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IL 30% DELLE ATTIVITA’ DEL TERZIARIO E’ IN DIFFICOLTA’ NEL PAGAMENTO DELL’ACCONTO IN SCADENZA IL 30 NOVEMBRE.
CHI NON RIESCE AD ASSOLVERE ALL’OBBLIGO OPTA PER VERSAMENTI RATEALI “FAI DA TE”

E venne il giorno del versamento dell’acconto.
La scadenza del 30 novembre è infatti una delle più gravose del periodo perché al versamento del secondo o unico acconto delle imposte sui redditi, dall’IRPEF alla cedolare secca sugli affitti, si affianca anche il maxi appuntamento con le rate della pace fiscale relative al 2020 e al 2021 e, a titolo esemplificativo, l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.
Il tutto mentre i postumi delle chiusure dei mesi scorsi non sono stati affatto assorbiti e anzi le preoccupazioni per eventuali piccoli o grandi lockdown sono pur sempre una spada di Damocle sulla testa di migliaia di piccoli imprenditori. Risultato? Ci sono delle oggettive difficoltà.
“In effetti – spiegano all’ufficio tributario dell’Ascom Confcommercio di Padova – abbiamo una quota che si aggira intorno al 30% di imprenditori che si servono dei nostri servizi che hanno manifestato l’impossibilità di adempiere all’obbligo. Manca liquidità e accedere ancora al credito, questa volta per pagare le tasse, non sembra una via praticabile”.
E allora, che fare?
“Diciamo che più di qualcuno applicherà una sorta di “finanza fai da te”: se lo Stato non ha ritenuto di concedere la possibilità della rateazione, vorrà dire che la rateazione sarà gestita “in proprio” nel senso che si faranno versamenti successivi comprensivi delle penalità che, almeno per un primo periodo, non sono così pesanti”.
In pratica si farà di necessità virtù.
“Chi ha avuto la fortuna di appartenere ai settori che solo marginalmente sono stati colpiti dalla pandemia – concludono all’ufficio tributario dell’Ascom Confcommercio – stanno provvedendo regolarmente al pagamento dell’acconto (che poi è un acconto al 100%!). Gli altri sperano di assolvere al dovere civico del pagamento delle tasse in tempi successivi seppur ravvicinati”.
Nel frattempo tutti incrociano le dita: tra nuovi contagi e nuove varianti, la preoccupazione è per eventuali chiusure.
“Che – come ha avuto modo di dire il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin – vanno scongiurate con ogni mezzo e, soprattutto, col vaccino”.

PADOVA 29 NOVEMBRE 2021

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