
Capitanio (Federmoda Confcommercio Veneto e Padova): “Le irregolarità sono un dato di fatto e questo fa sì che sia improponibile spostare le date in avanti, ma i saldi restano un importante momento di marketing e uno spot a costo zero per i negozi di vicinato”. Le regole di Federmoda Confcommercio per “saldi chiari e sicuri”
L’attesa sta per finire: sabato prossimo, 4 luglio, scattano i saldi estivi 2026.
“Oddio – dichiara il presidente di Federmoda Confcommercio Veneto e Padova, Riccardo Capitanio – messa così potrebbe dare l’idea che siamo tanti Marcel Jacobs pronti a scattare allo sparo dello starter. In verità, quando sabato i colleghi che stanno rispettando le norme apriranno il negozio, prenderanno atto che i colleghi meno ligi sono già sotto la doccia”.
Fuor di metafora: i saldi ufficiali vengono sempre più by-passati dal web e dai grandi marchi e, a cascata, ma più per costrizione che per scelta, anche dai negozi fisici.
“Qui non si condanna nessuno – continua Capitanio – perché solo chi alla sera deve fare i conti con la cassa sa quali scelte può e deve fare. Quello che è sicuro è che non serve né chiedere lo spostamento delle date in avanti (sbaglio se dico che così facendo faremmo un regalo ai grandi del web?), né insistere perché vengano fatti i controlli pre-saldi. Un verbale cambierebbe la sostanza delle cose?”
Domanda: ma se questi sono i presupposti, perché allora non abolire i saldi?
“Perché i saldi sono un grande momento di marketing. Pur con tutti i limiti che sempre di più li caratterizzano, i saldi sono pur sempre il più grande spot a costo zero. Non solo. Ci sono studi che confermano come un prezzo pieno barrato e il relativo prezzo ribassato bene in evidenza, sia un forte incentivo all’acquisto, per cui la risposta alla domanda è: perché mai dovremmo rinunciare ai saldi?”
E il consumatore? A lui chi ci pensa?
“Forse questa è, al tempo stesso, la questione più importante e la meno evidenziata – conclude Capitanio – perché i saldi rappresentano pur sempre una “zona protetta” nel senso che le regole sono chiare e, per quanto ci riguarda, è nostro impegno ricordarle ad ogni saldo, sia esso estivo, sia esso invernale. Sul web, per contro, tutto è permesso anche quello che, teoricamente, dovrebbe essere vietato””.
E allora eccole le regole di base, stilate da Federmoda Confcommercio, per Saldi chiari e Sicuri:
- Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto;
- Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante;
- Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless;
- Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo;
- Indicazione del prezzo: obbligo di indicare il prezzo normale di vendita (tenendo conto che va indicato il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto e il prezzo finale.
PADOVA 29 giugno 2026







