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IMPRENDITORIA FEMMINILE: DALLA REGIONE VENETO ARRIVANO CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO.
CRISTOFANON (TERZIARIO DONNA ASCOM CONFCOMMERCIO PADOVA): “UN AIUTO CONCRETO ANCHE SE PER ALCUNI SETTORI LA CRISI E’ DRAMMATICA”

Non c’è tanto tempo perché le domande vanno presentate dal 9 al 24 febbraio. Per cui bisogna fare presto se si vuole accedere ai contributi a fondo perduto deliberati, su proposta dell’assessore Roberto Marcato, dalla giunta regionale e destinati alle imprese a prevalente o totale partecipazione femminile per un totale di un milione e mezzo di euro.
Nel darne notizia l’Ascom Confcommercio di Padova segnala di avere già provveduto ad attivare il proprio ufficio Finanza Agevolata di Ascom Servizi SpA (tel. 049 8209792, e-mail ada.damiano@ascompd.com), per fornire non solo le informazioni del caso ma anche per una valutazione gratuita della domanda.

“In particolare – commenta Elena Cristofanon, presidente di Terziario Donna Ascom Confcommercio Padova – si tratta di contributi a fondo perduto per l’acquisto di macchinari, impianti produttivi, hardware, attrezzature di fabbrica, nuovi mobili, opere edili, murarie, impiantistiche, software, brevetti, licenze, ecc. fino ad un massimo del 40 per cento di una spesa minima di 20mile euro sostenuta o che andrà sostenuta nel corso del 2021. Un aiuto concreto che merita di essere colto anche se non possiamo nasconderci che la crisi, soprattutto per alcuni settori, è drammatica”.

Il provvedimento, che si rivolge anche alle donne che intendono avviare a breve un’attività, ha come destinatarie le imprese individuali di cui siano titolari donne residenti in Veneto e le società (anche neocostituite) i cui soci e organi di amministrazione siano costituiti per almeno due terzi da donne residenti nel Veneto e nelle quali il capitale sociale è per almeno il 51% di proprietà di donne.

Per la cronaca, al 30 settembre 2020 (ultimo dato disponibile) le imprese femminili attive in provincia di Padova risultavano essere 17.705, pari al 20,5% del totale delle imprese provinciali e si concentravano soprattutto nei settori tradizionali del commercio, dell’agricoltura, del manifatturiero, mentre erano solo 199 quelle che operavano nel settore dell’arte, della cultura e dell’intrattenimento, tra i settori maggiormente colpiti dalle misure legate all’emergenza sanitaria, rappresentando l’1,1% di tutte le imprese femminili del territorio provinciale.

PADOVA 27 GENNAIO 2021

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