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Base imponibile IVIE per gli immobili siti nel Regno Unito: Risoluzione |
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Con Risoluzione 6 novembre 2013, n. 75, l'Agenzia delle Entrate, in risposta ad un interpello ordinario ex art. 11, Legge n. 212/2000, ha chiarito le modalità di determinazione della base imponibile ai fini IVIE di un immobile sito nel Regno Unito. In particolare, coloro che possiedo un immobile a titolo di leasehold (istituto che permette l'utilizzo di un immobile per un esteso periodo durante l'anno dietro pagamento di un corrispettivo), devono determinare l'importo dovuto in base al valore medio della fascia (espressa con una lettera da A ad H) attribuita per la Council tax (l'imposta municipale sulle abitazioni vigente nel Regno Unito). È stato, infine, chiarito che la stessa Council tax non può essere scomputata dall'IVIE in quanto non è indicata nella colonna 3 della tabella 1 allegata alla Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 28/2012. |
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Imposte sulle Assicurazioni: Risoluzione Agenzia delle Entrate |
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Con Risoluzione 6 novembre 2013, n. 74, l'Agenzia delle Entrate, in risposta ad un quesito posto da una società fiduciaria, ha fornito chiarimenti in merito all'imposta sul valore dei contratti assicurativi (IVCA), ponendo particolare attenzione sulla compensazione. In particolare, l'Amministrazione finanziaria, ha chiarito che:
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Manutenzioni durante l'attività lavorativa: datore responsabile per gli infortuni |
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Il datore di lavoro è responsabile penalmente per gli infortuni occorsi ai propri dipendenti qualora questi stiano effettuando operazioni di manutenzione mentre il macchinario (nastro trasportatore, nel caso in specie) è ancora in funzione, fermo restando che l'imprenditore ha diritto a richiedere le conversione della pena da detentiva a pecuniaria. Lo afferma la Corte di Cassazione, che nella Sentenza n. 44755 pubblicata il 6 novembre 2013 elenca due motivi che avrebbero potuto evitare la responsabilità penale: la continua informazione ai dipendenti dei rischi derivanti dall'utilizzo improprio dei macchinari o la predisposizione di un dispositivo che, in caso di manutenzioni o correzioni a fermo del macchinario, intervenisse disattivando lo stesso. In mancanza, come nel caso in esame, il datore è responsabile. |
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Sicurezza sul lavoro: indicazioni sullo svolgimento della formazione dei lavoratori |
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La Commissione per gli interpelli sulla sicurezza del lavoro, nell'Interpello n. 11 del 24 ottobre 2013, fornisce chiarimenti in merito alle modalità di svolgimento della formazione, in particolare per quanto riguarda durata e contenuti, dei lavoratori ai sensi dell'articolo 37, comma 2 del D.Lgs n. 81/2008. Al riguardo la Commissione ritiene che la formazione - che deve essere "sufficiente ed adeguata" - vada riferita all'effettiva mansione svolta dal lavoratore, considerata in sede di valutazione dei rischi e che pertanto la durata del corso possa prescindere dal codice ATECO di appartenenza dell'azienda. |
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Conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato |
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Il Ministero dell'Interno e il Ministero del Lavoro, nella Nota Congiunta prot. n. 35/0006100 del 5 novembre 2013, sono intervenuti nel merito della conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, possibilità prevista dall'art. 24, comma 4 del D.Lgs n. 286/98, dando un'interpretazione più ampia del disposto normativo. Nel particolare, l'espressione "qualora se ne verifichino le condizioni" deve essere interpretata nel senso che il lavoratore straniero con permesso di soggiorno stagionale, per richiedere la conversione in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non deve più far rientro nel Paese d'origine, ma è sufficiente che siano accertata la presenza dei requisiti per l'assunzione nell'ambito delle quote di ingresso programmate, nonché l'effettiva assunzione in occasione del primo ingresso per lavoro stagionale (verificando la relativa comunicazione obbligatoria). |
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Sicurezza sul lavoro: disciplina applicabile anche alle imprese familiari |
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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, rispondendo all'Interpello n. 9 del 24 ottobre 2013, ha chiarito che in materia di applicazione della disciplina in tema di sicurezza sul lavoro di cui al D.Lgs n. 81/2008, la stessa deve considerarsi applicabile anche alle imprese familiari. Nello specifico, fermo restando la specifica previsione di cui all'art. 230 bis del codice civile, che disciplina le regole di costituzione dell'impresa familiare, alle stesse dovrà essere applicato il disposto di cui all'art. 21 del D. Lgs n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni. |
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Formazione per il primo soccorso e antincendio non estendibile ai lavoratori a domicilio |
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La Commissione per gli interpelli sulla sicurezza sul lavoro, nell'Interpello n. 13 del 24 ottobre 2013, in merito ai lavoratori a domicilio chiarisce che il datore di lavoro
Inoltre la Commissione chiarisce che il domicilio non è considerato luogo di lavoro ai sensi dell'articolo 62, D.Lgs n. 81/2008. |
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Welfare: chiarimenti sull'utilizzo di procedure standardizzate per la valutazione dei rischi |
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Con l'Interpello n. 14 del 24 ottobre 2013 il Ministero del lavoro interviene in merito alla possibilità dell'utilizzo di procedure standardizzate per la valutazione dei rischi per aziende fino a 50 dipendenti con:
In merito il Ministero afferma che, per le aziende fino a 50 dipendenti, in entrambi i casi di rischio basso sopra riportati, possono essere utilizzate procedure standardizzate per la valutazione dei rischi. |
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Valida la mobilità nonostante l'assunzione successiva di personale di pari qualifica |
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In tema di licenziamento collettivo, la Corte di Cassazione ha statuito la legittimità della procedura di mobilità che si risolve nella soppressione di un reparto dell'azienda, con esternalizzazione del servizio gestito da una società economicamente collegata al datore. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 24990 del 6 novembre 2013, ha chiarito che la comunicazione di avvio della procedura collettiva ha piena validità, a nulla rilevando l'assunzione successiva di lavoratori di pari qualifica a quelli posti in mobilità, in quanto detta comunicazione non può prevedere le esigenze future che determinano un ampliamento degli organici, né deve motivare l'impossibilità del ricorso ai contratti di solidarietà. |
