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IL PRESIDENTE ASCOM PATRIZIO BERTIN A BRUXELLES CON CARLO SANGALLI


PATRIZIO BERTIN PRESIDENTE ASCOM PADOVA A BRUXELLES PER LA CONCLUSIONE DEL ROAD SHOW DI CONFCOMMERCIO “DARE FONDO AI FONDI” 

“Se l’Europa vuole smarcarsi dall’immagine di “matrigna burocratica” per abbracciare quella di reale sostegno allo sviluppo delle piccole imprese, deve semplificare la  normativa rendendo i bandi di gara europei più intellegibili e fruibili”.
Il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin, di ritorno da Bruxelles, dove ieri sera ha partecipato, assieme al direttore generale Otello Vendramin, al convegno tenuto nella sede del Parlamento Europeo per la presentazione del Position Paper di Confcommercio riguardante il Libro bianco sul futuro dell'Europa, conclusione naturale del roadshow "Dare Fondo ai Fondi", organizzato dalla Confederazione in cinque tappe sul territorio nazionale, tra le quali, come si ricorderà, quella padovana dello scorso 15 settembre, ha riassunto così il pensiero della maggiore organizzazione imprenditoriale italiana.
“Confcommercio ha individuato dieci priorità per l'attuazione della politica di coesione post-2020. Tra le misure che il nostro presidente nazionale, Carlo Sangalli, ha indicato come prioritarie spiccano la sostenibilità finanziaria degli interventi con la richiesta di svincolare l'utilizzo dei Fondi strutturali dall'austerity e dal patto di stabilità, la maggiore sinergia tra politiche e risorse ordinarie e aggiuntive; il potenziamento degli strumenti finanziari di sostegno allo sviluppo delle piccole imprese; la riforma degli aiuti di stato in deroga tramite l'innalzamento del regime De Minimis da 200 a 300 mila euro e l'adozione di un nuovo "regime di aiuto a finalità locale" basato sulla territorialità, anziché sull'importo, dell'investimento; la semplificazione e la riduzione delle procedure burocratiche e amministrative a carico delle imprese”.
All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, la commissaria Ue per l'Economia e le Società digitali, Mariya Gabriel; il presidente del Gruppo S&D al Parlamento europeo, Gianni Pittella; la vicepresidente del Ppe al Parlamento europeo, Laura Comi; la vicepresidente della Commissione Itre, Patrizia Toia; il presidente della Commissione Budget al Parlamento europeo, Jean Arthuis; la presidente della Commissione Regi al Parlamento europeo, Iskra Mihaylova e l'incaricato per le Politiche Ue di Confcommercio, Alberto Marchiori
Per Confcommercio c’è bisogno di più Europa nei temi la cui portata travalica i confini nazionali, come la sicurezza, il commercio elettronico, la concorrenza internazionale, il riconoscimento dei titoli di studio, il ricongiungimento delle pensioni versate nei singoli Paesi.
“Al contrario – ha riferito Bertin – Confcommercio ha rilevato che sulle tematiche con valenza locale o con profonde differenze tra gli Stati, l'Europa dovrebbe delineare solo i principi guida lasciando ai territori,  e ad un sempre valido principio di sussidiarietà, la definizione delle regole”.
Ecco allora che su programmazione urbanistica e commerciale, welfare, contrattazione e scuola, dove uno sviluppo territoriale non può, e non deve, essere calato dall’alto, è opportuno che l’Europa faccia un passo indietro per investire di più nel miglioramento della crescita economica e imprenditoriale, della competitività e dell'occupazione, non mancando di valorizzare il terziario di mercato. 
“Una visita breve ma istruttiva – ha concluso il presidente Bertin – se non altro perché ci ha messo a confronto con una realtà complessa e poco propensa a considerare le piccole imprese che, per certi versi, rappresentano un “unicum” italiano. In questo senso l’azione di Confcommercio, tendente a valorizzare il nostro ruolo, soprattutto semplificando le norme e favorendo l’accesso ai fondi, va salutata con grande favore nella convinzione che si possa e debba fare di più e meglio per dare piena cittadinanza alle nostre imprese spesso costrette ai margini nonostante, per qualità e creatività, costituiscano eccellenze inconfutabili”. 

Padova 1 dicembre 2017