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07/02/2018 - Modificate le specifiche tecniche per comunicare i dati relativi alla precompilata: Provvedimenti

Modificate le specifiche tecniche per comunicare i dati relativi alla precompilata: Provvedimenti

Con quattro distinti Provvedimenti, datati 6 febbraio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato le specifiche tecniche per la comunicazione dei dati relativi:

·         ai pagamenti effettuati a mezzo bonifico per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici. In particolare, è stata introdotta una nuova causale al fine di individuare i bonifici relativi alle spese per l’arredo degli immobili ristrutturati;

·         ai contributi versati alle forme pensionistiche complementari di cui al D.Lgs. n. 252/2005. In particolare, è stata prevista l’obbligatorietà, a partire dai dati relativi al 2018, dell’indicazione del codice fiscale del soggetto che sostiene la spesa se diverso dall’iscritto alla forma di previdenza complementare;

·         alle spese sanitarie rimborsate. L’implementazione è volta ad acquisire l’informazione dei con tributi detraibili, anziché deducibili, ricevuti dai soggetti che erogano i rimborsi delle spese sanitarie;

·         agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati su parti comuni di edifici residenziali. A tal riguardo sono state aggiornate le modalità e i termini di trasmissione dei dati nel caso in cui la comunicazione contenga codici fiscali non validi.


L’Agenzia precisa che tali modifiche sono state apportate per consentire una compilazione sempre più completa della dichiarazione dei redditi precompilata.

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Dichiarazione IVA 2018: aggiornato il software di controllo

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili gli aggiornamenti per il software di controllo della dichiarazione IVA 2018, che consente di evidenziare, mediante appositi messaggi di errore, eventuali anomalie o incongruenze.
Sono stati, pertanto, risolti i problemi di errori bloccanti sulla dichiarazione IVA, dei giorni scorsi.
In particolare gli aggiornamenti correggono:

·         il controllo sul frontespizio della sottoscrizione dell’ente o società controllante;

·         il controllo del campo VL30, col. 2 con relativo adeguamento alle modifiche delle specifiche tecniche.


Infine è stato rimosso il controllo della presenza del quadro VI nel modello IVA base.

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Non responsabile il committente per l’incidente occorso all’operaio durante i lavori in quota

In materia di infortuni sul lavoro, la Corte di Cassazione ha statuito l’esclusione della responsabilità penale del committente per lesioni colpose ai danni dell’operaio, caduto durante l’effettuazione di lavori in quota, in quanto spetta al coordinatore per la progettazione e l’esecuzione dei lavori la redazione del piano di sicurezza.
La Suprema Corte, con la Sentenza n. 5477 del 6 febbraio 2018, ha chiarito che nei cantieri mobili e temporanei gli obblighi del committente sono differenti da quelli del nominato coordinatore, che deve possedere specifici requisiti tali da assicurare una competenza tecnica, di cui il primo può essere privo. Pertanto, al committente compete il controllo della materiale predisposizione di un piano di sicurezza idoneo da parte del coordinatore e tale obbligo non può integrare l’integrale e piena responsabilità per il contenuto del documento.

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Non decorrenza del termine di prescrizione per la rendita INAIL dalla mera diagnosi della malattia

Con l’Ordinanza n. 2842 del 6 febbraio 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell’interessato, stabilisce che il giudice, per verificare il decorso del termine triennale di prescrizione dell’azione del lavoratore per ottenere dall’INAIL la rendita permanente da malattia di servizio, deve prendere in considerazione esistenza, natura e grado di indennizzabilità della patologia.
Nel provvedimento si legge che "(.) ai fini della decorrenza del termine di prescrizione, il giudice deve sempre accertare il momento in cui l’esistenza della malattia professionale indennizzabile sia stata riconosciuta o fosse riconoscibile come tale dall’interessato, non potendo identificare la conoscenza dell’origine professionale e del grado di indennizzabilità con la diagnosi della malattia".

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