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21/03/2018 - Pubblicata la tabella delle aliquote comunali IRPEF

Pubblicata la tabella delle aliquote comunali IRPEF

In data 19 marzo 2018, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito internet l’elenco delle aliquote per la determinazione dell’addizionale comunale all’IRPEF per il saldo 2017 e per l’acconto 2018 (Mod. 730/2018 e REDDITI- PF 2018).
La tabella contiene anche le soglie di esenzione previste dai Comuni e la gestione di particolari condizioni agevolative.
È stata descritta anche la gestione prevista nel caso di compilazione della casella "fusione comuni" nella dichiarazione dei redditi (Caso particolare G) e le situazioni relative ai comuni di nuova istituzione al 1/1/2018 presenti nella penultima colonna della tabella.

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Obbligo contributivo anche per i c.d. "artigiani di fatto": Messaggio INPS

Con Messaggio 14 marzo 2018, n. 1138, l’INPS ha fornito chiarimenti in merito all’obbligo contributivo per i c.d. "artigiani di fatto", illustrando, inoltre, gli esempi più frequenti di soggetti erroneamente iscritti alla gestione artigiani.
In particolare, l’INPS, ha precisato che, ai sensi dell’art. 6, comma 2, lett. f-sexies), Legge n. 106/2011, il soggetto privo dei requisiti di legge per lo svolgimento di attività artigiana (c.d. "artigiani di fatto"), e quindi per l’iscrizione alla gestione artigiani, non può essere esonerato dall’adempimento degli obblighi previdenziali per il periodo di esercizio effettivo dell’attività.
Pertanto, se a seguito di verbale di accertamento ispettivo emerge una pregressa decorrenza di attività non dichiarata, avviene l’immediata iscrizione alla gestione artigiani INPS ed in tal caso:

·         per quanto concerne la decorrenza del l’iscrizione, essa coinciderà con la data di inizio dell’attività, nei limiti della prescrizione quinquennale;

·         il soggetto rimarrà iscritto alla gestione previdenziale artigiani fino alla data di emissione della delibera della Commissione Provinciale Artigianato (o Organismo equipollente) che ne decreterà la cancellazione trattandosi appunto di esercizio abusivo di attività artigiana.

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Legittimità del licenziamento disciplinare intimato prima del passaggio in giudicato della sentenza

Con l’Ordinanza n. 6937 del 20 marzo 2018 la Corte di Cassazione, rigettando il ricorso presentato dal lavoratore, ha stabilito che il datore di lavoro può licenziare il dipendente, condannato in via definitiva per reati anche non riguardanti la prestazione lavorativa.
Si tratta infatti di fatti talmente gravi da ledere la moralità del lavoratore e, quindi, il rapporto di fiducia necessario per la prosecuzione del rapporto.

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Assegno di natalità 2018: istruzioni operative INPS

L’INPS, con la Circolare n. 50 del 19 marzo 2018, illustra la disciplina e le modalità di richiesta dell’assegno di natalità riconosciuto per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018.
Preme ricordare che la misura dell’assegno dipende dal valore dell’ISEE. In particolare, l’importo annuo dell’assegno è pari a:

·         960 euro (80 euro al mese per massimo 12 mesi), nel caso in cui il valore dell’ISEE minorenni non sia superiore a 25.000 euro annui;

·         1.920 euro (160 euro al mese per massimo 12 mesi), nel caso in cui il valore dell’ISEE minorenni non sia superiore a 7.000 euro annui.

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Ristoro equitativo nel caso del part-time a chiamata

Con l’Ordinanza n. 6900 del 20 marzo 2018, la Corte di Cassazione ha stabilito il risarcimento equitativo a carico dell’azienda se nel contratto part-time la società si riserva una turnazione da disporre unilateralmente.
Nel caso del part-time a chiamata "risulta in re ipsa il danno per il dipendente che è costretto a mettere le sue energie a disposizione dell’azienda per un tempo maggiore di quello effettivamente lavorato".
Secondo la Corte di Cassazione tempi di vita e tempi di lavoro devono restare separati in modo netto.

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No ai controlli sull’adempimento dell’attività lavorativa da parte di un investigatore privato

La Corte di Cassazione, nel confermare la legittimità del licenziamento per giusta causa di un impiegato sorpreso a lavorare durante i congedi parentali, ha chiarito che non sono consentiti i controlli dell’agenzia di investigazioni sull’adempimento dell’attività lavorativa del dipendente.
Con la Sentenza n. 6893 del 20 marzo 2018 viene precisato che l’intervento dell’agenzia è ammesso se finalizzato alla verifica di atti illeciti del lavoratore, non riconducibili al mero inadempimento dell’obbligazione; il controllo è possibile anche in presenza del solo sospetto o della mera ipotesi che i comportamenti illeciti siano in corso di esecuzione.

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Dipendente licenziabile anche in caso di contestazione senza i nomi di tutte le lavoratrici molestate

Con la Sentenza n. 6889 del 20 marzo 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo un motivo del ricorso incidentale di un datore di lavoro, ha stabilito che può scattare il licenziamento del lavoratore accusato di molestie alle colleghe, anche se nella contestazione non sono riportati i nomi di tutte le lavoratrici coinvolte.
Secondo la Suprema Corte, infatti, ciò non pregiudica necessariamente il diritto di difesa del dipendente.

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Licenziato il dipendente che rifiuta sempre di andare in trasferta con la scusa della salute

Con la Sentenza n. 6896 del 20 marzo 2018 la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso presentato da un operaio, ha ritenuto legittimo il licenziamento del dipendente che rifiuta senza motivo e sistematicamente di andare in trasferta, adducendo scuse collegate a motivi di salute.
In questo caso l’insubordinazione è collegata "al ripetuto e ingiustificato contravvenire del lavoratore alle direttive organizzative aziendali a fronte di una disponibilità alle trasferte che, in ragione delle caratteristiche dell’attività svolta dalla società, costituiva un elemento essenziale della prestazione lavorativa".

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