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I SERVIZI PRIVATI NELL’ARCO DI 15 MINUTI A PIEDI?

Negozi, supermercati, palestre, parrucchieri, ecc., nell’arco di 15 minuti a piedi?
A Padova (76esimo posto su 107 province) possono usufruirne poco più di un cittadino su quattro.
Bertin (Confcom Confcommercio Padova): Nnon una bella classifica che preoccupa per la continua chiusura di negozi”


Poco più di uno su quattro. A Padova e provincia è infatti pari al 25,9% la percentuale di residenti che, mediamente, può raggiungere entro 15 minuti a piedi i servizi privati di prossimità quali possono essere un negozio, un supermercato, una palestra, un parrucchiere, ecc.
È quanto emerge dall’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne attraverso il progetto Urban Pulse 15 che misura l’accessibilità dei servizi privati in base ai tempi di percorrenza a piedi della popolazione dalla propria abitazione secondo il concetto di “Città dei 15 minuti” teorizzato dall’urbanista franco-colombiano Carlos Moreno.
“Non una bella classifica – ammette Patrizio Bertin, presidente di Confcom Confcommercio Padova – che ci pone al 76° posto tra le 107 province italiane. Non che la cosa ci sorprenda, però un po’ ci preoccupa vista la continua chiusura di negozi alla quale stiamo assistendo”.


In verità è un po’ tutto il Veneto che sta soffrendo perché se si esclude Venezia (45° posto, in percentuale il 30,2% dei residenti) e un po’ meno Verona (53^ piazza e 29,2%), per il resto è tutta bassa classifica: detto di Padova 76esima, ci sono poi Vicenza all’81° posto (25,0%), Treviso (100esima e 22,4%), Rovigo (102esima e 22,1%) e infine, ultima in Italia, Belluno che non va oltre il 16,0%.
Va meglio, in qualche caso molto meglio, al Sud. Tanto per dare un’idea, nella provincia BAT (Barletta-Andria-Trani) che risulta al comando, ben il 56,1% della popolazione può vantarsi di poter raggiungere un servizio in 15 minuti.
”Ovviamente le province delle grandi città – continua Bertin – sono in qualche modo privilegiate dalla grande quantità di esercizi o risultano ai primi posti per un territorio poco esteso, per cui, come tutte le indagini statistiche, va fatta la debita tara”.


Che comunque Bari sia seconda (52,3%), Milano terza (51,1%), Napoli quarta (50,4%) e Roma sesta (47,1%) è un dato di fatto che conferma che nelle grandi città sia più facile raggiungere un servizio, così come è più facile a Trieste (ottava, 46,2%) dove i comuni della provincia sono solo sei.
La ricerca del Centro Studi Tagliacarne prova poi a fornire un’indicazione su aspetti, per così dire, settoriali.
Ad esempio, considerando la funzione sociale, più accessibili a piedi in 15 minuti dai cittadini sono i servizi che la ricerca definisce “Living” (45,3%), ovvero quelli di quartiere e alla persona come i parrucchieri o le sartorie. Seguono i servizi “Mobility” (43,9%) - ovvero legati ai mezzi di trasporto personali come possono essere il meccanico o il gommista -, “Caring” (41,8%) che includono i servizi sanitari, di cura e assistenza della persona e dell’infanzia, e “Supplying” 33,8% connessi al commercio alimentare e non alimentare.
“Una percentuale piuttosto bassa, quest’ultima – riflette il presidente di Confcom Confcommercio Padova – che conferma come il negozio di vicinato sia sempre più “distante” per chi si muove a piedi e diventi, di fatto, indispensabile muoversi in auto per raggiungere le zone periferiche per soddisfare le necessità di ogni giorno. Una sorta di cane che si morde la coda: meno negozi significano meno cittadini-clienti nei centri storici e meno cittadini significano meno negozi”.
Ma se il “Supplying” non va benissimo, va peggio per i servizi “Enjoying” (27,7%), cioè relativi al tempo libero, alla socialità, alla cultura, allo sport, e al “Learning” (21,7%) ovvero legati all’istruzione e alla formazione non obbligatoria. Un fenomeno che riflette la naturale concentrazione territoriale di queste attività, spesso localizzate nei centri urbani o in poli specifici.
“Un problema – sottolinea Bertin – che almeno a livello di formazione, riusciamo a risolvere. Grazie alla nostra Confcom Ascom Servizi Padova, infatti, proponiamo tantissimi corsi in molti ambiti, la maggior parte dei quali fruibili online”.
Un ultimo aspetto che la ricerca affronta è quello dell’accessibilità ai servizi in base all’età.
Evidente che più che l’età avanza e più la camminata si fa lenta.


Tenendo conto delle diverse velocità di camminata, la quota della popolazione che può raggiungere mediamene i servizi di prossimità entro 15 minuti a piedi si riduce dal 37,8% tra i 15 e i 49 anni al 32,0% tra gli over 70. La riduzione è ancora più marcata per le funzioni meno diffuse sul territorio, come “Enjoying” che passa dal 29,3% tra i 15-49 anni al 24,7% tra gli over 70 e “Learning” dal 23,4% al 18,9%. 
”Di questo dobbiamo essere più che preoccupati – conclude il presidente -  perché l’accessibilità ai servizi di prossimità dipende sempre più dalle caratteristiche demografiche della popolazione. Dove l’offerta di servizi è relativamente distante dai luoghi di residenza, la popolazione più anziana (che sta sempre più aumentando) risulta infatti più penalizzata, con possibili riflessi negativi in termini di autonomia negli spostamenti e inclusione territoriale”.

PADOVA 16 MAGGIO 2026