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“Lo temevo: ognuno ha preso un pezzo della mia proposta per adattarla ai propri “desiderata”, ma non c’è dubbio che abbiamo bisogno di parcheggi”

Diciamo pure che un po’ se l’aspettava.
“Più che aspettarmelo, lo temevo. E, purtroppo, così è stato: ognuno ha preso un pezzo della mia proposta per adattarla ai propri “desiderata”. Solo che così la città non va da nessuna parte”.
Patrizio Bertin è troppo navigato per scandalizzarsi, ma non abbastanza per rinunciare a ribadire il proprio pensiero.

“Credevo di essere stato chiaro quando sono intervenuto su piazza Insurrezione, facendo innanzitutto una premessa: Padova ha bisogno di una politica dei parcheggi che favorisca l’afflusso delle auto in città non che le respinga e, in questo modo, si aiuti a mantenere vivo un tessuto commerciale che non è solo fattore economico ma è anche fattore sociale e, soprattutto, è presidio di sicurezza. L’idea di liberare piazza Insurrezione dalle auto per valorizzarla è quindi subordinata alla scelta di sostituire i 120 stalli della piazza con un parcheggio ex novo in altezza di almeno 800 posti, in prossimità del centro. E prossimità vuol dire che già la zona Fiera è distante. Poi, sul Central Park di via Annibale da Bassano confermo che la sua vocazione è essenzialmente quella di servizio nei confronti della stazione ferroviaria, ma non nego che potrebbe essere uno sfogo, in aggiunta agli 800 posti del nuovo, per chi vuole parcheggiare non distante dal centro purchè il parcheggio stesso venga bonificato dal degrado che lo caratterizza adesso e che lo rende, di fatto, inutilizzabile e inutilizzato”.

Dunque non è certo un Bertin contro le auto, ma un Bertin che vorrebbe una città bella, frequentata, raggiungibile, con spazi ampi, dove la gente possa ritrovarsi, frequentare locali, fare acquisti.
“In questo senso piazza Insurrezione libera sarebbe un “plus”, ma una città senza parcheggi è sicuramente un “minus” e, adesso come adesso, Padova è una città con penuria di parcheggi”.
Su questo, in via preliminare e depurato dall’ideologia, il presidente di Confcommercio Padova si augura si sviluppi il dibattito.
“Poi un archistar lo si trova per fare di piazza Insurrezione un nuovo salotto urbano!”

PADOVA, 22 MARZO 2026

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