
“I 5mila agenti padovani sono alle prese con una deducibilità fiscale ridicola, con un’esenzione dal bollo che purtroppo non li tocca e con i costi dei carburanti senza controllo”
“Probabilmente siamo una categoria di invisibili”.
Carlo Trevisan, presidente degli agenti e rappresentanti di Confcommercio Padova a questo punto si è assolutamente convinto: “Già la deduzione dell’auto per gli agenti è riconosciuta nella misura di un ridicolo 80% su un costo massimo di 25.822,84 euro, un limite mutuato dai 50 milioni di lire fissati nel lontano 1986 e mai adeguato ai prezzi attuali delle autovetture. Adesso arriva l’esenzione dal bollo che però riguarda principalmente le utilitarie e non le auto utilizzate dagli agenti di commercio che necessitano di auto adatte e sicure alle lunghe percorrenze visto che, annualmente, ci sorbiamo una media di 60mila chilometri”.
Verrebbe da dire che anche così basta e avanza.
“E invece no. Anche lo sconto sul gasolio – continua Trevisan – è stato prorogato in misura ridotta, ma nel frattempo i prezzi alla pompa sono aumentati ancora e non si sa dove arriveranno, rendendo impercettibile il beneficio. Chiaro che a questo punto, come richiesto dalla nostra rappresentanza nazionale, serva un confronto col governo per presentare, una volta per tutte le problematiche fiscali e di mobilità della categoria”.
Non che sull’argomento la Fnaarc Confcommercio non si sia spesa in passato e anche recentemente, ma mai come in questo momento i costi che stanno sostenendo i 5mila agenti e rappresentanti padovani rischiano di fagocitare i margini di guadagno.
“E’ evidente – riflette il presidente degli agenti di commercio della Fnaarc Confcommercio Padova – che mancano misure mirate per le categorie maggiormente esposte all’aumento dei costi dell’auto e dei carburanti. Ovviamente comprendiamo benissimo le difficoltà generali del momento, però è anche vero che un confronto urgente, soprattutto sul tema annoso della deducibilità dell’automobile per la nostra categoria e sull’impatto dell’aumento dei costi soprattutto per i colleghi in regime forfettario non è ulteriormente rinviabile”.
PADOVA 23 SETTEMBRE 2026







