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20/04/2018 - Fatturazione elettronica obbligatoria: autorizzazione da parte del Consiglio UE

Fatturazione elettronica obbligatoria: autorizzazione da parte del Consiglio UE

Il consiglio UE, con decisione di esecuzione, ha autorizzato l’Italia ad introdurre l’obbligo della fatturazione elettronica tra i soggetti passivi e nei confronti dei consumatori finali, ad esclusione dei soggetti passivi che si avvalgono del c.d. regime dei "contribuenti minimi", oppure del c.d. "regime forfetario".
Risultano, pertanto, legittime le disposizioni che prevedono l’obbligo di emissione delle fatture esclusivamente in formato elettronico (XML), e l’utilizzo del "Sistema di Interscambio" (SDI), gestito dall’Agenzia delle Entrate.
Tale autorizzazione, quale deroga alla direttiva CE n. 112/2006, ha effetto temporaneo, e si applica a partire dal 1° luglio 2018 al 31 dicembre 2021.
Qualora l’Italia ritenesse opportuno richiedere una proroga dovrà, congiuntamente alla domanda di proroga, presentare alla Commissione una relazione che attesti:

·         l ’efficacia delle disposizioni nazionali ai fini della lotta alla frode e all’evasione dell’IVA e della semplificazione della riscossione delle imposte;

·         l’incidenza di tali misure tra i soggetti passivi, ed in particolare se tali misure aumentino gli oneri e i costi amministrativi facenti capo a essi.

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Nessun differimento per le nuove regole privacy europee: Comunicato del Garante

Nelle ultime settimane sono circolate in internet notizie circa l’intenzione del Garante della privacy di "differire" di sei mesi l’effettuazione dei controlli e conseguentemente l’applicazione delle sanzioni previste dal nuovo Regolamento privacy europeo.
Con Comunicato Stampa 19 aprile 2018, il Garante della privacy ha invece affermato che non vi sarà alcun differimento dello svolgimento delle funzioni ispettive e sanzionatorie previste dal Regolamento UE n. 2016/679, che pertanto sarà pienamente applicabile dal prossimo 25 maggio 2018.

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Ministero del Lavoro: aggiornato il modulo TFR2

Ministero del Lavoro, con il Decreto 22 marzo 2018 pubblicato sulla GU n. 91 del 19 aprile 2018, ha aggiornato il modulo TFR2 relativo alla scelta per la destinazione del trattamento di fine rapporto.
L’aggiornamento del modulo si è reso necessario a seguito della possibilità, per il lavoratore, di poter determinare liberamente la misura della contribuzione a proprio carico.

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Impugnazione del recesso intimato durante il tempo determinato e successiva conversione

Con la Sentenza n. 9409 del 17 aprile 2018, la Corte di Cassazione ha stabilito che impugnare il licenziamento intimato in pendenza di contratto di lavoro a termine non ancora scaduto non preclude la possibilità di chiedere successivamente la conversione a tempo indeterminato, se nel frattempo il recesso sia stato annullato.
La validità del termine non è infatti antecedente logico della domanda di annullamento del licenziamento e non forma oggetto di giudicato implicito.

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