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FAR SLITTARE IL PAGAMENTO DELLE TASSE ALMENO AL 20 LUGLIO E UTILIZZARE I 2,8 MILIARDI NON SPESI (PURTROPPO) PER I “SOSTEGNI” PER AUTO, OPERATORI DEL TURISMO ED ESTENSIONE DELLE MORATORIE SUI PRESTITI. QUESTE LE RICHIESTE DELL’ASCOM CONFCOMMERCIO DI PADOVA

“Venti giorni in più potrebbero non essere insignificanti”.
Parte da questa constatazione Patrizio Bertin, presidente di Ascom Confcommercio Padova, per ribadire la richiesta di uno slittamento al 20 luglio dei versamenti Irpef, Ires e Irap attualmente previsti al 30 giugno.
“Dico 20 giorni – continua il presidente – perchè in questo senso si sono espresse anche le forze di maggioranza, anche se, visto che solo adesso molte delle nostre imprese hanno ripreso a produrre reddito, una proroga ben più corposa non sarebbe un delitto per le casse dello Stato e, per contro, avrebbe benefici effetti sulla ripresa”.
Benefici effetti che potrebbero arrivare anche da stanziamenti supplementari frutto di mancati esborsi previsti dai sostegni. 
“Senza entrare più di tanto nei particolari della contabilità del Ministero dell’Economia e delle Finanze – continua Bertin – è assodato che degli 8 miliardi inizialmente previsti per i sostegni se ne sono spesi, compresi quelli in arrivo in questi giorni, non più di 5,2 con un “risparmio” di 2,8 miliardi che potrebbero essere utilmente ridestinati”.
Non che Bertin si rallegri di questo.
“Fin dal primo momento abbiamo giudicato insufficiente il valore unitario degli aiuti soprattutto per i settori più colpiti dalla crisi del Covid. In altre parole: si sarebbe potuto dare di più e a più soggetti e, soprattutto, si sarebbe potuta evitare la nascita della categoria degli «esodati dai ristori», che soprattutto per le interruzioni nel fatturato 2019 (ad esempio per ristrutturazione dell’attività) non hanno fin qui ottenuto nulla e sperano negli emendamenti al decreto «sostegni-bis» per rimediare qualche aiuto”.
Indipendentemente da ciò, ci sono 2,8 miliardi da reindirizzare.
“Pare – aggiunge il presidente dell’Ascom Confcommercio – che ci sia già un orientamento per rifinanziare il fondo per la nuova Sabatini. Noi siamo convinti che una quota intorno ai 4-500 milioni potrebbe essere dirottata verso la rottamazione delle auto, una richiesta formulata a più riprese dal presidente dei nostri concessionari, Massimo Ghiraldo, per cercare di riportare le immatricolazioni ai livelli se non proprio del 2019 almeno a valori un po’ più robusti di quelli attuali. Infine si potrebbe ragionare su un rilancio del bonus alberghi e sull’estensione delle moratorie sui prestiti fino al 31 dicembre”.
Insomma si tratta di aggiustare il tiro.
“Le imprese – conclude Bertin – stanno facendo uno sforzo titanico per ritornare in linea di galleggiamento. Un aiuto, sia per ciò che riguarda le tasse che per quanto attiene ag li interventi, rappresenterebbe una bella iniezione di fiducia“.

Padova, 28 giugno 2021

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