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09/02/2011 - Interessi di mora fermi all'8%

Interessi di mora fermi all'8%: Comunicato Ministero Economia e Finanze

Anche per il primo semestre del 2011 gli interessi di mora sono pari all'8%: a definirlo è un comunicato del Ministero delle Economia e delle Finanze pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 8 febbraio 2011, n. 31.

Il valore che è fermo all'8% dal 1° luglio 2009, in base al D.L. n. 231/2002, è dato dalla somma del saggio di interesse, 1%, al netto della maggiorazione del 7%. Per gli alimenti deteriorabili, invece, gli interessi sono pari al 10%, visto che la maggiorazione, rispetto al tasso base, è del 9%.

Compensi trasparenti per dirigenti ed amministratori nelle società quotate

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 7 febbraio 2011, n. 30, il D.Lgs. 30 dicembre 2010, n. 259 "Recepimento delle Raccomandazioni della Commissione europea 2004/913/ CE e 2009/385/CE in materia degli amministratori delle società quotate".

Il Decreto, finalizzato a rendere trasparenti i compensi destinati ad amministratori e dirigenti delle società quotate, prevede, tra l'altro, il deposito di una relazione sulla remunerazione, almeno 21 giorni prima dell'approvazione del bila ncio.

Tale relazione, che dovrà essere messa a disposizione del pubblico, e che dovrà essere sottoposta ad un voto non vincolante dell'assemblea, prevede che siano indicati:

la politica perseguita dalla società in materia di compensi, e la procedura seguita per raggiungere tale politica;

per ogni membro dell'organo e/o per i direttori generali in forma aggregata, le voci che compongono ciascun tipo di compenso corrisposto.

È indeducibile la polizza dell'ex coniuge: Sentenza della Cassazione

Con Sentenza 31 gennaio 2011, n. 2236, la Corte di Cassazione ha stabilito, rigettando il ricorso di un contribuente, che il pagamento della polizza vita a favore dell'ex co niuge non può essere dedotto dal reddito complessivo dichiarato dal marito divorziato, anche se tale pagamento è stato disposto dal Tribunale a seguito della causa per la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Infatti, la deduzione IRPEF prevista dall'art. 10 TUIR è applicabile limitatamente all'assegno di mantenimento, e quindi viene meno qualora l'ammontare del premio della polizza venga interamente versato alla società assicuratrice anziché direttamente all' ex coniuge.

INPS: nuovo sistema di deleghe per i soggetti abilitati

L'INPS, con Circolare n. 28 dell'8 febbraio 2011, afferma che decorrere dalle denunce contributive relative al periodo di paga "aprile 2011", per i soggetti abilitati alla cura degli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, ivi compresa la trasmissione telematica della documentazione previdenziale, entra a regime un nuovo sistema di deleghe, reso disponibile sul sito i nternet dell'Istituto dal 7 febbraio 2011.

Abilitati ad operare in qualità o per conto del datore di lavoro, sono oltre agli stessi datori di lavoro, gruppi d'impresa o consorzi di società cooperative, gli intermediari autorizzati ai sensi della Legge n. 12/1979, che potranno operare in nome e per conto dei datori di lavoro sulla base di deleghe rese per iscritto dal delegante, utilizzando il modulo appositamente predisposto e allegato alla circolare.

I soggetti abilitati che siano già dotati di PIN potranno continuare ad operare con quello già in uso.

L'insulto non giustifica il licenziamento per giusta causa, purché sia un episodio isolato

Accade talvolta che in ufficio il lavoratore perda le staffe nei confronti del diretto superiore, ma se il fatto rappresenta un caso isolato non integra l'ipotesi di licenziamento per giusta causa. Così ha stabilito la Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 3042 dell'8 febbraio 2011, confermando le sentenze del giudice di primo grado (Tribunale di Catanzaro) e della corte di Appello.

La lite era avvenuta di fronte ai colleghi delle parti in causa e in ufficio, dove il lavoratore si era lasciato andare ad alcune espressioni particolarmente ingiuriose. Conseguenza immediata è stata la decisione dell'azienda di licenziare il dipendente, invocando quella "particolare gravità" del comportamento richiesta ai fini del provvedimento espulsivo dal contratto collettivo di categoria. Tuttavia, la Corte ha ritenuto che tale "particolare gravità" non caratterizzasse l'episodio in questione, reinte grando così il dipendente presso il posto di lavoro.