
Solo il 2,9% degli addetti del turismo possiede competenze legate all'intelligenza artificiale.
Bertin (Confcommercio Padova): "Serve una formazione concreta, costruita sui bisogni delle imprese".
La Presidente di Padova Hotels, Monica Soranzo: “Rendere il nostro turismo più competitivo e contemporaneo”
Ha suscitato curiosità e, al tempo stesso, è risultato divisivo l'utilizzo, in un locale di Padova, nelle scorse settimane, di un robot cameriere.
Da un lato c'è chi ci ha visto una risposta alla carenza di personale, dall'altro l'ennesimo "attentato" al lavoro degli umani.
"Il rischio - commenta il presidente di Confcom Confcommercio Padova, Patrizio Bertin - è che si guardi al dito che indica la luna piuttosto che alla luna stessa".
Fuor di metafora: il vero nodo non è la tecnologia sulla quale si sta sviluppando un grande dibattito, ma la competenza delle persone che forse viene un po' trascurata.
Monica Soranzo, alla guida di Padova Hotels Federalberghi Confcommercio parte da un dato che colpisce: “Secondo alcune analisi di settore, solo il 2,9% degli addetti del turismo possiede competenze legate all’intelligenza artificiale. Un numero innanzitutto che non sorprende ma soprattutto che non deve spaventarci, ma farci riflettere”.
“Il turismo – prosegue – è fatto di relazioni, accoglienza, capacità di interpretare i bisogni delle persone e magari anche sorprenderle. E' chiaro che l’intelligenza artificiale non può sostituire questo valore, peraltro molto complesso, però può rafforzarlo. La verità è che oggi siamo ancora in una fase, per così dire, "embrionale": c’è una grande distanza tra le potenzialità della tecnologia e la sua reale applicazione nelle nostre strutture. Questo significa che abbiamo un’opportunità enorme: come associazione possiamo accompagnare imprese e operatori in un percorso di crescita, senza snaturare l’identità del nostro turismo, ma anzi rendendolo più competitivo e contemporaneo”.
“Oggi - inquadra Soranzo - molte aziende turistiche, soprattutto quelle più piccole, non hanno bisogno di "più tecnologia", ma hanno bisogno di una tecnologia comprensibile, accessibile e subito utilizzabile. Detto in maniera più diretta: l’intelligenza artificiale può aiutare nella gestione delle prenotazioni, nella personalizzazione dell’offerta, nel marketing. Ma se non viene accompagnata da formazione pratica, resta un concetto lontano, buono per i convegni, molto meno per le risposte che il nostro mondo richiederebbe. Da qui la necessità di investire, ma non tanto (o comunque non solo) sugli strumenti, quanto sulle persone, sulla loro capacità di usare ciò che la tecnologia offre con intelligenza e coerenza rispetto a quello che è poi il nostro modello di business”.
"Sembra facile!" recitava una nota reclame dei Caroselli anni '60, e verrebbe da dirlo anche adesso di fronte ad una realtà che è lì a ribadirci che quasi mai le piccole e piccolissime imprese riescono, da sole, a cogliere tutte le opportunità.
Ecco allora come, in questo come in molti altri casi, si debba fare riferimento alla responsabilità del sistema associativo e delle istituzioni.
“I numeri - riassume il presidente Bertin - hanno il pregio di dirci le cose con chiarezza e, in questo caso, ci dicono una cosa molto chiara: non possiamo permetterci di restare fermi. Il turismo e, più in generale, il terziario di mercato, stanno cambiando rapidamente, e le nostre imprese devono essere messe nelle condizioni di affrontare questo cambiamento”.
Ecco allora che la formazione diventa centrale.
"Ma non una formazione teorica - conclude Bertin - ma una formazione concreta, costruita sui bisogni reali delle imprese: dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale alla capacità di integrare strumenti digitali con quel valore distintivo che da sempre caratterizza le nostre attività, cioè la relazione con il cliente. In questo senso, come intero sistema che si riconosce in Confcommercio, siamo pronti a fare la nostra parte, rafforzando percorsi di accompagnamento e aggiornamento continuo. Perché di una cosa siamo assolutamente certi: la competitività delle imprese passa sempre più da qui. Ovvero dalle competenze, dalla consapevolezza e dalla capacità di evolvere senza perdere identità. Facile? Affatto. Ma dobbiamo crederci e la mole di interventi che come Confcom Ascom Servizi Padova mettiamo in campo ogni giorno, dicono che noi vogliamo guardare avanti senza timori e con grande consapevolezza”.
PADOVA 2 MAGGIO 2026
