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Se manca la regolarizzazione catastale, il bene non si può vendere: Circolare Agenzia del Territorio

Con Circolare 18 novembre 2011, n. 7, l'Agenzia del Territorio ha fornito dei chiarimenti su "Attribuzione della rendita presunta, modalità di gestione dei connessi aggiornamenti n egli atti del catasto, trattazione e notifica degli esiti" in relazione all'iscrizione nel catasto delle c.d. "case fantasma".

Tra l'altro, è stato specificato che la mancata regolarizzazione catastale dei fabbricati non censiti che doveva essere compiuta entro il 30 aprile 2011, comporta l'impossibilità del rilascio della dichiarazione di conformità "oggettiva" e, quin di, blocca l'alienazione del bene stesso.

 

 

Innalzamento dei limiti delle liquidazioni trimestrali IVA: Legge di Stabilità 2012

L'art. 14, comma 11, Legge 12 novembre 2011, n. 183, c.d. di stabilità ha previsto che dal 2012 siano innalzati i limiti del volume d'affari dell'anno precedente il cui mancato superamento consente alle imprese/lavoratori autonomi l'accesso alle liquidazioni IVA trimestrali.

I nuovi limiti delle liquidazioni trimestrali IVA per le imprese e lavoratori autonomi, sono quindi fissati per le prestazioni di servizi, ad euro 400.000 e per le altre attività, ad euro 700.000.

Viene, così, meno il disallineamento tra le soglie di ricavi ai fini II.DD. (per la tenuta della contabilità semplificata) e quelle del volume d'affari ai fini IVA (per la periodicità di liquidazione).

 

 

Esclusa la regolarizzazione IVA se le fatture sono false: Cassazione

Con Sentenza 18 novembre 2011, n. 24231, la Corte di Cassazione stabilisce che la regolarizzazione dell'IVA, di cui all'art. 26, D.P.R. n. 633/1972, non è ammessa nel caso in cui il contribuente abbia emesso fatture per operazioni inesistenti, a meno che non dimostri la sua buona fede o l'eliminazione, in tempo utile, del rischio di perdite di gettito erariale.

Si tratta, in tal caso, di frode fiscale, e non di mera elusione, invocabile con l'istituto dell'abuso del diritto.

 

 

Festività nazionale cadente di domenica, no all'indennità se non prevista dal CCNL

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 24346 del 18 novembre 2011, ha chiarito che in caso di prestazione lavorativa in occasione di una festività nazionale coincidente con la domenica, va riconosciuta al dipendente la retribuzione ma non l'ulteriore aliquota giornaliera.

Nello specifico la Suprema Corte, nell'analizzare il caso concreto di alcuni dipendenti del comune di Milano, ha sottolineato che il trattamento eventualmente "aggiuntivo" spettante ai lavoratori dipendenti non deriva da una norma di legge, bensì da quant o eventualmente contenuto nel contratto collettivo applicato. Tale direzione interpretativa è stata resa alla luce di quanto contenuto nell'art. 5, comma 3, della Legge n. 260/1949.