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Massimo Ghiraldo (Concessionari Auto Ascom Confcommercio Padova): “Dato che sorprende ma non cambia la sostanziale difficoltà del settore tra le auto elettriche troppo care, punti di ricarica scarsi e autonomia insufficiente “
Tesla giù del 50%, la cinese Byd passa da 0 a 32

Come interpretare i dati di gennaio per quanto riguarda le immatricolazioni delle auto?
“Di sicuro – commenta Massimo Ghiraldo, presidente dei concessionari auto di Confcommercio Ascom Padova – è un’impresa ardua, anche perchè abbiamo un quadro generale sostanzialmente negativo al quale fa da contraltare un quadro minimamente positivo per il Veneto e decisamente migliore per Padova. Rimaniamo però tutti un po’ alla finestra perchè il nostro rischia di essere un vero e proprio “canto del cigno” che potrebbe riservare brutte sorprese”.

I dati di gennaio: Veneto e Padova controcorrente

E allora andiamo a confrontare i dati. In gennaio, mese tradizionalmente importante per chi intende dotarsi di un’auto nuova, le immatricolazioni in Italia sono state 133.692 con un calo del 5,9% sul 2024 e del 19,1% sul gennaio 2019, cioè sulla situazione ante-crisi da coronavirus. 

“Purtroppo – continua Ghiraldo – è piuttosto remota la possibilità di ritornare in tempi ragionevoli ai livelli ante-crisi, meno che mai di ritornare ai livelli dell’inizio del secolo quando le immatricolazioni (era il 2001) furono 272.126 e su quei livelli si mantennero fino al fallimento di Lehmann Brothers nel settembre 2008: un’era geologica fa”.

Detto questo, e sottolineato che il clima tra i concessionari non è dei migliori (“Abbiamo tante auto invendute”), la situazione in Veneto e a Padova sembra andare controcorrente. In regione lo scarto positivo è minimo: 9.388 vetture immatricolate nelle sette province a gennaio 2025 a fronte delle 9.357 del gennaio 2024 (+0,33%), mentre in provincia di Padova il guadagno di gennaio ’25 sul pari mese ’24 segna addirittura un +11,95% visto che si è passati dalle 1.808 vetture immatricolate un anno fa alle 2.024 del mese appena concluso.

“Effettivamente è un dato che non ci aspettavamo – continua il presidente dei concessionari auto di Confcommercio Ascom Padova – anche perchè il resto della regione o perde pesantemente (Belluno -18,55%; Rovigo -19,66%), o comunque veleggia intorno alla parità (+0,51% Treviso; +0,54 % Vicenza; -0,83% Verona e -1,87% Venezia). Resta pur sempre il vecchio adagio per cui “una rondine non fa primavera” e quindi, nonostante il dato positivo, siamo preoccupati perchè i “fondamentali”, come dicono gli economisti, non sono affatto buoni”. Preoccupano i fattori che ostacolano la diffusione delle auto elettriche: l’Italia è fanalino di coda tra i grandi Paesi dell’UE con una quota sulle immatricolazioni del 4,2%; i prezzi delle auto elettriche sono troppo elevati; i punti di ricarica sono una chimera e, cosa non banale nell’immaginario collettivo, c’è la convinzione che l’autonomia dell’auto elettrica sia insufficiente.

Le incognite della transizione energetica e l’andamento dei marchi

“Se a tutto questo – aggiunge Ghiraldo – aggiungiamo che di incentivi non si parla più e che guidare, con le nuove norme, è diventato un rischio, capiamo bene che non c’è da rallegrarsi nemmeno di fronte ad un quasi 12% che oggettivamente, rimane una sorpresa”.

Di sicuro i prossimi mesi saranno decisivi: la posizione dell’Italia sulla transizione energetica sembra trovare consensi tra gli altri Paesi dell’Unione Europea per cui a marzo nell’Unione si aprirà un confronto sulla transizione energetica, che potrebbe portare a posizioni meno intransigenti. Niente a che vedere con quello che potrebbe succedere nell’America di Trump, ma questo è un altro discorso.

Per concludere due note sui marchi che a gennaio sono andati meglio. 
Sul gradino più alto del podio sale Dacia che con 194 immatricolazioni contro le 140 del gennaio 2024 segna un +38,57%. Segue Toyota che immatricola 174 vetture contro le 181 di un anno fa e dunque registra un -3,87%. Terza piazza per una rediviva Fiat che passa da 112 (gennaio ’24) a 130 (gennaio ’25) con un aumento del +16,07%. Da registrare, infine, la discesa del 50% di Tesla che resta con 9 immatricolazioni rispetto alle 18 di un anno fa e, per contro, l’ascesa della cinese BYD che passa da 0 a 32. La Cina è sempre più vicina!

PADOVA 6 FEBBRAIO 2025

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