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Iva non residenti: Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate

Con la Risoluzione 6 settembre 2002, n. 289, l'Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti sulla procedura che i soggetti non residenti debbono porre in essere per richiedere l'attribuzione diretta del numero di partita IVA.

Nello specifico, la Risoluzione illustra come debbano essere compilati i modelli AA7 e AA9, nel caso in cui il soggetto estero che intenda richiedere la partita IVA abbia già un rappresentante fiscale in Italia.

La Risoluzione, precisa, inoltre che il nuovo modello ANR/1, da utilizzarsi per l'identificazione diretta ai fini IVA, è già utilizzabile, senza dover attendere la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 

 

Controlli: il fisco invia 5 mila questionari

L'Agenzia delle Entrate con la Comunicazione 5 settembre 2002, n. 82, rende noto che sono in arrivo 5 mila nuovi questionari contro l'economia sommersa.

I contribuenti interessati sono coloro che per le annualità 1998, 1999 e 2000 non hanno presentato le dichiarazioni fiscali, pur essendo titolari di partita IVA attiva e possessori di automezzi (autocarri, autoveicoli speciali, motocarro e motrice e specialità diverse dalle ambulanze), per i quali hanno versato la tassa di circolazione per il 2001.

Inoltre, è previsto l'invio di questionari ai contribuenti titolari di utenze elettriche non domestiche per gli anni 1999 e 2000, che risultino titolari di partita IVA e che hanno presentato consumi significativi di energia nell'anno 2000.

I contribuenti devono fornire risposta all'Agenzia delle Entrate, entro 30 giorni dal ricevimento del questionario.

 

 

Locazioni: ancora incertezza sulla Convenzione nazionale

La Convezione nazionale prevista dalla Legge di riforma n. 431/98, che detta i criteri da utilizzare per la definizione dei contratti cosiddetti convenzionali risulta ancora incerta.

Nonostante il primo accordo raggiunto nei giorni scorsi tra alcune associazioni rappresentanti degli inquilini e dei proprietari, sembra ancora lontana la trasformazione dello stesso in Decreto ministeriale.

 

 

Termini del processo: condizioni normative di risarcibilità

Secondo quanto disposto dall'art. 111 della Costituzione, la giurisdizione si attua mediante l'applicazione del giusto processo, che prevede una durata ragionevole, in condizioni di parità e davanti ad un giudice terzo e imparziale.

La Cassazione, con Sentenza 8 agosto 2002, n. 11987, ha disposto che il suddetto articolo ha valenza prettamente programmatica, nel senso di definire un orientamento per il legislatore nella fissazione dei termini del processo.

La fonte normativa che disciplina il giusto processo non è pertanto una garanzia personale inderogabile, ma un diritto disciplinato dalla normativa ordinaria, nella fattispecie in questione, la Legge 24 marzo 2002, n. 89.

La suddetta Legge prevede il diritto del singolo cittadino a ottenere un indennizzo, nel caso non venga rispettata la ragionevole durata del processo, solo se riesce a dimostrare che la violazione dei termini processuali lo ha danneggiato, in base ad un rapporto di causalità.

 

 

Accertamento: nessuna rettifica del reddito nel caso di dati generici

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 12450/2002, ha stabilito che l'indicazione di dati generici nella dichiarazione dei redditi non comporta l'azione di accertamento, in quanto tali dati non indicano sul piano qualitativo e quantitativo, elementi di certezza.

In particolare, i giudici tributari si sono pronunciati su un accertamento effettuato nei confronti di un medico che aveva dichiarato dei redditi esigui, pur esercitando la professione in una prestigiosa clinica privata e nonostante una collaborazione convegnistica con l'università.

Ebbene, per la Cassazione tali elementi non sono sufficienti per procedere alla rettifica del reddito del professionista.

 

 

Contenzioso: no all'utilizzo di parametri estranei al criterio già prescelto

La Corte di Cassazione con la Sentenza 29 agosto 2002, n. 12657, ha stabilito che l'Amministrazione finanziaria nel corso del giudizio, deve fornire la prova del fondamento della pretesa fiscale nel quadro del parametro utilizzato.

Infatti, secondo i giudici tributari, non è possibile introdurre elementi di fatto estranei al criterio già utilizzato per eseguire l'accertamento e che il fisco ha notificato in precedenza al contribuente.

 

 

Territorialità dell'IVA: applicazioni previste per i servizi intracomunitari

Qualora l'impresa italiana presta il proprio personale a un'impresa residente in un altro paese della Comunità europea, l'operazione di cessione del servizio può:

  • se il personale prestato opera in posizione di effettiva subordinazione rispetto all'impresa committente, non essere soggetta all'IVA;
  • trattandosi di servizi generici e non come prestito di personale, essere soggetta all'IVA, in quanto l'impresa residente è soggetta all'IVA in Italia.

In merito alla territorialità dell'imposta si segnalano, altresì, alcune risoluzioni che chiariscono l'orientamento dell'Agenzia delle Entrate riferito all'art. 7, D.P.R. n. 633 del 1972:

  • Risoluzione 6 agosto 2002, n. 267;
  • Risoluzione 2 agosto 2002, n. 261;
  • Risoluzione 2 agosto 2002, n. 262.

 

 

Autoliquidazione Inail: rideterminato il coefficiente per la quarta rata

L'inail, con una nota firmata il 6 settembre, comunica che il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha rideterminato il tasso di interesse da applicare alle rate dell'autoliquidazione del premio Inail 2001-2002. Il tasso è passato dal 4,31% al 4,33%.

Inail, in base al nuovo tasso di interesse ha definito il coefficiente da applicare all'ultima rata, scadente il prossimo 16 di novembre, in modo da tenere conto della differenza da recuperare sulle rate pregresse per le quali è stato utilizzato il tasso di interesse precedentemente definito.

Di seguito i coefficienti da applicare all'importo della 4° rata:

  • 0,032294521 in relazione all'autoliquidazione scadente il 18 febbraio 2002;
  • 0,014608493 per coloro che hanno presentato denuncia dei salari in scadenza il 16 luglio 2002.

 

 

Immigrati: approvato il decreto legge per la regolarizzazione dei lavoratori dipendenti

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge per la regolarizzazione degli immigrati irregolari che lavorano come dipendenti.

I datori di lavoro potranno regolarizzare i lavoratori extracomunitari irregolari presentando le dichiarazione di emersione e versando l'importo forfettario di 700 euro più 100 euro per spese amministrative.

L'assunzione del lavoratore irregolare potrà essere

  • sia a tempo indeterminato (in questo caso il permesso di soggiorno rilasciato sarà biennale);
  • sia a tempo determinato per un periodo di almeno un anno (in linea per la durata del permesso di soggiorno per il tempo determinato).

Presso gli uffici postali saranno disponibili i kit con le buste azzurre per la regolarizzazione dei lavoratori in nero, che potranno essere presentate da domani fino al 10 ottobre.

 

 

Imprese commerciali: regolarizzazione per il versamento dei contributi Cigs e Mobilità entro il 16 settembre 2002

Si ricorda che le imprese commerciali che occupano da 51 a 200 dipendenti, le agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici, con più di 50 dipendenti e le imprese di vigilanza, per effetto della proroga per l'anno 2002 dell'accesso ai trattamenti di integrazione salariale straordinaria e di mobilità, hanno tempo fino al 16 settembre 2002 per regolarizzare i versamenti dei contributi Cigs e Mobilità senza aggravio di interessi e somme aggiuntive.

9 settembre 2002

 

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