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PREMIO MEMO GEREMIA: LA SERATA FINALE

SERATA CONCLUSIVA AD ALTO TASSO DI EMOZIONE CON BEBE VIO PREMIATA CON IL PREMIO “MEMO GEREMIA”, IDEATO DALL’ASCOM CONFCOMMERCIO DI PADOVA E DEDICATO ALLA LETTERATURA SPORTIVA, IN AULA MAGNA ALL’UNIVERSITA’ A PADOVA.
AD ANGELO CAROTENUTO IL PREMIO SPECIALE DEL CONI E A NICO VALSESIA E ANDREA SCHIAVON IL PREMIO SPECIALE DEI LIBRAI DELL’ASCOM
Si è tenuta nella splendida cornice dell’Aula Magna al Bo’ la cerimonia conclusiva del premio ideato dall’Ascom di Padova e dedicato alla letteratura sportiva, il Premio “Memo Geremia”, al suo secondo anno di vita.
Alto tasso di emozione per gli attori coinvolti nella serata finale di questo premio che, rivolto alla letteratura sportiva, coinvolge un target di autori particolare, in grado di conferire all’evento un tono difficilmente riscontrabile in altre manifestazioni simili.
Con la conduzione di Stefano Edel, il primo premio assoluto “Memo Geremia” è andato a Bebe Vio, campionessa mondiale di scherma paralimpica, arrivata appositamente da Praga dove era in gita scolastica in vista della maturità, con il suo “Mi hanno regalato un sogno”, Rizzoli editore, testimonianza forte di una ragazza coraggiosa e ottimista nonostante le gravi sfide che la vita le ha imposto.
Ad Angelo Carotenuto il premio dei librai Ali Ascom, grazie all’opera “La grammatica del bianco”, sempre di Rizzoli, mentre il premio speciale Coni è andato a Nico Valsesia, che assieme al giornalista Andrea Schiavon ha scritto “La fatica non esiste”, Mondadori.

Un premio speciale alla carriera sportiva è stato invece consegnato al rugbista Mauro Bergamasco, mentre Patrizio Bertin ha voluto dedicare un premio speciale del presidente Ascom a Elena Barbini e Giorgio Sbrocco, autori di “Vincenti” – Piazza Editore, per valorizzare chi si occupa di divulgazione sportiva all’insegna dello sport e della solidarietà, con un fuoriprogramma che ha visto il sindaco di Veggiano, Anna Lazzarini, consegnare proprio a Giorgio Sbrocco una targa speciale di ringraziamento per aver formato ben 900 alunni nel corso di 30 anni di docenza di educazione fisica proprio a Veggiano.
Il “Quartetto di Saxofoni Pollini” del conservatorio di Padova, diretto da Luigi Podda e composto dai suoi allievi Enrico Barin, Biagio Gallina e Carlo Alberto Amati, ha animato con brio la serata.
La cerimonia del premio, dedicato all’indimenticato e leggendario gigante dello sport padovano, ed il cui figlio ha accettato con molto entusiasmo di abbinare la figura a questo momento culturalmente significativo, si è conclusa con la foto finale che ha coinvolto tutti gli attori di questa manifestazione, assieme agli olimpionici Francesca Bortolozzi e Rossano Galtarossa, ad Antonio Zaglia, presidente di Ali Librai Ascom Padova, alla famiglia Geremia ed al Petrarca Rubgy, al Coni, a Dino Ponchio e Giuliano Pisani e a tutta una serie di attori istituzionali tra cui il Comune con l’assessore Cinzia Rampazzo, la Camera di Commercio e Unioncamere col presidente Fernando Zilio, la Provincia con Gianni Berno, il Consiglio Regionale e gli sponsor Banca di Credito Cooperativo di Piove di Sacco col presidente Leonardo Toson, La Bolgetta con Mario Beltrame, Alì Supermercati e Ghiraldo&Autoin.

Giunta appositamente da Milano, non è voluta mancare Monica Vanali, tra i giornalisti che sono il gruppo forte della giuria tecnica del Premio.


Padova 20 novembre 2015