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02/09/2011 - Annullate le dimissioni del lavoratore in stato di "incapacità naturale"

 

Decreto per la stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo: i primi emendamenti

Il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha presentato in data 1 settembre 2011 il nuovo pacchetto di emendamenti al D.L. 13 agosto 2011, n. 138, c.d. Manovra di Ferragosto:

riconoscimento del 100% del maggior gettito recuperato ai Comuni che collaboreranno alla lotta all'evasione, premio che non verrà riconosciuto qualora non dovessero istituire entro il 31 dicembre 2011 i Consigli tributari;

possibilità di pubblicazione sui siti internet dei Comuni delle dichiarazioni dei redditi di determinate categorie di contribuenti;

maggiorazione del 10,5% sull'aliquota IRES (che passa dal 27,5% al 38%) per le società di comodo;

obbligo di indicare nelle dichiarazioni dei redditi gli estremi di tutti i rapporti intrattenuti con le banche con possibilità di controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate;

eliminazione del contributo di solidarietà;

sconto di sanzioni per imprese e professionisti con ricavi e compensi non superiori a 5 milioni di euro, in caso di violazione delle dichiarazioni Irpef e IVA, se utilizzano strumenti di pagamento tracciabili;

aumento dal 30% al 40% della tassazione sugli utili accantonati a riserva per le cooperative;

detenzione in luogo della sospensione condizionale della pena qualora l'imposta evasa o non versata sia superiore ai 3 milioni di euro;

previsione di norme antielusive più stringenti per i casi di concessione di godimento di beni dell'impresa a soci a familiari.

 

 

Manovra correttiva, primi chiarimenti delle Entrate

Con Circolare 4 agosto 2011, n. 41, l'Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti sulle disposizioni del D.L. n. 98/2011, c.d. Manovra correttiva. Tra gli altri, sono stati forniti chiarimenti sulle disposizioni di cui all'articolo 23 del citato Decreto, in materia di:

modifiche al regime degli interessi intragruppo (commi da 1 a 4);

riduzione dell'aliquota della ritenuta d'acconto su bonifici (comma 8);

riallineamento dei valori fiscali e civilistici per avviamento e altre attività immateriali (commi da 12 a 15);

chiusura d'ufficio delle partite IVA inattive (commi 22 e 23);

riduzione delle sanzioni in presenza di lievi ritardi (comma 31);

disposizioni in materia di comunicazioni delle operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate (comma 41).

 

 

Attività di consulenza giuridica dell'Agenzia delle Entrate: Circolare

Con Circolare 5 agosto 2011, n. 42, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all'attività di consulenza giuridica fornita dalla stessa Agenzia e agli Uffici competenti a fornirla.

L'attività di consulenza giuridica consiste nell'interpretazione delle norme "finalizzata all'individuazione del corretto trattamento fiscale di fattispecie riferite a problematiche di carattere generale". Legittimati a richiedere la consulenza giu ridica sono, oltre agli uffici dell'Amministrazione finanziaria (soggetti interni) anche soggetti esterni quali: associazioni di categoria, ordini professionali e gli enti pubblici in generale, comprese le altre Amministrazioni statali.

Il valore del parere fornito dall'Agenzia delle Entrate dipende dal soggetto richiedente la consulenza giuridica. Infatti, se la richieste proviene:

da un soggetto interno, esso costituisce atto di indirizzo e coordinamento;

da un soggetto esterno, esso non è vincolante né per il soggetto richiedente, né per i soggetti da esso rappresentati; il soggetto che comunque si uniforma a tale parere non è sanzionabile.

Esso deve essere fornito entro il termine (ordinatorio) di 120 giorni dalla ricezione dell'istanza.

 

 

Annullate le dimissioni del lavoratore in stato di "incapacità naturale"

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 17977 del 1° settembre 2011, ha deciso l'annullamento delle dimissioni del lavoratore che, stante le precarie condizioni di sa lute del padre (successivamente deceduto) non aveva ottenuto le ferie richieste all'azienda per seguire da vicino il padre malato, e di conseguenza si era dimesso.

La Suprema Corte ha ritenuto che tale decisione da parte del lavoratore sia stata presa in uno stato di incapacità naturale, conseguente alle gravi condizioni del genitore. In particolare, la Corte ha ribadito che "perché l'incapacità naturale del dipe ndente possa rilevare come causa di annullamento delle sue dimissioni, non è necessario che si abbia la totale privazione delle facoltà intellettive e volitive, ma è sufficiente che tali facoltà risultino diminuite in modo tale da impedire od ostacolare u na seria valutazione dell'atto ed una volontà cosciente, facendo quindi venire meno la capacità di autodeterminazione del soggetto e la consapevolezza in ordine all'atto che sta per compiere.".

 

 

Modello 730/2010: adeguamento dei compensi per i sostituti d'imposta

Sul sito internet del Ministero dell'Economia e delle Finanze è stato pubblicato il testo del Decreto 14 giugno 2011 con il quale sono stati adeguati i compensi spettanti ai sostituti d'impo sta ed ai CAF/professionisti abilitati per l'attività di assistenza fiscale svolta nell'anno 2010.

In particolare il suddetto decreto stabilisce che il compenso spettante ai sostituti d'imposta per ciascun modello 730/2010 elaborato e trasmesso è elevato da euro 12,82 a euro 13,03.

 

 

Cassazione: INPS condannato a pagare la pensione di invalidità al marocchino

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 17996 del 1° settembre 2011, ha condannato l'Istituto di Previdenza a corrispondere la pensione di invalidità al lavoratore ma rocchino titolare del permesso di soggiorno ma non anche della carta di soggiorno, così come richiesto, invece, dall'articolo 80, comma 19, della Legge n. 388/2000 (Finanziaria 2001).

La Corte, richiamando norme europee secondo le quali esiste un accordo tra la CEE e il Regno Maghrebino, secondo il quale ai cittadini di detto Stato che lavorano in Europa sono garantiti gli stessi diritti dei cittadini europei in fatto di sicurezza soci ale, ha di fatto dichiarato l'incompatibilità tra il richiamato articolo della Finanziaria 2001 e la normativa europea che sancisce il principio di non discriminazione in fatto di prestazioni previdenziali.