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Trevisan (Fnaarc Confcommercio Padova): “Applicare il decreto 1° maggio anche agli agenti e rappresentanti di commercio per contrastare l’uso improprio del contratto da procacciatore d’affari”

“Chiediamo pari dignità”.
Carlo Trevisan è il presidente degli agenti di commercio della Fnaarc Confcom Confcommercio Padova e la sua richiesta fa seguito al decreto 1° maggio che collega l’accesso agli incentivi pubblici all’applicazione di contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, rafforzando il principio della contrattazione di qualità.
“Bene il decreto – continua Trevisan – fortemente sostenuto da Confcommercio e che mira a contrastare il dumping contrattuale, a tutelare il lavoro e a rimettere al centro il ruolo insostituibile delle principali organizzazioni di rappresentanza. Però deve essere esteso anche al settore degli agenti di commercio”.
“Se il criterio – mette in chiaro il presidente della Fnaarc Confcom Confcommercio Padova – è quello di legare le risorse pubbliche alla qualità del lavoro e all’applicazione di un contratto corretto e sostenibile, allora è palese che lo stesso criterio deve essere applicato anche agli agenti di commercio, escludendo da contributi e agevolazioni le aziende che utilizzano in modo improprio contratti da procacciatori d’affari”.
La richiesta va spiegata: in presenza di rapporti di lavoro stabili, continuativi e retribuiti a provvigioni, l’unico inquadramento è il contratto di agenzia regolato dal Codice Civile e dagli AEC (Accordi Economici Collettivi).
“Purtroppo – avverte Trevisan – soprattutto negli ultimi anni è intervenuto un uso improprio del contratto da procacciatore d’affari che, di fatto, crea dumping contrattuale, penalizzando entrambe le parti e vanificando ottant’anni di costruttiva contrattazione sindacale”.
Ecco allora che diventa indispensabile premiare le aziende virtuose che applicano gli Accordi Economici Collettivi, sottoscritti dalle maggiori associazioni di rappresentanza degli agenti e delle case mandanti. Sono un elemento distintivo sul mercato, capace di attrarre alla nostra professione quei giovani che, diversamente, non trovano attrattivo il nostro lavoro per il semplice motivo che non lo ritengono sufficientemente tutelato”.

PADOVA 4 MAGGIO 2026

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