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Prima il contraddittorio e poi l'accertamento da studi di settore: Circolare delle Entrate

Con Circolare 14 aprile 2010, n. 19, l'Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni in merito alla gestione del contenzioso tributario relativo agli accertamenti basati sugli studi di settore.

In particolare, è stata evidenziata la centralità del contraddittorio con il contribuente, anche alla luce di quattro sentenze del 2009 delle sezioni unite della Cassazione (nn. 26635, 26636, 26637 e 26638), che confermano sostanzialmente l'orientamento dell'Agenzia già espresso in precedenti documenti di prassi.

Tale principio prevede che solamente a seguito dell'avvio della fase di contraddittorio con il contribuente è possibile legittimare l'accertamento derivante dalla verifica di uno scostamento della dichiarazione del contribuente medesimo dai valori "standard" elaborati dallo studio di settore.

Ne deriva che in caso di mancata attivazione del contraddittorio da parte dell'Agenzia, gli avvisi d'accertamento relativi agli studi di settore risultano viziati. La Circolare precisa che in questo caso gli uffici locali sono invitati ad abbandonare la lite.

Nelle vendite a distanza al consumatore spetta il rimborso integrale: Sentenza della Corte UE

Con Sentenza n. C-511/08, la Corte di giustizia UE si è espressa in tema di diritto di recesso nelle vendite a distanza, stabilendo che nel caso in cui il consumatore si avvalga di tale diritto, il venditore è tenuto a rimborsare integralmente il prezzo pagato.

Nello specifico, i giudici europei hanno chiarito che il venditore per corrispondenza non può trattenere le spese sostenute per la consegna della merce. Sul consumatore, infatti, gravano esclusivamente le spese di spedizione della merce restituita al venditore.

Agriturismo esente da TARSU: Sentenza CTR Genova

Con Sentenza n. 165/04/2009, la CTR di Genova ha chiarito che le aziende di agriturismo non sono assoggettate a TARSU e che comunque, non possono essere assimilate, ai fini del versamento del citato tributo, alle aziende alberghiere.

Secondo i giudici, trova applicazione l'articolo 2, Legge n. 730/1985 il quale stabilisce che l'attività agrituristica deve essere considerata attività agricola e pertanto gode di tutte le agevolazioni previste per detto settore; inoltre, non è rinvenibile affinità tra le strutture agrituristiche e quelle alberghiere recettive, come sostenuto dall'ufficio tributi.

Non si configura l'infortunio in itinere in caso di utilizzo di uscita inidonea dall'azienda

Con Sentenza n. 7373/2010, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, avanzata da un dipendente, di vedersi riconosciuto l'infortunio in itinere a seguito dell'incidente occorsogli mentre usciva dal lavoro.

La Suprema Corte ha motivato la sentenza in oggetto in base al fatto che il dipendente, per uscire dall'azienda, ha optato per un percorso alternativo alla via ordinaria, passando per locali non idonei.

Il sinistro, pertanto, è derivato da una determinazione personale e arbitraria del dipendente che non può essere imputata al datore di lavoro.

Lavoro accessorio in agricoltura: i chiarimenti del Ministero

Il Ministero del Lavoro, nell'Interpello n. 16 del 15 aprile 2010, fornisce chiarimenti in merito alla possibilità per le imprese agricole di ricorrere al lavoro accessorio dopo le modifiche introdotte dalla Finanziaria 2010 agli artt. 70 e ss. D.Lgs. n. 276/2003.

In particolare, il Ministero chiarisce che per i piccoli produttori agricoli di cui all'art. 34, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972 (volume d'affari non superiore a 7.000 euro) il lavoro accessorio è da ritenersi sempre ammissibile sino al limite dei 5.000 euro, anche nel caso in cui i lavoratori coinvolti siano percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito.

 

 

 

 

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