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FONDO DI ASSISTENZA SANITARIA: OBBLIGO DI ISCRIZIONE PER TUTTI
Anche per i datori di lavoro non iscritti alle associazioni
Anche i datori di lavoro che non fanno parte delle associazioni sindacali hanno l’obbligo di iscrivere i lavoratori a un fondo di assistenza sanitaria integrativa e di versare le relative quote e contributi, riconducibile alla cosiddetta parte economico - normativa del contratto di lavoro.
IL CASO
Il Tribunale di Torino ha condannato un'azienda che aveva omesso di iscrivere i propri dipendenti al fondo di assistenza sanitaria integrativa, obbligandola a risarcire gli stessi di una somma pari al costo sostenuto per le prestazioni sanitarie che sarebbero state loro rimborsate dal fondo qualora l'azienda avesse provveduto all'iscrizione.
La fattispecie presa in esame dal Tribunale riguarda il Fondo EST (relativo alle imprese del terziario, ai pubblici esercizi e alle agenzie di viaggio), ma il medesimo principio si applica anche all’iscrizione al Fondo FAST, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i dipendenti da aziende alberghiere, campeggi, residence, villaggi turistici, ostelli, colonie, porti turistici, e altre strutture ricettive.
LA SENTENZA
Il dispositivo della sentenza estende inoltre l’obbligo di iscrizione al fondo di assistenza sanitaria a tutti i datori di lavoro che applicano il CCNL in esame, indipendentemente dall’iscrizione ad una delle parti firmatarie del contratto stesso.
In tal senso, la sentenza afferma che la circostanza per la quale "le quote e i contributi per il finanziamento del fondo di assistenza sanitaria integrativa fanno parte del trattamento economico complessivo spettante al lavoratore, destituisce di fondamento la tesi (…) secondo cui l'azienda, non avendo aderito ad alcuna delle associazioni di categoria stipulanti, sarebbe vincolata soltanto all'applicazione della parte economico/normativa del CCNL e non già alle clausole contrattuali, quali quella relativa al Fondo EST, qualificate come obbligatorie, in quanto non disciplinanti direttamente il rapporto di lavoro ma costituenti obblighi esclusivamente a carico dei soggetti collettivi contraenti".
I PRECEDENTI
In precedenza, ricorda il giudice che già la sentenza della Corte di Cassazione n. 5625 del 2000, aveva stabilito che “una volta che le associazioni stipulanti (il CCNL) abbiano adempiuto ai loro obblighi istituendo gli organismi contrattuali previsti, l’attività di questi si svolge non solo nei confronti degli iscritti alle associazioni stipulanti ma anche nei confronti di coloro, pur non essendo iscritti alle associazioni stipulanti, abbiano fatto riferimento nei contratti individuali di lavoro al contratto collettivo di categoria”.
LE SANZIONI
Si ricorda che il fondo Fast/Est eroga rimborsi sino ad un massimo di novantamila euro per anno e che quindi il mancato pagamento del contributo, pari a dieci euro mensili, oltre a privare il lavoratore di una tutela contrattualmente dovuta, espone l’azienda al rischio di dover sostenere un costo notevolmente più alto.
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SIGARETTA ELETTRONICA, DIVIETO NELLE SCUOLE.
PROSSIMO STOP NEI LOCALI PUBBLICI?
Il Consiglio superiore della sanità esprime il suo parere
Stop alle sigarette elettroniche nelle scuole, mentre non è previsto per ora divieto nei locali pubblici. L'Italia, sulla regolamentazione delle e-cig, ha deciso di seguire parzialmente il modello francese.
Il Consiglio superiore di sanità (Css) ha trasmesso al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, il suo parere. Il Consiglio suggerisce di regolamentare la pubblicità, al momento molto forte, e che le ricariche abbiano la chiusura di sicurezza a prova di bambino.
Gli esperti segnalano anche l'opportunità di raccomandare che le sigarette non siano utilizzate in gravidanza o in allattamento.
Ma per ora si tratta solo di una indicazione, seppur autorevole, che diventerà norma solo qualora il governo dovesse decidere di adottare le misure proposte dal suo massimo organismo consultivo sanitario.
Secondo gli esperti del Css fumare la sigaretta elettronica è pur sempre fumare. Per questo, in un parere non vincolante, spiegano che è necessario applicare le stesse misure adottate per il tabacco.
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(immagine da Repubblica.it)
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