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05/02/2018 - Chiarimenti in materia di consolidato: Risoluzione

Chiarimenti in materia di consolidato: Risoluzione

Con Risoluzione 2 febbraio 2018, n. 13, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla disciplina del consolidato.
In particolare, l’Agenzia ha chiarito che, nel caso di fusione per incorporazione di una società consolidante con una società esterna al consolidato, non si applica in via analogica l’art. 13, commi 5 e 6 del DM 9 giugno 2004 se il soggetto incorporante sia una SPAC (Special Purpose Acquisition Company).

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Esenzione dall’IMU agricola per i terreni montani: Sentenza

Con Sentenza 21 novembre 2017, n. 17/2018 la Corte Costituzionale ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale riguardante l’esenzione dal pagamento dell’IMU agricola, per gli anni 2014 e 2015, per i terreni classificati totalmente montani o parzialmente montani, quando posseduti e condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali, ubicati nell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istat.
I giudici, rigettando le censure della Regione Sardegna e del TAR del Lazio, hanno inoltre precisato che la caratteristica di "montanità" non viene individuata esclusivamente da un criterio altimetrico (l’80% della superficie del territorio comunale deve essere situata al di sopra dei 600 metri) ma sono presi in considerazione anche i parametri di bassa redditività.

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INPS: conseguenze della variazione degli interessi legali

L’INPS, con la Circolare n. 23 del 2 febbraio 2018, illustra i riflessi sul calcolo delle somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali della variazione allo 0,3% del saggio di interesse legale.
Tale variazione è operativa dal 1° gennaio 2018.

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Sì al risarcimento del danno oltre le tabelle milanesi per le gravi sofferenze patite dal lavoratore morto di amianto

Con l’Ordinanza n. 2598 del 2 febbraio 2018, la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso presentato da una S.p.a., conferma il risarcimento del danno biologico pari a 1.000 euro al giorno (e non a 800) dalla diagnosi fino al decesso del lavoratore.
Il giudice può riconoscere al lavoratore morto per l’esposizione all’amianto in fabbrica un risarcimento superiore ai limiti di valore delle tabelle milanesi, se motivato in modo specifico, ad esempio perché il danneggiato non è vissuto molto oltre il momento in cui gli è stata diagnosticata la malattia, ma lo ha fatto fra gravi sofferenze.
Si legge nell’ordinanza che "nella liquidazione del danno biologico, quando manchino criteri stabiliti dalla legge, l’adozione della regola equitativa di cui all’art. 1226 c.c. deve garantire non solo l’uniformità di giudizio di fronte a casi analoghi, prendendo come riferimento le tabelle del Tribunale di Milano, ma anche una adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto".

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Accordo aziendale: non necessaria la forma scritta per la stipula e la disdetta

Secondo la Corte di Cassazione per la stipula dell’accordo aziendale non è richiesta necessariamente la forma scritta, ma è ammessa la conclusione anche per fatti concludenti e, di conseguenza, una delle parti può dare la disdetta anche a voce, a meno di un’eventuale diversa pattuizione scritta precedentemente raggiunta dalle parti.
La Suprema Corte, con la Sentenza n. 2600 del 2 febbraio 2018, ha chiarito che il principio di libertà delle forme trova applicazione anche rispetto all’accordo o al contratto collettivo di lavoro di diritto comune e che spetta alla parte che eccepisce l’avvenuto recesso l’onere della prova e se gli altri contraenti hanno chiesto di metterlo per iscritto la prima deve dimostrare che la successiva dichiarazione era solo confermativa.

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