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09/11/2017 - Incongruenze tra Mod. IVA e "vecchio" spesometro: Provvedimento

Incongruenze tra Mod. IVA e "vecchio" spesometro: Provvedimento

Con Provvedimento 8 novembre 2017, l’Agenzia delle Entrate, al fine di introdurre nuove forme di comunicazione tra l’Amministrazione finanziaria e il contribuente e promuovere l’emersione spontanea delle basi imponibili, ha messo a disposizione di specifici contribuenti soggetti passivi IVA le informazioni relative al confronto delle comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute (art. 21, D.L. n. 78/2010, versione vigente fino al 24 ottobre 2016), da cui risulterebbe che gli stessi abbiano omesso, in tutto o in parte, di dichiarare il volume d’affari conseguito.
In particolare, il provvedimento in oggetto ha stabilito le modalità con cui:

·         l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione del contribuente gli elementi e le informazioni;

·         il contribuente può richiedere informazioni o segnalare all’Agenzia delle Entrate eventuali elementi, fa tti e circostanze dalla stessa non conosciuti;

·         gli elementi e le informazioni messi a disposizione dei contribuenti sono resi disponibili alla Guardia di Finanza;

·         il contribuente può regolarizzare errori od omissioni e beneficiare della riduzione delle sanzioni previste per le violazioni stesse.

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Codici tributo per versamento delle somme a seguito di comunicazioni ex art. 36-bis: Risoluzione

Con Risoluzione 8 novembre 2017, n. 138, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite Mod. F24, delle somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’art. 36-bis, D.P.R. n. 600/1973, da utilizzare nel caso in cui il contribuente intenda versare solo una quota dell’importo complessivamente richiesto.
I nuovi codici tributo vanno da "909C" a "999C" e da "901D" a "914D".

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Committente responsabile penalmente della morte del dipendente dell’appaltatore

Con la Sentenza n. 50967 dell’8 novembre 2017 la Corte di Cassazione è intervenuta in merito alla responsabilità penale del committente, nell’ipotesi di infortunio mortale del dipendente dell’appaltatore avvenuto in cantiere.
Nel caso di specie il lavoratore cadeva dall’impalcatura in assenza di protezioni e, poiché nel cantiere sottosoglia non era richiesta per legge la presenza di un delegato alla sicurezza, la Suprema Corte ha stabilito che era il committente a doversi rendere conto della mancanza delle protezioni: da qui la sua responsabilità penale per omicidio colposo.

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Licenziato per il mancato invio del certificato di malattia

La Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del licenziamento nei confronti del dipendente, per la mancata comunicazione al datore di lavoro del proprio stato di malattia ed il mancato invio del relativo certificato medico.
Con la Sentenza n. 26465 dell’8 novembre 2017 viene ribadito che la sanzione espulsiva risulta giustificata dal mancato adempimento degli obblighi di comunicazione che gravano sul dipendente, a nulla rilevando la reale sussistenza della patologia.

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