emergenze. La competitivita' del nostro Paese pass inevitabilmente dalla possibilita' di trasformare queste due emergenze in nuova risorsa per lo sviluppo dell'Italia. La capacita' della Germania - aggiunge - di integrare tutte le risorse, compresa quella femminile, nel processo di reazione alla crisi, e' un segno di dinamismo e di competitivita' di sistema che all'Italia manca". (AGI) 171307 OTT 05
  
QUOTE ROSA: PRESTIGIACOMO, LAVORIAMO A UN DDL PER RIMEDIARE(AGI) - Palermo, 17 ott. - La bocciatura delle quote rosa all'interno della legge elettorale "e' stato un brutto segnale, un passo falso", afferma il ministro per le Pari opportunita' Stefania Prestigiacomo, la quale a Palermo, a margine di un convegno della Confcommercio, annuncia le contromisure: "Stiamo lavorando a un nuovo sistema - spiega - presenteremo un disegno di legge che viaggera' parallelamente a quello sulla legge elettorale, e il cui iter partira' dal Senato dove non c'e' voto segreto. In questo modo potremo rimediare". (AGI) Mrg/Mzu171230 OTT 05
  
 
RIFORME: PRESTIGIACOMO SU QUOTE ROSA, PAGINA BRUTTISSIMA Palermo, 17 ott. (Adnkronos) - "Sulla vicenda delle quote rosa si e' vissuto in Parlamento una pagina bruttissima". Lo ha detto il ministro per le Pari Opportunita', Stefania Prestigiacomo, a Palermo per partecipare a "Competitivita'? Ripartiamo da Eva", il Terzo Forum nazionale Giovani Imprenditori Confcommercio."L'indignazione e' grande - ha aggiunto -, ma io non mi do' per vinta. Ci sono i tempi per portare a casa un risultato". Il ministro ha annunciato che lavorera' ad "un progetto di legge che riproponga il tema, ma stavolta chiederemo che parta dal Senato dove non c'e' il voto segreto, senza il quale il risultato sarebbe stato diverso".17-OTT-05 12:35 LEGGE ELETTORALE: PRESTIGIACOMO, UN DDL PER QUOTE ROSA(ANSA) - PALERMO, 17 OTT - Dopo la bocciatura delle cosiddette ''quote rosa'', il ministro per le Pari Opportunita' Stefania Prestigiacomo ha annunciato che sara' presentato un ddl parallelo a quello elettorale per ''riparare'' al ''brutto segnale'' del Parlamento, che ha cancellato la norma sulla partecipazione delle donne alla vita politica. A Palermo per un convegno dei giovani della Confcommercio sulla competitivita' e ruolo delle donne, Prestigiacomo ha spiegato che il provvedimenti iniziera' il suo iter dal Senato, ''dove non c'e' il voto segreto''. (ANSA).17-OTT-05 12:41  QUOTE ROSA: MARONI A PRESTIGIACOMO, NON C'E' TEMPO PER DDL (AGI) - Palermo, 17 ott. - "Non c'e' tempo per approvare il ddl proposto da Stefania Prestigiacomo per rimediare alla bocciatura delle quote rosa alla Camera". Lo ha deto il ministro del Welfare Roberto Maroni, oggi a Palermo per il convegno della Confcommercio, commentando la proposta della collega alle Pari opportunita', cha aveva annunciato la presentazione al Senato di un disegno di legge che riproponga il tema delle garanzie riguardo la partecipazione delle donne in politica. "Un disegno di legge sarebbe solo una forma di testimonianza su un problema. Si potrebbe piuttosto pensare - spiega Maroni - a un emendamento da presentare al Senato". Per Maroni in questo momento "non ci sono i tempi tecnici per un disegno di legge, in quanto si devono affrontare temi urgenti e importanti come la Finanziaria". Poi il ministro polemizza col centrosinistra: "Sono stato tra i 140 parlamentari che hanno detto si' a quella norma sulle quote rosa, tutti gli altri, del centrodestra e del centrosinistra hanno votato contro. Non capisco perche' ora il centrosinistra gridi ala vergogna". Per Maroni comunque "La posizione della donna deve essere rafforzata, ma e' una responsabiita' della classe dirigente, non puo' essere decisa per legge. Nessuno pero' puo' dire che la situazione italiana su questo versante sia drammatica".
(AGI) 171334 OTT 05
 RIFORME: MARONI, NON CI SONO I TEMPI PER NUOVO DDL CON QUOTE ROSA = SITUAZIONE ITALIANA SU PARTECIPAZIONE FEMMINILE NON E' DRAMMATICAPalermo, 17 ott. (Adnkronos) - ''Non ci sono i tempi per approvare un ddl che riproponga la questione delle quote rosa''. Cosi' il ministro del Welfare, Roberto Maroni, a Palermo per il terzo forum nazionale Giovani imprenditori di Confcommercio, commenta l'annuncio dato oggi dal ministro per le pari opportunita' Stefania Prestigiacomo. ''Non penso che la situazione italiana in tema di partecipazione femminile sia drammatica. Penso che la presenza delle donne deve essere si' favorita, ma non si puo' averla per legge''.17-OTT-05 13:32
  
 
PARI OPPORTUNITA': PER MAGGIORANZA ITALIANE TEMPI MATURI PER PREMIER IN ROSA. IL DATO IN UN SONDAGGIO DELL'ASSOCIAZIONE GIOVANI IMPRENDITORI CONFCOMMERCIOPalermo, 17 ott. - (Adnkronos) - I tre quarti delle donne italiane ritengono che i tempi siano maturi per avere un premier donna, come avvenuto in Germania. E' uno dei dati emersi da un sondaggio condotto, per conto dell'associazione Giovani imprenditori Confcommercio, dall'Istituto Piepoli e presentato oggi a Palermo nel corso del Terzo Forum Nazionale 'Competitivita'? Ripartiamo da Eva'. 850 interviste, realizzate tra il 5 e 12 ottobre 2005 su un campione di donne occupate (impiegate, commesse, insegnanti, operaie) e di donne manager. L'89% delle intervistate giudica ''ingiusta'' la scarsa presenza femminile in Parlamento, dovuta per il 70% delle signore interpellate alle barriere che si frappongono al loro ingresso nei meccanismi della rappresentanza e solo per il 17% ha uno scarso interesse delle donne nei confronti della politica La ''disparita''' nel trattamento non si esaurisce, pero', solo nel settore politico: per il 73% delle intervistate oggi in Italia non c'e' parita' tra uomo e donna per quanto riguarda l'accesso al lavoro, le promozioni e lo stipendio. (segue) 17-OTT-05 15:56 PARI OPPORTUNITA': PER MAGGIORANZA ITALIANE TEMPI MATURI PER PREMIER IN ROSA (Adnkronos) - C'e' di piu', una donna su quattro ha dichiarato di aver incontrato ''numerose difficolta''' nel trovare il proprio posto di lavoro, con punte del 30% tra le ''non manager'' e del 43% nel Centrosud. Un'altro capitolo riguarda il mobbing di cui il 35% del campione ha dichiarato di aver subito gli effetti (40% tra chi lavora nelle grandi aziende e 39% tra le manager). Le forme piu' frequenti riguardano l'eccesso di critiche e la mancanza di informazioni, mentre solo il 5% dichiara di aver subito molestie sessuali. Tra le grandi paure delle donne che lavorano vi e' la sottrazione di tempo alla famiglia (52%) al punto che nel 43% dei casi se il 'sesso debole' potesse decidere in politica il primo obiettivo da raggiungere sarebbe una maggiore tutela del nucleo familiare e solo dopo (32%) un ''mercato del lavoro piu' paritario e trasparente''. (segue) 17-OTT-05 15:58 PARI OPPORTUNITA': PER MAGGIORANZA ITALIANE TEMPI MATURI PER PREMIER IN ROSA (Adnkronos) - ''Il sistema socio-economico italiano -ha detto Michela Vittoria Brambilla, presidente nazionale Giovani Imprenditori- ha due emergenze: il meridione e la questione femminile. Senza un ruolo per le donne, ma anche per i giovani, l'Italia e' destinata a non avere futuro. Non c'e' da vantarsi ad essere in un Paese in cui i due candidati premier sono piu' vicini a 70 anni che ai 60''.  ''Secondo l'Istat -ha proseguito Brambilla- la forza lavoro femminile e' oggi di poco inferiore ai 9 milioni di persone. Eppure in Italia sono oltre 10 milioni le donne che, pur essendo in condizioni anagraficamente compatibili con lo svolgimento di un'attivita' lavorativa, risultano assenti dal mercato del lavoro''. Una discriminazione che secondo il presidente nazionale Giovani Imprenditori si ritrova anche nella composizione dei consigli di amministrazione delle aziende.  ''Nei cda delle imprese italiane -conclude Brambilla- solo il 5% e' rappresentato da donne e, se si escludono mogli e figlie dell'azionista di riferimento, la percentuale scende al 2%''. 17-OTT-05 16:03