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Rateazione debiti tributari: nuova direttiva di Equitalia

Equitalia S.p.a. ha diramato ieri, 13 maggio 2008, una direttiva ai propri uffici con la quale vengono impartite le istruzioni in merito alla corretta valutazione della "temporanea situazione di obiettiva difficoltà" che l'art. 19, comma 1, D.P.R. n. 602/1973 (come modificato dalla Legge n. 31/2008 di conversione del D.L. n. 248/2007) richiede come condizione necessaria affinchè l'agente della riscossione possa concedere al contribuente moroso il beneficio della dilazione di pagamento delle somme iscritte a ruolo.

La direttiva dispone una diversa valutazione in base alla qualifica del contribuente. Infatti in caso l'istante sia una:

         persona fisica o ditta individuale, occorre fare riferimento all'indicatore della situazione economica (ISEE) del nucleo familiare del contribuente (che va pertanto presentata con l'istanza) all'entità del debito tributario, nonché al tipo di contabilità adottata (semplificata o ordinaria). Dovrà, inoltre, essere analizzata la concreta situazione dell'impresa e l'eventuale crisi di mercato in cui questa opera;

         società di capitali, cooperative e mutue assicuratrici, dovrà essere valutato l'indice di liquidità, ovvero l'indice impiegato dagli analisti per verificare la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari. Se da tale verifica non è possibile concedere la dilazione, per poterla ottenere l'impresa potrà comunque dimostrare che si siano verificati eventi straordinari. All'istanza devono essere allegati una serie di documenti quali la copia dell'ultimo bilancio, ecc.;

La ripartizione del pagamento può essere concessa per un numero non superiore a 72 rate mensili di uguale importo (come disposto dall'art. 19, D.P.R. n. 602/1973). Tuttavia, se il debito per il quale è richiesta la dilazione è inferiore a 5.000,00 euro, la rateazione può essere concessa in un massimo di:

         18 rate per importi fino a 2.000,00 euro;

         24 rate per importi da 2.001,00 a 3.500,00 euro;

         36 rate per importi da 3.501,00 a 5.000,00 euro.

 

Nuovi codici attività e studi di settore

Le istruzioni alla compilazione degli studi di settore (Parte generale) precisano che a seguito della nuova classificazione dei codici attività (ATECO 2007) si potrebbe verificare che un contribuente si trovi ad applicare uno strumento di accertamento presuntivo diverso da quello che applicava in precedenza.

Qualora ciò accada esclusivamente per effetto della nuova classificazione dei codici di attività dovrà essere applicato il medesimo strumento (studio di settore/parametri) applicato in precedenza. Verificandosi tale ipotesi il contribuente deve utilizzare differenti codici attività nel mod. UNICO e nel modello studi/parametri (entrambi desumibili dalla classificazione ATECO 2007).

La regola precedentemente illustrata non si applica in presenza di studi approvati o evoluti con Provvedimento successivo all'1.1.2008, per i quali trova comunque applicazione la classificazione ATECO 2007.

Trust ed applicazione delle imposte di donazione: Circolare dell'Abi

Con Circolare 12 maggio 2008, n. 10, l'Associazione Bancaria Italiana interviene a commento di due recenti Circolari emanate dall'Agenzia delle Entrate relative alla corretta individuazione del soggetto passivo dell'imposta di donazione (Circolari n. 3/2008 e n. 28/2008).

In tali Circolare, l'Amministrazione finanziaria affermava che, ai fini dell'individuazione dei soggetti passivi d'imposta, vale quanto disposto dall'art. 5, comma 1, D.Lgs. N. 346/90, in base al quale, per le successioni l'imposta è dovuta dagli eredi e dai legatari, per le donazioni dai donatari e per le altre liberalità tra vivi dai beneficiari. Ciò significa che il soggetto passivo dell'imposta sulle successioni e donazioni è il trust, in quanto beneficiario dei beni oggetto di disposizione.

Secondo l'Abi, tuttavia, quanto disposto dall'Agenzia in tali note è in netto contrasto con quanto affermato dalla stessa con la Circolare n. 48//2007, nella quale si dichiarava che nel trust il vincolo di destinazione nasce in origine a favore del beneficiario e quindi l'imposta applicata alla dotazione patrimoniale del trust è comprensiva anche della successiva devoluzione del bene ai beneficiari.

Infine, l'Abi ricorda che ai fini dell'esenzione dall'applicazione dell'imposta di donazione, il patto di famiglia comprende anche le devoluzioni fatte da coniuge a coniuge.

Indice di rivalutazione del TFR del mese di aprile 2008

L'istituto centrale di statistica ha reso noto che l'indice dei prezzi al consumo per il mese di aprile 2008 è pari a 133,5 punti.

L'incidenza percentuale della differenza rispetto all'indice in vigore al 31 dicembre 2007 è pari a 1,289833; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell'1,5% annuo, per cui risulterà pari a 1,467375.

T.U. Sicurezza: entra in vigore oggi (15 Maggio) il nuovo TU.

Entra in vigore oggi 15 maggio il Testo Unico sulla sicurezza con le misure a tutela dei lavoratori previste dal Dlgs 81/2008. Per la valutazione dei rischi, invece, il termine stabilito è il 29 luglio (novanta giorni dalla pubblicazione).

A partire da oggi, quindi, violare le norme relative alla formazione o alla valutazione dei rischi può comportare sanzioni amministrative ( sospensione ) o pecuniarie o addirittura l'arresto.

Sempre da oggi , infine, vige l'obbligo di esporre il tesserino negli appalti e subappalti ; tale obbligo riguarda tutti i lavoratori e tutte le aziende incluse quelle con meno di dieci dipendenti

Corte di Cassazione: responsabilità "oggettiva" del datore di lavoro per l'infortunio

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4718 del 25 febbraio 2008, ha chiarito che è a carico del datore di lavoro la responsabilità oggettiva che deriva dall'incidente occorso al lavoratore e che poteva essere evitato con la predisposizione di dispositivi di sicurezza sul macchinario utilizzato dalli stesso.

Per la Cassazione, la circostanza che il macchinario era stato manomesso dal dipendente, non sarebbe significativa anche se il dipendente era stato debitamente istruito circa il funzionamento ed i pericoli che poteva presentare o se era stato espressamente diffidato dall'eseguire il lavoro o dal compiere le manovre che hanno creato la situazione di pericolo.

 

 

 

 

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