Home

PER L'ASCOM DUE BUONE NOTIZIE SU CENTRO INGROSSO CINA E TASSA DI SOGGIORNO


LE INTENZIONI DELL’AMMINISTRAZIONE GIORDANI SU CENTRO INGROSSO CINA E TASSA DI SOGGIORNO: PER L’ASCOM DUE BUONE NOTIZIE. IL PRESIDENTE BERTIN: “PERO’ ATTENZIONE: TUTTI GLI INGROSSO CINESI VANNO CHIUSI PERCHE’ NON RISPETTANO LE REGOLE E INVESTIRE SUL TURISMO E’ FONDAMENTALE ANCHE PER IL COMMERCIO”

Due notizie. Meglio: due buone notizie in sintonia con quanto l’Ascom da anni va sottolineando. La prima è la “stretta” che si sta profilando nei confronti del Centro Ingrosso Cina. La seconda è l’intenzione del sindaco Giordani di investire i proventi della tassa di soggiorno nella filiera del turismo e della cultura.
Sul Centro Ingrosso Cina – commenta il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin – vanno messi i puntini sulle “i”. Benissimo l’aut aut che l’assessore Bressa ha posto alla Binario Spa per porre fine alla diatriba sui parcheggi che sono la “conditio sine qua non” per ottenere una regolarizzazione degli spazi, ma non va dimenticato che la nostra battaglia è più ampia e riguarda soprattutto l’abusivismo che in quei locali ma anche in quelli che si affacciano su corso Stati Uniti ed in altri ancora dove il commercio all’ingrosso maschera un commercio al minuto che avviene in totale spregio non solo del fisco (non esistono praticamente né fatture né scontrini) ma anche della sicurezza. Non passa infatti controllo della Guardia di Finanza e delle altre forze dell’ordine che non finisca in sequestri di prodotti non solo contraffatti nelle diciture delle etichette ma soprattutto nei componenti non di rado causa di conseguenze per la salute”.
Sulla tassa di soggiorno investita “in toto” in turismo e cultura, Bertin coglie il cambio di passo e lo sottolinea. “Da quando la tassa è stata istituita – precisa – i nostri albergatori e l’Ascom nel suo complesso hanno sempre sostenuto che la tassa di soggiorno doveva essere una vera e propria tassa di scopo, ovvero una tassa i cui proventi arrivavano dai turisti e che dunque era logico e lecito che tali proventi andassero investiti nella cultura e nel turismo. Se dopo anni arriviamo ad ottenere ciò che abbiamo sempre preteso è sicuramente un fatto positivo per una città che noi crediamo abbia tutte le carte in regola per essere una capitale europea del turismo, ma che per diventarlo non deve fare affidamento sulle belle parole ma sugli investimenti ed una cifra che oscilla intorno ai due milioni di euro è una buona iniezione di fiducia non solo per chi nel turismo e nella cultura operano in via diretta ma anche per il commercio che dal turismo, come ho sempre sostenuto, trae la sua linfa vitale”. 

PADOVA 10 OTTOBRE 2017