
Bertin (confcommercio padova): “il terziario è il collante che trasforma le eccellenze in sviluppo. Ora aiutiamo le pmi a compiere il salto su innovazione e IA”
Padova seconda, però praticamente quasi prima visto che ha lo stesso indice (score a 7,64) di Vicenza che guida la classifica.
E la classifica è quella del “Total Variety“, definizione che il primo Report sulla Competitività Italiana 2026 realizzato dal CFMT – Centro di Formazione Management del Terziario, affida alla capacità del sistema economico di distinguersi per qualità dell’ecosistema imprenditoriale e, soprattutto, per la capacità di far convivere settori diversi creando innovazione.
Un indice che misura la ricchezza e la complementarità del tessuto economico provinciale e che pone le province berica ed euganea davanti a Bergamo, Brescia, Monza Brianza, Bologna, Varese, Treviso, Milano e Verona. Una classifica che conferma anche il primato del Veneto, unica regione a collocare quattro province tra le prime dieci e che pone, per contro, Prato all’ultimo posto (107^ con score a 6,40) a causa della produzione molto marcata afferente il tessile.
“Il report del CFMT, il Centro di Formazione Management del Terziario che fa riferimento a Confcommercio – evidenzia il presidente provinciale, Patrizio Bertin – dice che Padova è tra i territori più competitivi del Paese e proprio questa varietà rappresenta uno dei principali fattori di competitività, perché favorisce la contaminazione tra competenze, filiere e settori economici, creando le condizioni ideali per l’innovazione. È un modello nel quale convivono manifattura, commercio, servizi, logistica, professioni, università e ricerca, dando vita ad un ecosistema particolarmente dinamico dove il terziario rappresenta oggi un’infrastruttura economica fondamentale”.
Per cui: industria sì, ma non solo.
“Ed in effetti, quando si parla di competitività – puntualizza il presidente di Confcommercio Padova – il pensiero vola all’industria. Questa ricerca del CFMT non dico che ribalti ma, dati alla mano, sicuramente dimostra che i territori crescono quando si riesce a mettere assieme imprese manifatturiere, commercio, turismo, servizi, professioni, università e innovazione Per cui mettiamo un punto fermo: il terziario non è un settore accessorio. E’ invece il sistema che mette in relazione competenze, persone e imprese, rendendo più forte l’intera economia provinciale”.
Per Bertin, però, il risultato rappresenta anche una responsabilità.
“E che responsabilità! Essere tra i territori più competitivi d’Italia, sicuramente suscita, probabilmente in egual misura, ammirazione e anche un po’ d’invidia. In ogni caso, ci pone sotto i riflettori. Per cui è vietato poterci fermare. Al contrario, significa accompagnare soprattutto le micro e piccole imprese nella nuova fase della trasformazione digitale. L’intelligenza artificiale, la digitalizzazione dei processi, l’organizzazione aziendale e la formazione manageriale non possono diventare strumenti riservati alle grandi aziende. Devono essere accessibili anche ai piccoli imprenditori, che rappresentano l’ossatura economica del nostro territorio”.
Una riflessione che richiama anche le conclusioni del Report CFMT, strumento di studio ma anche fotografia nitida di cosa serve per non cedere il passo.
E’ da questa fotografia che vengono individuate cinque grandi priorità per mantenere competitivo il Paese: diffondere l’eccellenza oltre i territori già più avanzati; valorizzare il capitale umano; orientare l’innovazione verso le transizioni digitale ed ecologica; ridurre i divari territoriali e rafforzare la capacità di fare sistema tra imprese, istituzioni, università e corpi intermedi.
“È una visione – conclude il presidente Bertin – nella quale Confcommercio Padova si riconosce pienamente. L’abbiamo detto più volte: la competitività non nasce per decreto e non dipende solo dagli investimenti. Si costruisce ogni giorno creando relazioni, trasferendo competenze, formando imprenditori e accompagnando le PMI in quella che sicuramente è la più grande sfida di questi tempi: l’innovazione. È una sfida complicata per cui diventa strategico fare in modo che un patrimonio competitivo già riconosciuto a livello nazionale diventi un vantaggio concreto per tutte le imprese del territorio, non soltanto per quelle più strutturate”.
PADOVA 22 LUGLIO 2026







