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Procure speciali esenti da bollo: Risoluzione Agenzia Entrate |
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Con Risoluzione 9 febbraio 2011, n. 13, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che sono esenti dall'imposta di bollo la procura speciale e la relativa autentica, con le quali il contribuente incarica un professionista a rappresentarlo nei confronti dell'Amministrazione finanziaria, anche nell'ambito di un accertamento con adesione. Secondo l'Agenzia delle Entrate, infatti, l'imposta di bollo, definita dall'art. 5, D.P.R. n. 642/1972, non è applicabile in questo caso, dato che le tabelle allegate al medesimo Decreto prevedono espressamente l'esenzione in caso di "Atti e cop ie del procedimento di accertamento e riscossione di qualsiasi tributo, dichiarazioni, denunzie, atti, documenti e copie presentati ai competenti uffici ai fini dell'applicazione delle leggi tributarie". La procura speciale e la relativa autentica sono pertanto state considerate dall'interpretazione dell'Agenzia atto necessario da produrre all'ufficio, e pertanto esentate da imposta di bollo. |
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Cassa dei geometri: Decreto Ministero Economia e Finanze |
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Con Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 3 febbraio 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 9 febbraio 2011, n. 32, si consente agli iscritti alla Cassa di pre videnza dei geometri di determinare l'ammontare dei contributi dovuti nella dichiarazione dei redditi. Nel Mod. UNICO PF 2011, al quadro RR, è stata, infatti, inserita un'apposita sezione, la terza, in cui gli iscritti alla Cipag devono segnare qua nto versato alla Cassa come contributo soggettivo e integrativo al fine di calcolare quanto effettivamente dovuto. Nel decreto in questione si estende anche ai geometri l'applicazione del D.Lgs. n. 241/1997, legittimando, così, l'utilizzo del Mod. F24 per i versamenti unitari e la compensazione. |
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ICI sui fabbricati categoria D senza rendita attribuita: Sentenza della Cassazione |
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Con Sentenza 9 febbraio 2011, n. 3160, le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione, respingendo il ricorso di un Comune che aveva negato ad un istituto di credito il rimb orso dell'imposta versata in eccesso, hanno stabilito che la base imponibile ICI dei fabbricati categoria D, posseduti da imprese, va calcolata sulla base delle iscrizioni contabili, solo finché il contribuente non faccia richiesta di attribuzione di r endita catastale. La Suprema Corte, fornendo un'interpretazione all'art. 5, comma 3, D.Lgs. n. 504/92, afferma infatti che, dal momento in cui il contribuente fa la richiesta, diventa titolare di una nuova situazione giuridica derivante dall'adesione al sistema generale de lla rendita catastale e, pertanto, potrà avere il dovere di pagare una somma maggiore oppure il diritto ad un rimborso. |
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Il rifiuto del dipendente allo svolgimento della prestazione può essere causa legittima di licenziamento |
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La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 2153/2011, ha chiarito che il rifiuto da parte del dipendente di svolgere la prestazione richiesta dal datore di lavoro, può consider arsi legittimo e conseguentemente non comportare il licenziamento, solo nel caso in cui tale rifiuto sia legato ad un pericolo immediato per le esigenze vitali del lavoratore. Nello specifico la Suprema Corte ha sottolineato che, la supposta natura dequalificante della mansione assegnata non legittima il rifiuto da parte del prestatore di lavoro, in ragione del fatto che quest'ultimo non può limitare il diritto di libera organi zzazione dell'imprenditore. Alla luce di tale decisione viene sottolineato chiaramente il diritto all'integrità fisica del dipendente, contestualmente al diritto di libera organizzazione del datore di lavoro. |
