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10/04/2018 - Definite le istruzioni per usufruire della detrazione per studenti con disturbo di apprendimento

Definite le istruzioni per usufruire della detrazione per studenti con disturbo di apprendimento

Con Provvedimento 6 aprile 2018, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le modalità attuative per la fruizione della detrazione di cui all’art. 15, comma 1, lett. e-ter), TUIR, introdotta dalla Legge di Bilancio 2018.
La detrazione in esame, prevista nella misura del 19%, riguarda le spese sostenute dai minori o maggiorenni, con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) per:

·         l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici ed informatici, necessari all’apprendimento (es: registratore, calcolatrice, tabelle, formulari, etc.);

·         l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere.


In particolare, l’Agenzia, ha stabilito, tra l’altro, che:

·         l’agevolazione opera per le spese sostenute dai sopra citati soggetti a partire dal 1° gennaio 2018 fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado. La detrazione spetta anche per le spese sostenute nell’interesse di familiari a carico affetti da DSA;

·         le spese sostenute devono essere documentate da fattura o scontrino fiscale, nel quale indicare il codice fiscale del soggetto affetto da DSA e la natura del prodotto acquistato o utilizzato.

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Modifica dei dati relativi alle spese sanitarie nel modello 730 precompilato: Provvedimento

Con Provvedimento 9 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità tecniche di utilizzo delle spese sanitarie e delle spese veterinarie, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, a decorre dall’anno di imposta 2017.
In particolare è stato precisato che a partire dal giorno in cui sarà possibile accettare, modificare o integrare direttamente la dichiarazione, il contribuente può modificare, sul sito dell’Agenzia delle Entrate nell’area autenticata, tramite i servizi in cooperazione applicativa, le informazioni di dettaglio (codice fiscale, data del documento, tipologia della spesa, importo della spesa o del rimborso, data del rimborso) relative alle singole spese sanitarie e ai rimborsi anche con riferimento alle spese da lui sostenute per i familiari a carico e ai relativi rimborsi, ad esclusione delle spese sanitarie e dei rimborsi per i quali l’assistito abbia manifestato l’opposizione.
Come precisato nel Provvedimento la modifica potrà essere fatta anche sulle spese veterinarie sostenute.
In entrambi i casi, a seguito delle modifiche apportate dal contribuente, il Sistema Tessera Sanitaria crea una copia con i dati aggiornati delle spese e dei rimborsi e fornisce all’Agenzia delle Entrate, per ciascun soggetto, i nuovi totali.

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No agli sgravi se nelle imprese collegate vi sono riduzioni del personale che inficiano l’incremento occupazionale

La Corte di Cassazione ha risolto a favore dell’INPS una diatriba sorta tra l’Istituto previdenziale e un’impresa, a causa della richiesta dell’ente di restituzione degli importi di uno sgravio contributivo per la mancata realizzazione dell’incremento occupazionale, considerando anche le altre imprese controllate dall’unico proprietario.
Con la Sentenza n. 8680 del 9 aprile 2018, i giudici della Suprema Corte hanno infatti precisato che nel caso di società tra loro collegate da rapporti di controllo, l’incremento occupazionale previsto per la legittima fruizione di taluni incentivi economici o, come nel caso in specie, sgravi contributivi, deve essere verificato al netto di eventuali riduzioni di personale avvenute nelle altre società. Pertanto, gli incentivi non spettano qualora l’incremento nella società presso la quale viene assunto il lavoratore per il quale si usufru isce dell’incentivo è "azzerato" da licenziamenti avvenuti nelle altre società collegate.

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Il dipendente creatore di un software non può agire contro l’azienda per indebito arricchimento

Con l’Ordinanza n. 8694 del 9 aprile 2018 la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso del dipendente di una Asl, ha stabilito che il dipendente che crea un software non può agire contro l’azienda per indebito arricchimento perché ha la tutela del diritto d’autore.
Si legge nel provvedimento che "il ricorrente, anche a voler ritenere che l’opera intellettuale sia stata creata al di fuori dell’orario e del rapporto di lavoro, avrebbe dovuto agire ai sensi della normativa sopra richiamata, che tutela appunto i diritti di utilizzazione dell’autore, e non ricorrere, inammissibilmente all’azione generale di arricchimento".

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Niente licenziamento nel caso di mancata comunicazione di una pendenza penale non indicata nella contestazione disciplinare

Con l’Ordinanza n. 8706 del 9 aprile 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di un dipendente nei confronti di una società, ha stabilito l’illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti di un lavoratore per mancata comunicazione di una pendenza penale non indicata nella contestazione disciplinare, ma presente solo nell’atto di recesso.
In tal caso la diversità dei fatti posti dall’azienda a fondamento del licenziamento costituisce una violazione dell’art. 7 dello Statuto dei Lavoratori.

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