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BERTIN RISPONDE NUOVAMENTE A CETERA SUL MEGA MONSTRE COMMERCIALE DI DUE CARRARE


CENTRO COMMERCIALE DI DUE CARRARE.
BERTIN (PRESIDENTE ASCOM): “SE PER CETERA MESTRE DEV’ESSERE UN ESEMPIO, GUARDI COSA E’ DIVENTATA LA VIA PIAVE MESTRINA E, SOPRATTUTTO, VISTO CHE VUOLE CEMENTIFICARE IL TERRITORIO, CONSIDERI COSA E’ AVVENUTO A LIVORNO

“Con tutto il rispetto per la sua strenua difesa di un progetto che, probabilmente, rappresenta uno spartiacque per l’attività della sua impresa, consiglierei a Rodolfo Cetera, amministratore delegato di Deda Immobiliare, di non citare Mestre come esempio virtuoso di cosa significa l’apertura di un mega centro commerciale”.
Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom individuato da Cetera come “nemico numero 1” dell’ipotizzato centro “monstre” di Due Carrare (“Ma la cosa non mi dispiace: significa che sto difendendo gli interessi non solo dei colleghi ma dell’intera comunità”) non deflette dalla sua linea di assoluta contrarietà alla mega struttura di vendita.
“Per parlare di Mestre come esempio positivo, Cetera – continua il presidente dell’Ascom – probabilmente non conosceva via Piave prima delle aperture dei centri commerciali di Marcon e poi della Nave. Se ci va adesso vedrà che fine hanno fatto i negozi e si renderà conto di uno dei pericoli che noi paventiamo: la desertificazione ed il degrado che si sostituiscono ai negozi di vicinato che non saranno più tali (cioè “di vicinato”) se anche dovessero, ma ne dubito, entrare a far parte dei 64 mila metri quadrati di superficie di vendita peraltro già “terra di conquista” di marchi internazionali che poco hanno a che vedere con la nostra imprenditoria locale”.
Ma di pericoli Bertin, nel corso di questi mesi, ne ha illustrati con dovizia di dati, molti altri.
“Il disastro avvenuto in questi giorni a Livorno – aggiunge – la dice lunga sui rischi della cementificazione del territorio. Non è passato poi molto tempo dall’ultima alluvione ed è ciò che abbiamo sottolineato a più riprese al sindaco Moro richiamando la sua responsabilità nei confronti delle generazioni future”.
Capitolo occupazione.
“Anche in questo caso – aggiunge Bertin – i dati sono inconfutabili: da quattro a sei persone perdono il posto di lavoro nel piccolo commercio a fronte di un posto creato nella grande distribuzione. Che poi siano posti creati e non “trasportati” da altri punti vendita (che a loro volta chiuderanno) è un’altra delle cose che si occultano come si occulta il fatto che molti dei “nuovi” posti sono a tempo determinato e durano lo spazio di un mattino (come successe alle “Centurie”, dove si registrò il licenziamento di una parte dei “nuovi assunti” 12 (dodici) giorni dopo l’apertura in pompa magna”.
C’è poi la questione del Castello del Catajo.“Chi conosce l’Ascom – puntualizza il presidente – sa che per la nostra associazione commercio, turismo e servizi sono un “unicum” che deve essere armonizzato se vogliamo che l’uno aiuti l’altro nella crescita. Qui non si tratta di stabilire se il senso estetico ne viene inficiato, qui si tratta di capire che chi viene nel nostro territorio per turismo lo fa perché cerca la storia, la cultura ed il verde. Cento metri in più o in meno non fanno differenza. La differenza la fa uno “scatolone” che, bello e “compatibile” quanto si vuole, resta pur sempre uno “scatolone” che è giusto sia posto all’attenzione anche di chi, come il Ministro Franceschini, ha competenza sui beni culturali e sul turismo”.
Infine una considerazione sull’”interesse della collettività” richiamata dall’amministratore di Deda.
“Il buon Cetera – conclude Bertin - e quei pochi che come lui non vedono la negatività del progetto quando invece con noi la vedono, minimo minimo i 700 scesi in piazza in rappresentanza di associazioni di commercianti e di cittadini (ma le attestazioni di appoggio alla nostra azione sono di ben altra entità numerica) farebbero bene a considerare che ciò che avverrà (o non avverrà, come speriamo) a Due Carrare rischia di ipotecare, in peggio, un futuro che in molte realtà è già presente con chiusure di centri commerciali che si fagocitano gli uni con gli altri lasciando nel degrado più assoluto interi territori”.

DUE CARRARE 13 SETTEMBRE 2017