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31/01/2018 - Approvati i modelli definitivi di REDDITI 2018, CNM e IRAP

Approvati i modelli definitivi di REDDITI 2018, CNM e IRAP

Con quattro distinti Provvedimenti datati 30 gennaio 2018 sono stati pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate i modelli REDDITI 2018 (corredati delle relative istruzioni) relativi a:

·         Persone fisiche (PF);

·         Società di Capitali (SC);

·         Società di Persone (SP);

·         Enti non commerciali (ENC).


Sono stati inoltre approvati i modelli 2018 e le istruzioni relativi a:

·         Consolidato nazionale e mondiale (CNM) e

·         IRAP.

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Termine di conservazione elettronica delle dichiarazioni fiscali: Risoluzione

Con Risoluzione 29 gennaio 2018, n. 9, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito ai termini di conservazione elettronica delle dichiarazioni fiscali.
In particolare l’Agenzia ha precisato che la conservazione dei documenti informatici, ai fini della rilevanza fiscale, deve essere eseguita entro il terzo mese successivo al termine di presentazione delle relative dichiarazioni annuali, da intendersi, per semplificazione, con il termine di presentazione delle dichiarazioni annuali.
Con riferimento alla conservazione dei modelli dichiarativi, per il calcolo del termine di scadenza per la conservazione, occorre fare riferimento all’anno di produzione e trasmissione del documento.
A titolo esemplificativo, per il Mod. REDDITI 2017 (anno di imposta 2016), essendosi formato il documento nel 2017, si considera il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi dell’anno di imposta 2017 (Mod. RED DITI 2018) che è fissato al 31 ottobre 2018. Da tale data vanno conteggiati tre mesi, che portano, pertanto, il termine entro il quale provvedere alla conservazione digitale dei documenti informatici, inviati nel 2017, al 31 gennaio 2019.

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Reintegrato presso il datore di lavoro terzo il dipendente impiegato con un appalto fittizio

La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 2303 pubblicata il 30 gennaio 2018, ha riconosciuto l’esistenza di un appalto fittizio, per mera fornitura di manodopera ex articolo 29 del D.Lgs n. 276/2003, tra un lavoratore e un’impresa, accogliendo il ricorso del dipendente che chiedeva la reintegra presso il datore di lavoro che formalmente non era il suo.
I giudici della Corte Suprema hanno infatti precisato che nel caso in specie ben può applicarsi quanto previsto dalla Legge n. 92/2012 sull’impugnazione del recesso datoriale da parte del lavoratore che chiede l’applicazione della tutela ex articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, indipendentemente dalla relazione originale intercorrente tra le parti. La tutela dell’articolo 18, chiariscono i giudici, può essere chiesta non solo quando il rapporto è "in nero", ma anche qualora il rapporto intercorra con un soggetto div erso rispetto a quello con cui formalmente il rapporto è instaurato.

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Lavoratori domestici: contribuzione per l’anno 2018

L’INPS, con la Circolare n. 15 del 29 gennaio 2018, comunica l’importo dei contributi dovuti per l’anno 2018 per i lavoratori domestici.
Preme evidenziare che, rispetto all’anno scorso, per l’anno 2018 sono state modificate sia le fasce di retribuzione che l’importo dei contributi orari.

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Depenalizzazione omesso versamento ritenute: vale solo il mese oggetto di contestazione, non l’anno di riferimento

Con la Sentenza n. 4206 del 30 gennaio 2018 la Corte di Cassazione precisa che l’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali si applica anche alle condanne definitive; il giudice dell’esecuzione chiamato a revocare la sentenza a carico del datore di lavoro non può rivisitare il giudizio di merito.
Non può verificarsi, per effetto della depenalizzazione dell’omesso versamento di ritenute, un’inversione dell’onere della prova.
Tocca quindi al p.m. la contestazione di eventuali e ulteriori mensilità rimaste inevase che determinano il superamento della soglia di punibilità (10.000 euro) con riferimento all’annualità oggetto di contestazione; non può essere quindi il datore di lavoro a dover dimostrare la propria non colpevolezza.

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Dirigente risarcito per il danno da perdita di chance

Secondo la Corte di Cassazione al dirigente va riconosciuto il risarcimento del danno per perdita di chance, nell’ipotesi della mancata assegnazione da parte dell’azienda di obiettivi da raggiungere.
La Suprema Corte, con l’Ordinanza n. 2293 del 30 gennaio 2018, ha chiarito che il danno, di natura patrimoniale, non si sostanzia nella perdita di un vantaggio economico, ma nella mera possibilità di ottenerlo in base ad una valutazione da effettuare ex ante.

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Lavoro a chiamata: nessuna deroga per le imprese alimentari artigiane

Con l’Interpello n. 1 del 30 gennaio 2018, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito risposta ad un’istanza presentata dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro in materia di lavoro intermittente.
Il Ministero prende a riferimento il Regio Decreto n. 2657/1923, nel quale sono elencate le ipotesi in cui risulta ammissibile la stipulazione di contratti di lavoro intermittente, in assenza dei requisiti soggettivi.
Secondo il Ministero, per essere oggetto del lavoro a chiamata, l’attività si deve svolgere esattamente nei settori indicati e la nozione di "esercizi pubblici in genere" contenuta al punto 5 del Regio Decreto non può essere estesa anche alle imprese artigiane alimentari, non operanti nel settore dei pubblici esercizi.

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