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L’EX MINISTRO ED EX GOVERNATORE DEL VENETO, GIANCARLO GALAN, DISOCCUPATO.

zilio_4IL PRESIDENTE DELL’ASCOM, FERNANDO ZILIO: “GLI OFFRIAMO NOI UN CONTRATTINO DA CO.,CO.CO.”
“Se non è troppo impegnato a ricostruire il partito, un contrattino da Co.Co.Co. glielo offriamo volentieri noi dell’Ascom Confcommercio di Padova”.
E’ serio, Fernando Zilio, presidente dell’Ascom di Padova, chiamato in causa dall’ex Ministro della Cultura ed ex governatore del Veneto, Giancarlo Galan, nell’ormai famosa intervista a “La Stampa” nella quale l’ex Doge lamentava di essere disoccupato e di aver dovuto chiedere alla moglie “un soldo per i caffè ed i giornali”.
In quell’occasione Galan, in un crescendo rossiniano che aveva preso di mira Monti, Tremonti e Draghi, Franceschini e persino la “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto, se l’era presa anche con quelle che lui aveva definito corporazioni.
Testuale, con riferimento al suo partito: “Abbiamo smesso di parlare agli industriali per parlare con Confindustria. Abbiamo smesso di parlare ai commercianti per parlare all’Ascom”.
“L’ex ministro – commenta Zilio – non ha voluto essere da meno del suo ex collega Calderoli.  Quest’ultimo, con la trovata dei ministeri al Nord, ha dato all’Ascom una visibilità straordinaria. Galan, da par suo, nel dire che il partito ha scelto di parlare con l’Ascom, ci ha gratificati di una centralità che, devo dire, non pensavamo di avere”.

Ma centralità acquisita a parte, Zilio è molto critico nei confronti dell’ex titolare della Cultura.
“Per sua ammissione – continua il presidente dell’Ascom – non risulta che abbia mai sentito la necessità di ascoltare i commercianti. Per mia buona memoria posso invece dire che non ha mai nemmeno ritenuto di dover sentire l’Ascom. Agli atti risulta infatti che per ben cinque volte gli abbiamo chiesto di poter avere l’onore di poterlo ospitare per discutere, ad esempio, di legge sul commercio e di grandi strutture di vendita. Credo che non si sia mai nemmeno degnato di risponderci, segno evidente che non eravamo noi gli interlocutori coi quali riteneva di doversi interfacciare”.
Ma adesso che il “Doge” è rimasto, per così dire, “disoccupato”, il presidente Zilio non ha cuore di infierire.
“La crisi – annota il presidente dell’Ascom – è dura per tutti. Per i lavoratori che perdono il posto di lavoro, per i commercianti che chiudono, per le famiglie che dovranno sopportare i postumi degli errori di chi ci ha governato. Logico che lo sia anche per chi ha fatto il governatore del Veneto per anni e magari, adesso, rischia il vitalizio, o ha fatto il ministro della Cultura e, in uno slancio di attaccamento al proprio dovere, ha fatto nomine anche mentre sistemava gli scatoloni per lasciare il posto al successore”.
“In ogni caso – conclude Zilio – le sue capacità, soprattutto in termini di organizzazione, non si discutono. Per questo siamo pronti ad offrirgli un contrattino. Ovviamente i denari non sono tanti, ma i giornali, in sede Ascom, sono sempre a disposizione ed un caffè possiamo sempre prenderlo assieme a metà mattinata”.

18 NOVEMBRE 2011
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