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Ogni anno 5 milioni i tonnellate di cibo finisce in pattumiera 
Oscar Semenzato (Confcommercio Padova): “Per sprecare di meno, compriamo quotidianamente nei negozi alimentari di prossimità”

Qualcosa come 5 milioni di tonnellate di cibo. E’ questa la cifra, impressionante, che riguarda lo spreco alimentare nel nostro Paese. Tradotto in moneta sonante si tratta di 13 miliardi e mezzo di euro suddivisi tra 7,363 miliardi sprecati nelle case, di 4 miliardi nella distribuzione e di 862 milioni nell’industria.
Dati del “Caso Italia 2026”, il nuovo Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International diffuso in vista della tredicesima Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare del 5 febbraio, indetta dalla campagna pubblica di sensibilizzazione “Spreco Zero”.
Si diceva: numeri impressionanti, ma meno dell’anno scorso. Lo spreco alimentare, misurato a gennaio, è sceso di 63,9 grammi settimanali, da 617,9 grammi a 554, rispetto alla rilevazione effettuata nel febbraio 2025.

“Si tratta di “soli” 79,14 grammi al giorno per ciascuno di noi – commenta il presidente degli alimentaristi della Fida Confcommercio Padova, Oscar Semenzato – ma restiamo pur sempre al di sopra della media europea. Scendere sotto quella media dev’essere un impegno di tutti considerato anche che la cucina italiana è diventata patrimonio Unesco”.

Il Rapporto dell’Osservatorio si spinge a segmentare il dato. E così si scopre che la generazione che spreca di meno è quella dei “boomers”, cioè i nati fra il 1946 e il 1964 che, forse perché cresciuti in un momento storico post bellico, danno più valore al cibo e fissano lo spreco settimanale pro capite medio della loro famiglia a 352 grammi.
Sprecano di più – continua Semenzato riferendosi ai dati del Rapporto – le generazioni più giovani con una progressione che segue esattamente le date di nascita: e quindi, nell’ordine, generazione X, “millennials” e generazione Z”.

Di sicuro c’è però consapevolezza: il 94% degli italiani dichiara infatti la sua attenzione alla questione. Fra questi, il 63% getta qualcosa meno di una volta a settimana e solo il 14% spreca quasi quotidianamente. Si spreca un po’ meno al Nord (516 grammi settimanali, -7%) e un po’ di più al Centro (570,8 grammi settimanali, +3%) e al Sud (591,2 grammi settimanali, +7%).

Tra i cibi più “sprecati” ci sono la frutta fresca (22,2 grammi a settimana), la verdura fresca (20,6 grammi) e il pane fresco (19,6 grammi). 
“Il Rapporto – conclude il presidente della Fida Confcommercio Padova – sostiene che in generale gli italiani sprecano per cause prevalentemente organizzative: cattiva conservazione del cibo nel 38% dei casi, dimenticanza per il 33% e sovra-acquisto per il 28%. Tutte negatività alle quali si potrebbe porre rimedio se solo si comprasse quotidianamente ciò che serve e, soprattutto, se si privilegiassero i negozi alimentari di prossimità, i panifici, comunque quei servizi “al banco” dove si possono comprare anche 50 grammi di prosciutto evitando ciò che è già confezionato e che, di solito, ha pezzature più elevate”.

PADOVA 4 FEBBRAIO 2026

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