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CANONI RIDOTTI PER I NEGOZI

centrostoricoPRIMO ACCORDO SULLA BASE DEL NUOVO PROGETTO ASCOM “CARO AFFITTI IN CENTRO STORICO”
Sembra la classica zanzara che può far scoppiare la bolla speculativa che ha drogato il mercato degli affitti in città negli ultimi anni, figlio di un momento economico che non ha più ragione d’essere.
Aveva ragione Patrizio Bertin, il presidente Ascom Confcommercio per il centro storico di Padova, che in più occasioni aveva richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica sulla necessità di governare il mercato degli affitti pena una diminuzione degli investimenti da parte di grandi e piccoli imprenditori.
Quando poi ha deciso di mettere in piedi l’iniziativa “Caro affitti in centro storico”, sapeva di intervenire in una situazione di eccezionale gravità, confortato dai titoli dei giornali in questi giorni, che squadernano dati a dir poco preoccupanti circa la crisi che sta piegando il settore immobiliare.
A poco più di un mese dall’avvio del nuovo servizio progettato dall’Ascom Confcommercio di Padova, ossia la mediazione rivolta a garantire una equa contrattazione del canone di locazione per le attività commerciali in centro storico, è stato infatti chiuso con successo il primo contratto di riduzione d’affitto relativo ad un esercizio commerciale del centro cittadino.
Con una diminuzione del 20 per cento del canone di locazione per la durata contrattuale di un anno, il lavoro dei consulenti della sede Ascom Confcommercio di via Zabarella ha portato a casa un risultato di tutto rispetto in cambio di un delicato lavoro di mediazione non breve né di semplice realizzazione, ma che ha consentito di dare un po’ di ossigeno a un primo esercizio commerciale nel cuore di Padova.

“E’ un segnale forte che vogliamo dare alla nostra città, una risposta chiara non solo alle imprese e al mondo economico ma anche a quello politico – afferma Patrizio Bertin – E’ fondamentale capire che la recessione non si combatte a parole, ma con i fatti: la nostra è una sfida ambiziosa: vogliamo dimostrare che la strada da percorrere per cercare di invertire la spirale della crisi che attanaglia il nostro Paese è quella del buon governo, quello di antica memoria, in termini di “diligenza del buon padre di famiglia” come giurisprudenza insegna”.
“E’ un segnale forte che siamo in grado di dare – conclude Bertin – anche a quelle aziende che volessero investire nella nostra città, perché se le quote di affitto sono fuori mercato tengono fuori dalla porta anche nuove imprese che magari sarebbero intenzionate ad aprire la loro attività e devono rinunciare per non morire d’affitto”.
“I tagli ai costi inutili, il controllo degli aumenti fuori mercato, il ridimensionamento delle spese: questa azione di mediazione nel campo degli affitti è una specie di sfida che lanciamo anche al nostro Governo: non sono più i tempi per chiedere quello che non si può esigere. Un passo indietro fatto da parte di tutti potrebbe aiutare a invertire la rotta”.

Padova, 22 giugno 2012