Home

 

testata 2013giornalino

Giornale on line a cura di Confcommercio Imprese per l'Italia - Ascom Padova                                                                         1 marzo 2013 - n°1
news parola

transazioniIMU: INIZIATIVA PILOTA PER DETASSARE LE IMPRESE

Se 63.285 euro vi sembran pochi …
Questa è la cifra (in aumento del 134,19% rispetto a quanto versato per l’ICI) che, per l’IMU, ha dovuto sborsare Ascom Servizi, la società per azioni dell’Ascom Confcommercio di Padova che eroga i servizi nei confronti degli associati. E questa è la cifra che l’Ascom chiede le venga refusa dall’erario.
A tale scopo, ma precisando subito che si tratta solo dell’IMU versata dalle imprese e non dai privati, l’Ascom presenterà istanza di rimborso con l’obiettivo, peraltro, di rappresentare una sorta di “ricorso-pilota” allargabile poi a tutte le imprese associate che hanno dovuto sottostare alle forche caudine dell’odiatissima tassa.

Alla base dell’opposizione la stessa filosofia che ha animato i ricorsi contro l’IRAP che continua ad essere prevista dalla normativa, ma che, di fatto, è stata cassata anche per l’intervento dell’Unione Europea (che l’ha ritenuta illegittima) e per la quale si prevede comincino adesso ad arrivare i primi rimborsi.

Nello specifico: secondo Ascom Servizi, la tassa è illegittima perché grava sul bilancio aziendale e, come tale, deve poter essere dedotta rappresentando una vera e propria patrimoniale.
In effetti i capannoni delle aziende, i laboratori degli artigiani, gli uffici di chi eroga servizi sono luoghi di lavoro necessari all’espletamento dell’attività finalizzata a produrre reddito.
“Appare ingiustificato ed irragionevole – spiega Federico Barbierato, direttore generale dell’Ascom – pretendere una maggiore imposta e contestualmente inserire l’IMU tra i costi indeducibili pur concorrendo alla determinazione del risultato economico dell’esercizio”.

Naturalmente non potevano mancare anche i rilievi sulla legittimità costituzionale visto che si attribuisce maggiore capacità contributiva ad un bene produttivo che concorre alla determinazione del reddito in qualità di costo e, come tale, deve poter essere deducibile.
In altre parole: se posso dedurre la corrente elettrica perché non dovrei poter dedurre l’IMU?
Ma c’è di più. Dal momento che l’IMU elimina la tassazione IRPEF sulla rendita catastale, di questo “sconto” possono beneficiare i privati ma non le imprese visto che alle aziende è negata la possibilità di detassare la rendita catastale dei beni mobili strumentali. In altre parole: disparità di trattamento tributario, questione già risolta ancora nel 1972 dalla Corte Costituzionale che ha stabilito che “a situazioni uguali devono corrispondere uguali regimi impositivi”.
Dunque, la battaglia comincia. Nessuno si nasconde che non potrà essere risolta nel giro di qualche mese, ma il successo ottenuto sull’IRAP fa ben sperare le imprese che, dopo il ricorso-pilota dell’Ascom Servizi, magari potranno vedersi riconosciuto un credito per una tassa pagata allo Stato ma non dovuta.

 

BEVANDE ALCOLICHE AI MINORI

 

Con una risoluzione il Ministero dello sviluppo economico ha chiarito l’applicabilità del divieto di vendita degli alcolici ai minori di 18 anni prevista all’art 7 del “Decreto salute” del settembre 2012.
In particolare secondo il ministero, il Legislatore con il termine “vende” non può che avere voluto intendere “fornire” le bevande alcoliche ad un soggetto minore di anni 18, senza distinguere tra vendita, somministrazione o consumazione.
Volendo tracciare un quadro sintetico della normativa si può concludere:
• è vietato sia vendere che somministrare sul posto bevande alcoliche a minori degli anni 18;
• nel caso di vendita di bevande alcoliche a minori degli anni 18, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1000 euro;
• nel caso di somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni 16, la sanzione è l'arresto fino a un anno;
• nel caso di somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni 18, ma maggiori degli anni 16, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1000 euro.

RIFLESSIONI SUL REDDITEST

 

Facci sapere cosa ne pensi!

Scrivici all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Probabilmente si è trattato di un modo per festeggiare gli 80 anni di Paolo Villaggio.
Il redditometro, infatti, assomiglia troppo a quella definizione che il rag. Fantozzi, in uno dei pochi momenti di autostima e di sana ribellione, attribuisce alla pellicola "La corazzata Potemkin": una boiata pazzesca!
Ma perchè questo accostamento col più noto e sfigato dei ragionieri d'Italia? Perchè, in qualche misura, il redditometro ci obbliga tutti a diventare "ragionieri di noi stessi" alle prese con indici standard che le imprese già conoscono per gli studi di settore ma che il buonsenso avrebbe voluto fossero risparmiati alla totalità della popolazione.
Dicono, ma credo sarebbe meglio dire "dicevano" visto che tutti i partiti, anche quelli che l'hanno votato durante le festività, adesso fanno a gara per sostenere che loro non lo volevano e che, se l'hanno votato, è stato perchè costretti (domanda: ma il governo non era già caduto?), dicono che sarà uno strumento per stanare gli evasori e per rimpinguare le casse dello Stato. Ne dubito, così come ne dubitano molti autorevoli osservatori che, per contro, registrano il serpeggiare di una sottile paura non tra gli evasori incalliti (loro sanno sempre come fregare il fisco) ma tra i comuni mortali che già spendevano poco e che adesso spendono ancora meno pressati dal timore di vedere il fisco che li inchioda davanti ad un doppio acquisto di Nutella "non congruo".
Esagero? Magari. Il problema è che c'è molto di luciferino nel voler ricreare artificiosamente il reddito dei contribuenti, iniziando dalle spese effettivamente sostenute da ciascuno o ricostruite sulla base di indici Istat. Solo che l'indagine avrà alla base ciò che non si trova, e cioè tutte le spese presenti nell'archivio dell'anagrafe tributaria , mentre quelle non presenti (e saranno la stragrande maggioranza) saranno determinate presuntivamente con riferimento all'ammontare della spesa media Istat riguardante i consumi del nucleo di appartenenza e da altri studi e analisi socioeconomici.
Un trionfo! Se Trilussa fosse ancora in vita ci avrebbe inventato la storia del mezzo pollo a testa delle statistiche!
Ma senza voler essere "disfattisti", proviamo ad accompagnare il nostro "buon ragioniere di famiglia" (il buon padre risulta archiviato) nel suo diuturno calvario fiscale. Già partendo da ciò che abbiamo detto poc'anzi viene il mal di testa a pensare al tipo di lavoro che il "nostro" dovrebbe iniziare a fare: conservare scontrini di più anni e, possibilmente, tutti leggibili (ma le scritte su carta termica, col tempo, si cancellano), spiegare analiticamente il motivo per cui è in possesso di una determinata fattura, giustificare un eccesso di spesa sostenuta magari in un determinato anno, senza tener conto che il risparmio delle famiglie serve anche ad affrontare situazioni di emergenza e via di questo passo.
Dice Attilio Befera, gran capo dell'Agenzia delle Entrate: "Staneremo gli evasori, costringeremo tutti a fare gli scontrini e ad emettere le fatture, insomma risolveremo gran parte dei nostri mali".
Non me ne voglia ma l'impressione è che succederà esattamente il contrario. Conoscendo la rigidità del sistema e l'applicazione meccanicizzata (vi ricordate delle cartelle pazze, vero?) è matematico che ad essere "stanati" saranno i soliti noti mentre chi è abituato a evadere, e lo fa di professione, questo ulteriore adempimento non solo non lo toccherà ma probabilmente sarà un ulteriore vantaggio competitivo nei confronti di tutti gli altri comuni rag. Fantozzii i quali, impegnati come saranno a conservare e ricercare scontrini, avranno ancora meno tempo per pensare a come guadagnarsi la pagnotta.
Domanda: in un così bel clima da caccia alle streghe, risulta poi così astruso che in tanti cerchino rifugio in Carinzia?
Si dirà: ma Befera sostiene che i controlli saranno solo 40 mila su 40 milioni di contribuenti. Insomma: uno su mille.
Morandi sosteneva che "uno su mille ce la fa".
Qui, per quell'uno" c'è solo da incrociare le dita!

 

Federico Barbierato
Direttore Generale Ascom Confcommercio Padova

 

rassegna agenda

CURIOSITÁ DAL MONDO DEI PUBBLICI ESERCIZI

  

CLICCA SUI LINK QUI SOTTO E LEGGI GLI ARTICOLI DA NOI SELEZIONATI

 

 

 

 

Tendenze social-culinarie, il cibo in Rete. Tra «foodstagram» e blogger. (Corriere della Sera)

 

Cordate e sconti. I ragazzi che rivoluzionano l’acquisto del vino.

(Corriere della Sera)

 

Taiwan, nasce il primo ristorante interamente dedicato a Barbie

 

ascomclickINFORMATI SU ASCOMCLIC

Ascomclic è un servizio Ascom Confcommercio Padova che consente alle piccole e medie imprese e ai professionisti di far crescere la propria attività: sito web e sistemi di commercio elettronico e di prenotazione, con portali professionali e personalizzati

CLICCA QUI E SCOPRI COME FARE 

 

 

aama corsiCORSI DI FORMAZIONE ACCADEMIA ARTI&MESTIERI ALIMENTARI  

Barman: corso base per l'accesso professionale

Il corso rivolto ad imprenditori, dipendenti occupati e a tutti coloro che vogliono intraprendere una nuova professione nel settore alimentare.

Cotti.. e Sedotti: corso rivolto ad amatori della cucina italiana, in particolare a coppie, svolto in collaborazione con il Gruppo RistoraNtori Padovani

Il corso è rivolto a tutti gli “amatori della cucina”, coppie di ogni età che coltivano la loro passione per l’arte alimentare

INFO: www.formazionepadova.com - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

sapeviche3

Il Garante della privacy ha stabilito che “i gestori dei locali che vogliono offrire la connessione wi-fi gratuita ed eventualmente mettere a disposizione pc e terminali di vario genere, sono sollevati da qualsiasi responsabilità rispetto alla navigazione dei loro clienti e, nel caso volessero entrare in possesso di informazioni più dettagliate, devono richiedere al consumatore di firmare l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.”

 

 

footer