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ALL'ASSEMBLEA DI CONFCOMMERCIO, A ROMA, L'ASCOM DI PADOVA PROTAGONISTA ASSOLUTA.

montecitorio

POI LA MANIFESTAZIONE DAVANTI A MONTECITORIO DOVE SI E' PRESENTATO SOLO L'ON. GIORGETTI
La calata a Roma dei commercianti dell'Ascom non è passata inosservata. "Armata" di scope tricolori, bandiere, fischietti e casacche con le scritte "basta soldi ai partiti, meno tasse a cittadini e imprese", la pattuglia guidata dal presidente Fernando Zilio (50 persone in rappresentanza di un po' tutte le categorie e partite nel pieno della notte dalla sede padovana dell'Associazione) ha dapprima sostenuto a gran voce il presidente confederale Carlo Sangalli nel corso della sua lunga ed apprezzata relazione all'assemblea annuale di Confcommercio e poi si è trasferita a piazza Montecitorio per un "incontro ravvicinato" con la politica che però, ad eccezione del parlamentare veneto Massimo Giorgetti, non è avvenuto.
D'altra parte i "magnifici 50" dell'Ascom non si aspettavano che i parlamentari uscissero dal "palazzo" visto che l'obiettivo primario della manifestazione era quello di "ramazzare" un'intera classe politica ritenuta assolutamente inadeguata a risolvere i problemi del Paese.
Un Paese ben rappresentato nel filmato che ha aperto l'assemblea di Confcommercio (la crisi morde, è stato detto, e le piccole imprese soffrono come mai è avvenuto in passato) e nel corso del quale più del 50 per cento di intervistati erano padovani a dimostrazione che l'Ascom di Padova è la classica "punta di diamante" di un movimento che, a giudicare dagli applausi riservati a Sangalli ogni qualvolta lo stesso chiedeva risposte precise alla politica, è sempre più insofferente nei confronti di un classe dirigente che tassa, promette tagli alla spesa pubblica improduttiva e, puntualmente, non mantiene.

Applausi che non devono essere piaciuti più di tanto ai molti politici presenti in sala: dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, all'ABC della politica di casa nostra (Alfano, Bersani e Casini), alle seconde e terze linee di partiti che sembrano aver perso ogni credibilità agli occhi dei cittadini e, soprattutto, dei piccoli imprenditori.
"La politica - aveva detto Zilio nel corso del trasferimento in pullman nella capitale - non riesce a sintonizzarsi sui bisogni dei cittadini e dopo aver mandato avanti il governo Monti (peraltro limitandone pesantemente l'azione) ora spera di accantonarlo per riprendere in mano un discorso che invece è bene vada interrotto".
In altre parole: o la politica si decide a cambiare pelle ("ma sarà mai possibile? - si è chiesto Zilio) o quelle che adesso sono la scope dell'Ascom, in fin dei conti simpatiche e scenografiche, diventeranno la rappresentazione di un Paese che vuole liberarsi di una zavorra che sta mandando il Paese a fondo.
Ben rappresentate, come si diceva all'inizio, sia le categorie che le aree territoriali, la pattuglia dell'Ascom non ha nemmeno seguito, all'assemblea di Confcommercio, l'intervento del ministro Corrado Passera perchè i tempi imponevano un arrivo entro le 12.30 davanti a Montecitorio.
E lì, davanti alle forze dell'ordine schierate ma quasi divertite di fronte all'allegra scenografia messa in piedi dai commercianti padovani dell'Ascom, è stato tutto uno scandire di slogan, di sfottò, di seri richiami ad una moralità e ad una sobrietà che la classe politica, nei giudizi dell'Ascom, sembra aver dimenticato.
Un lungo serpentone di commercianti armati di scope, fischietti e bandiere ha quindi percorso il tratto che porta da Montecitorio a piazza Venezia dove, ad attendere il gruppo, c'era, finalmente, il pullman per il rientro.
"Una nuova grande prova di compattezza  - ha detto in sede di commento il presidente dell'Ascom di Padova - che conferma alla nostra organizzazione quel ruolo di pungolo che speriamo diventi ora patrimonio dell'intero mondo della piccola impresa".
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Corriere del Veneto
Gazzettino
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Mattino di Padova
Padova Oggi
Ansa

Padova, 21 giugno 2012