Home

FARMERS MARKET: IL PERICOLO DI UN MERCATO DOPATO

UNA NUOVA INTERPRETAZIONE DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE CONSENTE AGLI AGRICOLTORI DI COMPETERE COI DETTAGLIANTI ALIMENTARI CON REGOLE SEMPLIFICATE.
IL PRESIDENTE DEGLI ALIMENTARISTI DELL’ASCOM, MICHELE GHIRALDO: “COSI’ SI FAVORISCE UN MERCATO DOPATO”

Concorrenza sleale. Né più né meno.
“Sostenere l’agricoltura è cosa buona giusta, ma farlo a scapito del commercio non è né serio né giusto”.
E’ un giudizio che non ammette repliche quello di Michele Ghiraldo, presidente degli alimentaristi dell’Ascom, di fronte alla scelta del ministro delle politiche agricole, Martina, di aprire alla possibilità per ogni impresa agricola di esercitare la vendita diretta in qualsiasi spazio di cui abbia disponibilità, senza dover rispettare le regole che i negozi alimentari sono tenuti invece ad osservare.
“Già il nostro giudizio sui cosiddetti farmers market – continua Ghiraldo – è sempre stato piuttosto critico visto che non di rado sono state rilevate irregolarità, ma la nota del ministro Martina è l’equivalente di un via libera ad un mercato “dopato” dove ad essere favorita è solo una categoria di operatori, ovvero le imprese agricole che possono operare sullo stesso mercato dei dettaglianti alimentari ma con regole semplificate”.
Ed evidentemente poco importa a Martina che, in precedenza, il ministero dello sviluppo economico, in più di un’occasione, avesse fornito un’interpretazione diametralmente opposta che stabiliva che i farmer’s market sono possibili a condizione che si tratti di spazi all’interno di poderi o di aree mercatali con vendita diretta.
«Ciò che il mondo agricolo inseguiva da anni – continua il presidente degli alimentaristi dell’Ascom – e che nessuna iniziativa di tipo legislativo era mai riuscita ad avallare per la scarsa “audience” incontrata in Parlamento, trova ora in un’interpretazione ministeriale una sponda per noi scorrettissima ma che dovrebbe, a questo punto, essere oggetto di un pronunciamento del governo nel suo complesso. In altri termini: può il ministro delle politiche agricole sovrapporsi a quello dello sviluppo economico?”

Una domanda che l’Ascom “gira” al presidente del consiglio, Matteo Renzi, con una postilla.
“Purtroppo – rincara la dose il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin – quando si tratta di agevolare qualcuno, chissà perché è sempre il commercio a farne le spese. Un esempio per tutti? I comuni senza più soldi cosa fanno per autofinanziarsi? “Aprono” alla realizzazione di grandi strutture di vendita che sono la morte del commercio di vicinato, l’unico in grado di garantire, all’interno dei centri urbani, quella vivibilità che è anche sinonimo di sicurezza e lotta al degrado”.
In ogni caso, la battaglia non è conclusa visto che la FIDA, la federazione degli alimentaristi di Confcommercio, ha iniziato un pressing nei confronti del governo.

 

Padova 22 ottobre 2015