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-Ricerca Piepoli 2005  (Lecco 9 Aprile 2005)

“I giovani, la scuole e il mondo del lavoro nelle Imprese”


I giovani, coloro che oggi hanno tra i 18 e i 30 anni sono destinati ad essere creatori del futuro collettivo. Questo sondaggio mira a verificare come viene percepito dai giovani il futuro del nostro Paese, e andando più nello specifico, come i giovani vedono il proprio futuro e le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro, anche attraverso una valutazione sulla preparazione scolastica ricevuta. Specularmente sono state analizzate le aspettative del mondo imprenditoriale sul futuro e in particolare sull’inserimento dei giovani nelle aziende.
Il primo dato che emerge è quello di una generalizzata, e condivisa fra giovani e imprenditori, sfiducia sull’andamento dell’economia italiana (ha poca o nessuna fiducia in un futuro positivo il 62% dei giovani e il 57% delle imprese), percentuali più che ribaltate relativamente alla fiducia sul futuro della situazione economica personale (sulla quale la percentuale di giovani ottimisti è pari al 69%) e sul futuro andamento aziendale degli imprenditori (addirittura il 76% di ottimisti). Oltre il 70% di entrambi i campioni dimostra scarsa fiducia nel governo e nella classe politica, mentre ben più della maggioranza (56% dei giovani e 65% degli imprenditori) ha fiducia nel mondo imprenditoriale italiano.


I GIOVANI: CHI SONO, DOVE PENSANO DI ANDARE A LAVORARE

Oltre la metà dei 500 giovani intervistati ha già avuto contatti con il mondo del lavoro (il 43% lavora e un altro 11% studia e lavora). La proiezione del loro futuro professionale appare molto variegata, ma dovendo esprimere una preferenza sembra essere la libera professione o l’imprenditoria l’attività più ambita, mentre solo il 17% vede per se stesso uno sbocco professionale nelle aziende pubbliche. Quasi un terzo degli intervistati (28%) infine, si immagina al lavoro in aziende private.


LA PREPARAZIONE PROFESSIONALE: COSA CONTA DAVVERO PER IL MONDO DEL LAVORO

Il primo dato è rassicurante: la grande maggioranza dei giovani dai 18 ai 30 anni (69%) è tendenzialmente soddisfatta della preparazione che ha ottenuto attraverso gli studi svolti.
Un po’ meno soddisfatti (53%) sono invece gli imprenditori, che nell’assumere i giovani notano evidentemente qualche maggiore carenza a livello di preparazione. 
Maggiori perplessità si registrano sull’utilità degli studi svolti per entrare nel mondo del lavoro: i giovani tendono ad essere più positivi che negativi (56 contro 42%), mentre le imprese tendono ad essere sensibilmente più negative (43% di positivi contro 54% di negativi).
E’ interessante notare come vi siano differenti valutazioni circa i punti di forza e i punti di debolezza della preparazione ottenuta: è stato chiesto ai giovani quali aspetti dei propri studi reputino essere stati più importanti e agli imprenditori quali i più utili ai fini dell’attività lavorativa.
I giovani sopravvalutano la preparazione umanistica (32%) e sono soddisfatti dei contenuti tecnici acquisiti (31%) mentre gli imprenditori si dividono fra coloro che riscontrano nei giovani una buona preparazione informatica (20%) e coloro per i quali quest’aspetto è una carenza (sempre 20%); non sono dello stesso avviso i giovani, per il 21% dei quali la preparazione informatica non è stata per nulla soddisfacente (a fronte di un 12% che invece la reputa positivamente). 
In termini di carenze, i giovani mettono molto l’accento sulla preparazione al lavoro (22%), e si dividono fra coloro che sono soddisfatti della propria preparazione linguistica (18%) e coloro che invece avrebbero voluto acquisire maggiore dimestichezza (25%).
 

COSA VOGLIO FARE DA GRANDE, COSA MI FARANNO FARE

Partendo dal presupposto di poter scegliere il settore economico nel quale orientare la propria attività lavorativa, le risposte dei giovani hanno evidenziato una propensione verso il terziario (turismo 20%, commercio 12%), scuola e università (13%), mente sembra meno marcata l’attrattiva dell’industria (11%). Il mondo dello spettacolo, della borsa e della finanza, e dello sport,raccolgono a pari merito solo il 9% delle preferenze.
I giovani maschi si orientano soprattutto su industria, sport e banca/finanza, mentre le giovani donne si orientano di più su turismo, scuola/università, nonché, più marginalmente, sullo spettacolo.
Di grande interesse è l’analisi dei settori all’interno dell’azienda in cui da un lato i giovani ambirebbero a lavorare e dall’altro gli imprenditori indicano invece una presenza di opportunità realistiche per il futuro:

• i primi si orientano decisamente di più, in termini di aspirazioni, al marketing (18%), alle pubbliche relazioni (17%), alla pubblicità (11%) o addirittura alla direzione generale (11%);

• gli imprenditori indicano invece la produzione come il settore che offre di gran lunga le maggiori opportunità (39%), la gestione del personale (23%) e le vendite (15%).

Insomma, i giovani sognano di fare gli strateghi, occupandosi di marketing, pubblicità e PR, mentre le aziende hanno bisogno soprattutto di produrre e di vendere.
Anche quanto a ciò che i giovani si aspettano dal lavoro, e a quelle che sono invece le prospettive reali indicate dagli imprenditori, vi sono sensibili differenze:
• i giovani vorrebbero soprattutto guadagnare bene (24%), essere sereni (19%) e se possibile viaggiare nel mondo (15%) e divertirsi (7%).
• gli imprenditori tendono invece di più (27%) a garantire soddisfazioni, sicurezza e possibilità di un apprendimento continuo.

Due approcci, come si vede, piuttosto diversi.
Su una cosa giovani e imprenditori concordano: sul fatto che oggi sia difficile per un giovane entrare nel mondo del lavoro.
Una ampissima maggioranza di entrambi i campioni (68% fra i giovani e il 72% fra degli imprenditori) ritiene che sia “poco” o “per nulla facile”.
Ma quali sono gli aspetti più importanti per riuscire ad entrare nel mondo del lavoro? Anche qui si registrano differenze di grande interesse: i giovani danno notevole importanza alle “buone conoscenze” (28%) e alla conoscenza delle lingue (21%), mentre gli imprenditori danno invece molta più importanza alla disponibilità (29%), al saper lavorare in gruppo (20%) e semmai alla simpatia (13%), aspetti che i giovani tendono a sottovalutare.
Infine, un’ultima notazione riguarda il livello retributivo: il sogno medio dei giovani è di riuscire a guadagnare intorno ai 40 anni circa 2.200 Euro netti al mese, mentre gli imprenditori indicano 1.500 Euro netti al mese circa come traguardo di una “carriera media” per i propri dipendenti verso i 40 anni.

(Lecco, 9 aprile 2005)

 

   

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