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06/03/2018 - Aumentata la soglia di reddito per l’esenzione dal pagamento del canone RAI: Decreto in G.U.

Aumentata la soglia di reddito per l’esenzione dal pagamento del canone RAI: Decreto in G.U.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 3 marzo 2018, n. 52 il Decreto MEF 16 febbraio 2018 contenente novità relativamente all’esonero dal pagamento del canone RAI per gli utenti di età pari o superiore ai 75 anni.
È stata, infatti, aumentata la soglia di reddito ai fini dell’esenzione dal pagamento del canone di abbonamento televisivo. L’esonero, pertanto, spetta a chi nel 2017, abbia compiuto 75 anni di età e non abbia superato gli 8 mila euro di reddito annuo (compreso quello del convivente).
Il decreto stabilisce che sarà emanato un apposito provvedimento da parte del Direttore dell’Agenzia delle Entrate per definire le modalità di attuazione di tale agevolazione.

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Esenzione bollo auto e imposta di trascrizione al PRA per disabili: Interpello Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, in risposta ad un interpello sottoposto dal legale di un contribuente in collaborazione con il PRA di Lecce, ha fornito chiarimenti in merito alla spettanza dell’esenzione dal pagamento di:

·         bollo auto;

·         imposta di trascrizione al PRA dovuta alla registrazione dei passaggi di proprietà;


in favore dei familiari dei disabili.
In particolare, l’Agenzia ha stabilito che i familiari possono fruire delle citate agevolazioni anche non potendo attestare tramite dichiarazione dei redditi che il disabile è fiscalmente a carico, in quanto esonerati dall’obbligo di presentazione della stessa poiché possiedono un reddito di importo esiguo.
In tali situazioni, per dimostrare che il familiare è fiscalmente a carico dovrebbe essere sufficiente esibire lo stato di famiglia e il Mod. ISEE oppure un’autocert ificazione del reddito.

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Collaboratore medico: straordinari pagati per i festivi anche senza richiesta

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 5077 pubblicata il 5 marzo 2018, ha precisato che le ore di lavoro straordinario effettuate nei giorni festivi o in orario notturno da parte del collaboratore medico vanno retribuite anche senza una specifica richiesta da parte del collaboratore stesso.
Nel caso in specie, un’azienda si era rifiutata di pagare ore di lavoro straordinario e di reperibilità per prestazioni svolte fuori dal normale orario di lavoro, sostenendo che le stesse non erano previste dal CCNL e non erano state richieste dal lavoratore. I giudici del palazzaccio, però, hanno ritenuto preponderante il riconoscimento del compenso per lavoro straordinario in quanto rappresenta "un profilo dell’attività concettualmente diverso da quello destinato a remunerare la prestazione di lavoro notturno o festivo di talché del detto ininfluente ai fini di causa è la circostanza, valor izzata dal ricorrente, che la lavoratrice non aveva formulato alcuna richiesta per maggiorazioni collegate alla prestazione in orario notturno o festivo".

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Indennizzabile anche se non tabellata la malattia professionale che causa ansia al dipendente

Con l’Ordinanza n. 5066 del 5 marzo 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di una lavoratrice, ha stabilito l’indennizzabilità della malattia professionale che causa ansia e stress al dipendente sottoposto a molte ore di lavoro straordinario.
Si legge nel provvedimento che "ogni forma di terapia conseguenza di un’attività lavorativa è assicurata dall’istituto, anche se non compresa tra le malattie tabellate o tra i rischi tabellati, e in tale caso il lavoratore deve dimostrare solo il nesso causale tra la lavorazione patogena e la malattia diagnosticata".

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