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La presidente dei fioristi dell’Ascom Confcommercio di Padova, Eleonora Dallan, nella delegazione che al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha presentato una serie di proposte per rilanciare il commercio di prossimità di fiori e piante

C’era anche la presidente dei fioristi dell’Ascom Confcommercio di Padova, Eleonora Dallan, all’incontro avuto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e che faceva a seguito ad una lettera inviata da Federfiori Confcommercio alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e al Ministro Adolfo Urso.

Nella lettera il presidente nazionale della categoria Rosario Alfino, dopo aver sottolineato come nel breve volgere di un decennio i negozi di prossimità che vendono fiori si siano ridotti da 17mila a meno di 5mila e dopo avere elencato le cause del fenomeno (cambio delle abitudini di consumo; aumento del costo delle materie prime, assenza di politiche di sostegno specifiche ed espansione (non sempre corretta) della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), avanzava anche delle proposte.

“Proposte che abbiamo presentato – spiega Dallan – ai funzionari del Ministero e che possiamo riassumere in 4 punti.
Primo: sgravi fiscali e riduzione del carico contributivo per le microimprese del settore; Secondo: accesso agevolato al credito, incentivi alla digitalizzazione e, soprattutto, formazione; Terzo: misure di promozione del prodotto “fiore e piante” in quanto espressione non solo di un’eccellenza italiana ma anche di una cultura e di una sostenibilità e, infine, Quarto, maggiori controlli per la vendita di fiori e pianti nella GDO in modo da evitare distorsioni di mercato e svalutazione del prodotto floreale”.

Al ministero hanno assicurato che le proposte verranno tenute nella debita considerazione ma nel frattempo?

“Nel frattempo – aggiunge Dallan – dobbiamo insistere sulla formazione e sulla qualità. Il fiore comprato al semaforo non è un omaggio rivolto a chi lo riceve, è semplicemente una giustificazione, anche gretta, di chi all’ultimo momento ha cercato di salvarsi in corner. Viceversa, un fiore trattato da un professionista (e per questo serve una formazione che non riguarda solo il confezionamento, ma abbraccia storia, arte, persino cultura popolare del territorio) è la dimostrazione di un omaggio pensato, voluto e la cui motivazioni di fondo non sfuggiranno a chi lo riceve. Acquistare un fiore, non è mai un acquisto superfluo e un negozio di fiori non è mai solo un’attività commerciale; è un presidio di bellezza, di cultura e di umanità nel cuore delle nostre città e dei nostri paesi. Senza fioristi l’Italia perderebbe uno dei suoi tratti più autentici. Per cui: governo e istituzioni si facciano carico del problema e affrontino una crisi strutturale che da oltre un decennio minaccia i negozi di fiori e piante in Italia”.

PADOVA 23 SETTEMBRE 2025

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